Sviluppato da Tatsujin e pubblicato da Clear River Games, Truxton Extreme è uno shoot’em up a scorrimento verticale arcade in 3D e fortemente nostalgico. Si tratta a tutti gli effetti di un grande e inaspettato ritorno che saprà fare la gioia dei cultori del genere e, allo stesso tempo, intrigare i neofiti a patto di accettare alcuni compromessi. Noi ci siamo dati alle battaglie spaziali su PlayStation 5 e questa è la nostra recensione!
Truxton Extreme a tutta fantascienza!
Prima di affrontare la narrazione di Truxton Extreme, è bene fare un viaggio nel tempo e riscoprire le origini di questa saga. Il primo titolo, Truxton, o Tatsujin in Giappone, risale al 1988 e porta il titolo tra gli sparatutto arcade in 2D facendolo risaltare soprattutto per la difficoltà. Successivamente, il titolo è stato poi convertito per console con tanto di sequel, Truxton 2, datato 1992. Da allora, la serie è poi sparita dai radar.
Fino a oggi. Truxton Extreme recupera quasi fedelmente il lavoro originale e ci regala un capitolo inedito e ambizioso, un reboot a tutti gli effetti. L’ambizione è da localizzare nella volontà di proporsi tanto ai nostalgici ed esperti del genere quanto ai neofiti e quindi meno esperti. Ebbene, il titolo riesce a metà nei suoi intenti come scopriremo dettagliatamente nei prossimi paragrafi. Tornando alla narrazione, qui abbiamo una prima sorpresa: esiste una modalità storia e c’è una vera e propria narrazione.

Sia chiaro, questa non stupisce più di tanto ma, d’altronde, gli sparattutto arcade non sono proprio famosi per la storia… e anzi, questa spinta narrativa è apprezzabile a prescindere dall’intreccio e dalla sua complessità. Inoltre, per essere precisi, Truxton Extreme ha ben tre campagne con tre diversi protagonisti. I soggetti in questione hanno tutti qualcosa in comune: sono dei Tatsujin e sono pronti a tutto per difendere la Terra dall’invasore di turno.
Cos’è un Tatsujin? Si tratta di un ex umano diventato androide, una sorta di eroe della patria pronto ad affrontare al meglio lo spazio con tutta una serie di upgrade che lo aiuteranno ad affrontare una missione dove la morte è perennemente dietro l’angolo. Ecco, l’abbandono dell’umanità e l’allontanamento seppur volontario dalle proprie famiglie, porta per ogni personaggio una serie di drammi che, seppur non molto approfonditi, sono comunque apprezzati.
Anche la modalità con cui la storia viene somministrata è molto interessante. Parliamo di tre linee narrative distinte con specifico protagonista che potrai affrontare a tuo piacimento. Ognuna di esse ha un suo protagonista e le storie vengono mostrate su schermo con l’escamotage del fumetto animato. Piccole scene con baloon che riescono ad appagare e soddisfare oltre a risultare discretamente fedeli con l’atmosfera del titolo.

Severo ma con tante soddisfazioni
Truxton Extreme è uno sparatutto a scorrimento verticale old school in 3D e con visuale isometrica. Un titolo fortemente ancorato alla sua anima arcade e che non fa sconti per nessuno. Sì, c’è un’inedita modalità introduttiva con cui i neofiti potranno approcciarsi al gioco affrontando un livello con tutta una serie di vantaggi. Un assaggio molto easy delle meccaniche con una curva lenta ma in grado di addestrare le nuove leve. Ironicamente basta giocare questo per sapere se Truxton Extreme è o meno nelle tue corde.
Questo perché la campagna vera e propria, così come la modalità arcade purificata da qualsivoglia narrazione, non fanno sconti a nessuno. Il titolo è fieramente difficile. Un colpo e muori e perdi tutti gli upgrade raccolti fin’ora. Questo si traduce in un’esperienza complessivamente breve ma la cui durata è alimentata da run su run dove ogni sconfitta ti spinge a far meglio, a memorizzare determinati asset nemici o ostacoli ambientali e a cercare sempre di fare meglio con uno sguardo fisso sul punteggio.

Tornano i power up legati per velocità e potenza d’attacco da accumulare così come potrai padroneggiare diverse tipologie di armi che si traducono sia in diversi colori ma anche in diversi range. Da armi che focalizzano il fuoco in un solo punto ad altre semi automatiche. Capire quale equipaggiare e quando spinge anche a posizionarsi in determinate aree di gioco della mappa e ad affrontare i nemici in svariati modi, soprattutto i boss. Questi ultimi, spesso aggravati da checkpoint non proprio vicini, possono dar vita a una bella frustrazione.
Frustrazione non per tutti, ovviamente. Il neofita potrebbe arrendersi prima del tempo e sarebbe un peccato. Questo perché Truxton Extreme vive di questa difficoltà e vuole spingerti a fare meglio in quanto di per sé, il gioco non è mai ingiusto. Anzi, l’eliminazione delle barre laterali, elemento che potrebbe non piacere ai puristi del genere, offre occasioni di movimento nuove con spazio extra da poter sfruttare per sfuggire all’inevitabile pioggia di fuoco nemica.
Oltre a storia ed arcade, è presente una modalità team per co-op con vite e punteggi condivisi per devastare il nemico in compagnia, una modalità Arena con sfide inedite incentrate sempre sull’accumulo di punteggi e un tutorial discretamente esaustivo. Anche se, come detto, per padroneggiare davvero Truxton Extreme dovrai affrontarlo a muso duro, ancora e ancora. Un’esperienza hardcore, naturalmente di nicchia ma in grado di regalare tante soddisfazioni.

Grafica e sonoro
Graficamente parlando, Truxton Extreme introduce un 3D inedito per la saga di riferimento e, come per lo schermo “pieno”, anche questo potrebbe far storcere il naso ai puristi. In tutta sincerità, salvo alcuni specifici elementi, l’impatto generale offerto dal mondo di gioco è godibile e ricerca una certa modernità tenendo però sapientemente lontana dal “realismo”. Insomma, funziona ma ci si deve un po’ abituare. Molto apprezzato, invece, lo stile fumettoso per la narrazione.
Per quanto riguarda il sonoro, questi recupera furbescamente le sonorità originali rimescolandole, modernizzandole e remixandole in vari modi. L’effetto nostalgia e modernità qui si incontrano e scontrano di continuo con un risultato finale positivo e appagante, oltre che galvanizzante. Infine, e purtroppo, tocca segnalare la totale assenza della lingua italiana anche se i fumetti della storia non sono mai eccessivamente verbosi o complessi da comprendere.
