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Progetto · RecensionePC

Alpha Nomos, recensione (PlayStation 5)

Un’avventura a ritmo

Avatar di pasquale aversanoDiPasquale Aversano 5 min di lettura PC
Alpha nomos
7,3/10
La recensione

Alpha Nomos

Gameplay7,0
7/10
Grafica7,0
7/10
Sonoro8,0
8/10
Longevità7,0
7/10

Cosa funziona

  • Ibrido intrigante con buone idee
  • Se padroneggi il beat regala grandi emozioni
  • Sonoro di buon livello

Cosa convince meno

  • Diventa presto ripetitivo
  • Non adatto a neofiti o utenti poco pazienti
  • Livello di difficoltà altalenante

Alpha Nomos è un indie intrigante e che colpisce proprio per la sua natura d’ibrido ludico. La fusione tra gioco d’azione, roguelike e rhythm game è riuscito ma con qualche compromesso. Un impatto iniziale non proprio accomodante, sbalzi di difficoltà e una ripetitività di fondo abbastanza accentuata, rendono il titolo difficile da consigliare a neofiti e utenti poco pazienti. Tutti coloro che sapranno dominare il beat, si ritroveranno una sfida competitiva e galvanizzante.

Sviluppato e pubblicato da RibCage Games, Alpha Nomos è un action adventure con al centro un sistema di gioco basato sul ritmo e a sua volta implementato dentro una sovrastruttura da roguelike abbastanza scolastico. Noi ci siamo dati a spedizioni a colpi di musica e ritmo ben scandito su PlayStation 5. Sei pronto a scoprire i risultati della nostra avventura? 

Alpha Nomos ogni cosa ha un suo ritmo

Lo diciamo subito, seppur presente, Alpha Nomos non mira a raccontare una storia memorabile ma più a fornire una cornice narrativa accessibile a tutti che funga da flebile incentivo a proseguire nelle nostre spedizioni. Il fulcro reale del titolo indie qui in esame è ovviamente il particolare ibrido di gameplay che vede il rhythm game fondersi con un roguelike action in terza persona 3D. Ma prima di affrontare con i dovuti dettagli come si gioca, diamo comunque un’occhiata all’ambientazione e ai suoi personaggi.

L’ambientazione di Alpha Nomos è post-apocalittica e la nostra protagonista, tale Cello, sembra essere a tutti i conti un burattino che combatte contro altri burattini decisamente aggressivi e ben armati. Intorno a noi, c’è poi un cast di strani personaggi, tutti dall’aspetto molto giocattoloso che popolano un hub discretamente anonimo incastrato in una sorta di foresta. Ed è proprio nell’hub che si evolvono debolmente le relazioni tra Cello e gli altri personaggi con tanto di sistema di “doni” da poter gestire manualmente.

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Alpha nomos, recensione (playstation 5)

Di base, infatti, i vari personaggi fungono prevalentemente da “funzione”, da chi gestisce le armi a chi le missioni passando poi per alcuni che servono semplicemente ad ampliare la lore, tra cui spiccano due marionette nemiche che, per qualche motivo, non sembrano essere ostili. Il nostro scopo, oltre a scoprire cosa ha portato alla rovina del mondo, è quello di fronteggiare i pupazzi assassini sfruttando a nostro vantaggio la forza misteriosa della musica.

Ebbene sì, la musica non è solo un orpello ludico ma parte integrante della narrazione. Per tutto il mondo di gioco ci sono strumenti su sfondo e nelle arene che mutano e dettano il ritmo delle movenze di gioco. Anche gli artwork in 2D dei personaggi sono costantemente in preda a un beat incessante e continuo che li anima e che ne fornisce un’identità estetica e acustica abbastanza solida nella sua ripetizione. 

Se la narrazione non riesce in gran parte a catturare l’attenzione, lo fa l’ambientazione e lo scontro tra un cast vivace e cartoonesco a location decisamente abbandonate e, come detto, post-apocalittiche. Un incontro-scontro di tematiche e anche di umorismo funzionano ma in modo comunque blando. Insomma, si poteva fare di più per sfruttare al meglio le potenzialità narrative del titolo.

Alpha nomos, recensione (playstation 5)

Tutto a ritmo

Alpha Nomos è un action roguelike a ritmo in terza persona 3D con telecamera fissa. Un ibrido che ne plasma l’identità e che lo rende, nel suo piccolo, quasi unico. La base di tutto è il beat musicale. Ogni cosa ha la sua musica. Ci sarà sempre un ritmo di fondo che detta praticamente tutto ciò che si muove su schermo, noi inclusi. Questo beat potremo inserirlo su schermo modificando le linee guida in vari schemi pre impostati. 

Tale personalizzazione è molto consigliata specialmente ai neofiti del genere. Vedere il momento esatto in cui poter intervenire aiuta ad abituare l’orecchio alle sonorità del gioco e quindi a capire automaticamente, col dovuto allenamento, quando e come agire su schermo. Questo perché per combattere in Alpha Nomos dovremo obbligatoriamente, pena dei malus, seguire il ritmo. Un colpo a ritmo è un buon colpo a segno a cui devono seguire una serie di altri colpi e schivate, tutte a ritmo, per superare indenni i vari scontri.

Alpha nomos, recensione (playstation 5)

Ecco quindi che il primo impatto con Alpha Nomos può risultare discretamente ostico. Questo perché non è intuitivissimo eppure, una volta padroneggiato, salvo potenziali e diversi sbalzi del livello di difficoltà, l’opera sa regalare enormi soddisfazioni. Cavalcare degnamente il beat a cui si sommano poi le sonorità delle nostre stesse armi, spesso troppo alte e quasi d’ostacolo acustico al vero beat di fondo, può galvanizzare non poco.

Il tempismo è quindi la base per affrontare bene gli innumerevoli scontri ad arena che ci attendono lungo le varie spedizioni, tutte rigorsamente roguelike. Sì, a una sconfitta fa seguito il ritorno in città e la perdita dei power up selezionati tra opzioni random che fungono da build delle varie run. Altro aspetto che, unito a un gameplay non proprio accomodante, può diventare ulteriore ostacolo per meno pazienti e neofiti.

Eppure, il gioco oltre a una vasta personalizzazione di power up, possiede diverse armi, abilità speciali, elementi permanenti da poter upgradare e tanto altro. Un impianto stile roguelike comunque coerente e che, soprattutto grazie alle tipologie di armi, sa regalare una buona varietà di gioco, oltre a poter mutare le strategie man mano che progrediamo. Inoltre, i potenziamenti invadono anche l’aspetto acustico con fare innovativo e rendendo ancora più chiaro il ruolo centrale del sonoro. 

Alpha nomos, recensione (playstation 5)

Grafica e sonoro

Graficamente parlando, Alpha Nomos offre un buon impatto generale con qualche fugace rallentamento che però non complica l’esperienza di gioco in generale. Abbiamo molto apprezzato come il mondo di gioco segua, muovendosi letteralmente a suon di beat. Buono anche il character design e il già citato contrasto tra personaggi cartooneschi e mondo di gioco post-apocalittico. Buoni anche gli artwork in 2D. 

Meno evocativi i dungeon, per loro natura ripetitivi e che, come il bestiario, dopo qualche run mostrano già il fianco a una ripetitività destinata ad accentuarsi sempre di più. Il sonoro, invece, è il vero protagonista della produzione. Incessante, costante, mutevole e “vivo”. Il suo ruolo centrale viene svolto decisamente bene nonostante innegabili e inevitabili ripetitività. Da segnalare, infine, la totale assenza della lingua italiana che indebolisce ulteriormente la fruibilità di una trama già non molto accattivante.

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