Sviluppato e pubblicato da Nakama Game Studio, Coloratura è un’esperienza narrativa in prima persona 3D dove a input visivi e “spaziali” si sostituiscono quelli acustici. Il gioco, infatti, è incentrato completamente sull’utilizzo dell’audio 3D con enigmi musicali e momenti in cui il gioco stesso ti incita a chiudere gli occhi proprio per ambientarti e interagire unicamente con l’udito. Noi abbiamo affrontato questa particolare esperienza su PlayStation 5 e questa è la nostra recensione!
Coloratura e il potere dell’ascolto
Coloratura ha una storia molto delicata, particolarmente toccante e che prova a raccontarsi attraverso il gioco stesso. In poche parole, cerca in un modo tutto suo, di far immedesimare il giocatore nelle condizioni della protagonista stessa. Parliamo di Alex, una musicista di talento che ha purtroppo subito un incidente con la tragica conseguenza della perdita della vista. Ecco quindi che lo scopo del titolo è farti sentire nella particolare condizione di Alex in un percorso dalla durata che oscilla tra le 4 e 6 ore circa.
Come fare? Il team di sviluppo ha avuto l’intuito di eliminare quasi del tutto il supporto visivo, riducendo al minimo e offrendo enorme spazio all’audio 3D. Motivo per cui consigliamo assolutamente di giocare Coloratura con delle buone cuffie visto che potrai ambientarti e interagire unicamente seguendo il suono spaziale. Tutto il titolo, a partire dai menù di gioco iniziali, è doppiato ed è progettato per essere giocato anche a occhi chiusi.

Il suono è la nostra guida ed è il suono che dobbiamo imparare a governare, studiandone la distanza, gli echi, la vicinanza e anche la sua essenza. La voce di Alex e del narratore ci aiutano a muoverci, a interagire, ci descrivono gli oggetti e Alex si abbandona anche a sensazioni e ricordi. Perché sì, nonostante il titolo possa sembrare una sorta di esperimento, ricordiamo che racconta anche una storia oltre che nel cercare di condividere una serie di stati anche emotivi oltre che sensoriali.
Il risultato è centrato in parte, visto che il primo impatto con Coloratura può essere molto spaesante e difficile. Il titolo richiede molta attenzione e pazienza. è una condizione decisamente nuova, un modo nuovo di interagire e la natura sperimentale irrompe praticamente subito, sin dai primi suoni da apprendere come “interagirci”. Per orientarci nello spazio, il gioco sfrutta un sistema di suoni con una campanella che ci indica la via giusta da seguire. Ma bando alle ciance e scopriamo subito come si gioca a Coloratura!

Senza guardare
Come detto, è difficile inquadrare e quindi valutare oggettivamente Coloratura. Non si tratta di un semplice videogioco ma di un esperimento ludico che pone al centro proprio la privazione della vista. Essenzialmente è un’avventura in prima persona 3D con enigmi sonori ma quasi completamente privo di elemento estetico. Per capire bene il gioco, basta semplicemente giocare al tutorial, primo vero scoglio esperienziale. Il gioco offre unicamente in questa occasione un ambiente semplice in bianco e nero con oggetti sparsi in giro e ben visibili.
Lo scopo è di farci capire come è fatto lo spazio e soprattutto come funziona il sistema di collissione con il nostro stesso personaggio. Banalmente: il pad vibra quando siamo contro una parete. Oltre ciò, il tutorial introduce il primo enigma sonoro del titolo: ripetere le sonorità di un pianoforte nell’ordine dettato dalla traccia del gioco. Un sistema meno intuitivo di quanto tu possa pensare visto che non andrai a intervenire manualmente sui tasti del pianoforte in gioco ma dovrai sperimentare i suoi ancorati agli analogici.

In poche parole: a seconda di dove sposti l’analogico, avrai un suono corrispettivo. Ecco, capire quale suono premere e in che ordine e quindi come muovere l’analogico, è alla base di quasi tutti gli enigmi sonori del titolo. Ma prima di questi, dovrai abituarti a esplorare senza guardare. Esatto, dopo il tutorial, la nostra protagonista perderà la vista e con essa anche noi saremo privati della possibilità di guardare lo spazio di gioco. Questi è ancora lì, ci sono intere aree in cui muoversi ma noi vedremo immagini statiche che fungono vagamente da aiuto ma che non offrono alcun concreto indizio spaziale.
Per muoverci, infatti, avremo solo l’aiuto del sonoro. Potremo selezionare i suoni che a loro volta andranno ad ancorarsi per ogni singolo oggetto che incontreremo. Tale suono sarà a sua volta inserito in un radar spaziale che, a seconda se sceglieremo di giocare con input visivi o meno, si mostrerà come un cerchio con tanto di punti che aumentano man mano che ci avviciniamo. Tutto ciò si fa alla cieca. Noi non vedremo mai il luogo di gioco se non alcune immagini una volta raggiunto l’oggetto. Come capiamo che oggetto o luogo abbiamo raggiunto? Sarà rivelato dalla voce in game.
Ancora una volta, tutto è sonoro e tale particolarità rende il titolo adatto davvero pochissimi utenti. La privazione della vista e un gioco totalmente cieco è sia unico sia estremamente rigido e difficile da vivere. Un’esperienza molto originale ma allo stesso tempo limitante. Noi abbiamo apprezzato il viaggio e anche la storia di Alex ma ammettiamo che vediamo il titolo adatto solo a una ristretta nicchia di utenti tra cui spiccano coloro che cercano un’esperienza unica e un modo nuovo di “giocare”. Infatti, tutto il gioco può essere davvero giocato a occhi chiusi ma richiede tempo, pazienza e un impianto acustico molto ben curato.

Grafica e sonoro
Graficamente, Coloratura è difficilissimo da valutare. Il titolo non punta affatto alla grafica anzi, fa di tutto per fartela togliere completamente. Fosse per lui ti obbligherebbe a uno schermo nero, perché è questo che vede la protaognista di cui vestiremo i panni. Ogni bozza grafica, sia essa statica o disegnata a mano per riprodurre oggetti, personaggi e luoghi, è un di più estremamente minimalista che non contribuisce granché all’esperienza. Anche gli input visivi sono molto semplici e il titolo stesso ti invita più volte a toglierli.
Il sonoro, invece, è semplicemente tutto. Un sonoro 3D che detta lo spazio, la distanza e l’interazione. Lo fa con un aumento o una diminuzione del suono a seconda delle vicinanza con oggetti e personaggi, o ancora con un sistema di memorizzazione acustica da studiare e memorizzare noi stessi. Non tutto è eccellente e spesso ti capiterà di confondere i suoni o di perderti nell’oscurità. Ma fa parte naturale del percorso. Soprattutto all’inizio. Un percorso non facile, considerando che si è privi di un senso essenziale per il videogioco ed è quindi ancora più alto il valore che si da al sonoro laddove riesce a completare, da solo, l’intera esperienza interattiva.
Da segnalare, infine, la totale assenza della lingua italiana. Questo è un ostacolo di cui tenere conto. I personaggi parlano in inglese e quindi toccherà comprendere ciò che dicono per cercare di orientarsi al meglio nell’oscurità. Siano essi oggetti, richieste o guide per i puzzle musicali, devi conoscere le basi dell’inglese o il tutto si complicherà ulteriormente. E se te lo stai chiedendo, anche i sottotitoli, che puoi eventualmente attivare, sono comunque in inglese.



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