Sviluppato e pubblicato da Blue Backpack in sinergia con ByteRocker’s Games e PARCO GAMES, Constance è un action adventure identificabile come metroidvania in 2D che spicca anche e soprattutto grazie a uno stile animato molto intrigante e fluido. Noi abbiamo vissuto questa nuova avventura su Nintendo Switch 2 e questa è la nostra recensione!
Constance di arte che racconta oltre il videogioco
Constance è un metroidvania ma, a differenza di gran parte dei suoi congeneri, possiede una narrazione abbastanza “trasparente” nel senso che non si nasconde dietro vuoti o metafore ma che, anzi, parla abbastanza direttamente all’utente, svelando retroscena e incastri narrativi ben studiati e in grado di emozionare. L’eroina di cui vestiremo i panni e che da il nome al gioco, Constance, appunto, va oltre le sue azioni su schermo, condividendo il suo passato con flashback interattivi che sono tra gli elementi più riusciti dell’opera.
è in alcune di queste circostanze che il titolo esce fuori dai binari, immergendosi nella creatività e ritrovando a spogliarsi e a mostrare argomenti di un certo peso. Si parla di arte e creatività ma anche di momenti difficili, di veri e propri burnout tra l’altro vissuti in prima persona da chi è dietro al videogioco stesso. Un’opera quindi che assume anche un carattere personale specchiandosi timidamente in ognuno di noi e mostrandoci un piccolo spaccato di emozioni che in qualche modo sono in grado di sfiorarci e imprimere un segno in grado di restare anche dopo il viaggio con Constance.

Un viaggio che, e lo diciamo subito, è abbastanza breve, soprattutto se paragonato ai suoi diretti congeneri. Tale scelta mina sì la longevità ma d’altro canto offre un ritmo decisamente più fluido e immediato in grado di farsi letteralmente divorare e lasciando la sensazione, in parte amara, di volerne ancora. Detto ciò, quanto vedremo su schermo, almeno all’inizio, è un’eroina pittrice smarrita che si ritrova in un mondo non suo, senza voce ma in grado di comunicare e farsi capire da chi la circonda.
La sua personale odissea la vedrà alla ricerca di particolari “lacrime” in biomi che sapranno sorprenderti nonostante una struttura abbastanza classica. Un classicismo che si ritrova anche negli elementi del gameplay. D’altronde Constance non innova granché ma quello che presenta all’utente è comunque un’esperienza dotata di un’identità propria che funziona da inizio alla fine, riuscendo a ritagliarsi un suo spazio in un catalogo comunque generosamente affollato.

Un metroidvania magnetico
Constance è un platform action adventure in 2D identificabile come metroidvania. Anche qui, infatti, abbiamo una macro mappa interconnessa ad altre aree di gioco che fungono da biomi. E come nel più classico dei congeneri, anche qui c’è un po’ di backtracking legato ad abilità che si sbloccano nel corso del gioco. e che dire del combat system? In 2D, molto fluido e composto da combo, schivate e studio minuzioso delle aree da gioco e, soprattutto, dei pattern d’attacco dei nemici.
Questi ultimi spiccano per varietà e sono in grado, in più occasioni, di mettere a dura prova il nostro ingegno. La difficoltà del titolo, infatti, non è esageratamente elevata ma sono presenti alcuni picchi che potrebbero cogliere alla sprovvista chi è meno avvezzo al genere. non solo, Constance presenta un sistema di game over molto curioso. Una volta K.O., infatti, potremo decidere se essere rispediti all’ultimo punto “sicuro” oppure tornare immediatamente in gioco ma con tutti i nemici potenziati, boss incluso.

Questo eleva la difficoltà del gioco offrendo sfide extra che rendono il viaggio di Constance ancora più ostico e sfidante, seppur mai ingiusto. A tutto ciò, si aggiunge un sistema di enigmi ambientali e di esplorazione che si adegua alle abilità della protagonista. Dallo scatto che permette di schivare colpi ma anche di passare in piccoli passaggi con un sistema splatteroso che ricorda Splatoon (non il genere splatter) e che vede la protagonista sciogliersi in una pozza di colore violaceo e il tutto con animazioni decisamente accattivanti.
E parlando di abilità, notevole anche la possibilità di far sparire determinati flussi neri invalicabili e che possono anche diventare una sorta di invincibile armature per alcuni nemici. Ecco, far svanire temporaneamente questa coltre nero per sciogliere le difese o liberare i passaggi è solo un esempio di come le abilità di Constance si uniscono in modo coerente col mondo di gioco e le sue meccaniche. In più, ogni abilità consuma una barra di pittura, che funge da “mana” e che si ricarica automaticamente. Eppure, il titolo tiene conto della necessità di dover abusare delle abilità ben oltre la barra stessa.

E potremo farlo ma a spese dell’energia vitale. Esatto, se non abbiamo modo o tempo di aspettare la ricarica automatica della pittura, potremo investire l’energia vitale per continuare a usare le abilità mentre la protagonista perderà i suoi colori entrando nello stato denominato “deterioramento”. Presente anche un sistema di abilità passive denominate “ispirazioni” ed equipaggiabili all’interno delle aree “sicure”. Si tratta di oggetti da posizionare in una griglia senza farli sovrapporre, tipo inventario alla Resident Evil.
Per quanto riguarda l’esplorazione, invece, oltre ad aree segrete e altre sbloccabili sono con abilità “future”, è presente anche la possibilità di scattare e conservare foto. Esatto, potrai fare foto dello scenario in cui ti trovi, seppur in modo limitato. Questo serve a fissare l’immagine nella mappa in caso di zone o elementi da dover recuperare in futuro. Un aiuto per la propria memoria e un elemento strategico non indifferente per aiutarci nel backtracking.
Le fasi più platform, comunque molto presenti, sono ben implementate e discretamente precise. Non abbiamo riscontrato neanche problemi tecnici di sorta o bug rilevanti. Il titolo scivola via in modo fluido, coeso e soddisfacente. La longevità, di cui abbiamo già segnalato una durata sotto la media, riesce comunque a raggiungere le dieci ore circa ma lascia una sorta di appetito.

Grafica e sonoro
Graficamente parlando, Constance ha un impatto notevole. Lo stile cartoon in 2D colorato e vivace, oltre che ben animato, restituisce un immaginario coeso, vario, ben dettagliato. Sì, i nemici forse non spiccano per originalità ma sono comunque coerenti con l’obiettivo del titolo e con i suoi intenti anche narrativi. Buona anche la diversità dei biomi che provano timidamente a distanziarsi dai soliti scenari. Buone anche le boss fight salvo alcune meno memorabili di altre. Il combat system invece, impreziosito anche dalle abilità di Constance, è discretamente scenico e bello da vedere.
Il sonoro è in linea con l’atmosfera proposta dal gioco. Tracce discretamente varie e ben spalmate nell’arco dell’avventure senza risultare ridondanti o fastidiose. Nulla di realmente memorabile ma un utile sottofondo acustico in grado di delineare quella sorta di magia che permea l’intero prodotto. Infine, ma non per importanza, siamo felici di segnalare la presenza della lingua italiana di cui sono presenti i sottotitoli, essenziali per comprendere e vivere al meglio l’intera esperienza.
Per quanto riguarda le modalità di gioco offerte dall’ibrida Nintendo, Constance si difende molto bene in entrambe. Abbiamo apprezzato le possibilità offerte dalla sua forma portatile in cui il mondo di gioco si restringe con coerenza ma è altresì magnetica la modalità in doc dove i colori e gli spazi si allargano dando modo di potersi smarrire ancor più in piccoli dettagli, anche quelli più sullo sfondo.
