Nel corso degli anni, Compile Heart ha costruito la propria identità attorno a produzioni riconoscibili, spesso caratterizzate da estetica anime, budget contenuti e formule rivolte a un pubblico ben preciso. Nonostante nel suo catalogo non manchino titoli validi e idee interessanti, la qualità altalenante delle sue uscite ha alimentato una certa diffidenza, rendendo difficile accogliere ogni nuovo annuncio con autentico entusiasmo.
Ariana and the Elder Codex, nasce dalla collaborazione con Idea Factory e Hyde, rappresentando una sorpresa quasi piacevole. Dietro una produzione modesta e un aspetto apparentemente semplice si nasconde un metroidvania bidimensionale curato, immediato e coinvolgente, capace di combinare combattimenti rapidi, esplorazione, progressione e una componente narrativa più elaborata del previsto. Pur con alcuni limiti, forse riconducibili al budget o alla solita disattenzione/strafottenza, il gioco si impone con un poco discreto risultato per Compile Heart… anche se le basi ci sono, vediamole insieme.
Cosa succede in Ariana and the Elder Codex
La protagonista della vicenda è Ariana, una giovane e prestigiosa bibliotecaria appartenente a un’organizzazione conosciuta semplicemente come la Biblioteca. Quest’ultima non è soltanto un luogo dedicato alla conservazione dei libri, ma una vera e propria istituzione responsabile della tutela della conoscenza e dell’equilibrio magico del mondo (non vi ricorda proprio niente?).
Ariana riceve l’incarico di restaurare i sette Codici degli Eroi, antichi tomi dotati di un potere straordinario. Da essi dipende infatti la diffusione della magia, una risorsa essenziale per la sopravvivenza dell’umanità e per il delicato rapporto esistente tra gli esseri umani e i demoni.
Il compito può essere portato a termine soltanto da Ariana, poiché le sue eccezionali capacità magiche le permettono di entrare fisicamente nei mondi custoditi all’interno dei Codici.
Parallelamente alla missione principale, la protagonista porta avanti una ricerca personale: scoprire che cosa sia accaduto ai suoi genitori, scomparsi in circostanze misteriose. La narrazione dedica molto spazio alla costruzione dell’ambientazione, introducendo gradualmente termini, eventi storici e informazioni sul funzionamento della magia.

Numerosi documenti consultabili nella Biblioteca approfondiscono il passato del mondo, mentre le conversazioni con gli altri personaggi permettono di comprendere meglio il ruolo dell’organizzazione. Ariana è una protagonista particolarmente riuscita: il suo incarico le impone di mantenere una certa distanza emotiva dalle storie contenute nei tomi, ma questa apparente freddezza nasconde fragilità, dubbi e un forte bisogno di conoscere la verità.
Anche personaggi come il suo assistente artificiale Veester e la brillante ricercatrice Divina Orden contribuiscono a dare personalità alla storia, creando un cast piacevole e ben caratterizzato.
Gameplay, combattimento ed esplorazione
In Ariana and the Elder Codex il combattimento è una componente interessante, si presenta come un incrocio tra action, platform e metroidvania. Ariana può equipaggiare sei incantesimi, distribuiti su due serie di comandi, mentre la lama magica rimane sempre disponibile per colpire da vicino e lanciare i nemici in aria.
Le debolezze elementali influenzano i danni e la barra di stordimento, mentre alcune combinazioni attivano il cosiddetto “Magic Burst”. Sulla carta c’è quindi parecchio da gestire; nella pratica gli scontri seguono spesso un ritmo più ragionato che frenetico, fatto di attacchi con la spada mentre si aspetta che le magie tornino disponibili.
Una volta scoperto quale elemento funziona meglio, molti avversari finiscono inoltre per essere affrontati con una strategia piuttosto simile, anche perché diverse creature ricompaiono semplicemente con un nuovo colore e una diversa affinità.

L’esplorazione prende qualche elemento dai metroidvania, aggiunge sezioni platform e poi prova a far convivere tutto nello stesso libro. Ariana ottiene abilità come il doppio salto e lo scatto aereo, utili, come al solito, per raggiungere scrigni e backtracking, ma le mappe rimangono generalmente compatte e limitate.
Tra una stanza e l’altra si alternano piattaforme, ostacoli, gruppi di nemici e combattimenti obbligatori, con un sistema di movimento che non sempre sembra pensato per salti particolarmente precisi. I boss, come di convenzione, introducono scontri più strutturati, suddivisi in più fasi e basati sulla lettura degli attacchi, ma sempre un po’ macchinosi.
Progressione, difficoltà e contenuti secondari
Il senso di progressione, che ti impedisci di disinstallarlo dopo 10 minuti, gira attorno a tre elementi principali: potenziare le magie, creare accessori e restaurare completamente i diversi Codici. Ogni tomo funziona come un piccolo mondo separato, con la propria ambientazione, la propria storia e una serie di attività da completare.
Arrivare alla fine del livello, infatti, non basta: per riempire davvero tutte le pagine bisogna affrontare battaglie opzionali, superare sezioni platform e ottenere valutazioni abbastanza alte nelle varie prove. Alcune sfide compaiono solo dopo aver eliminato quasi tutti i nemici presenti in una zona, così il gioco si assicura di non trasformare ogni schermata in una corsa disperata verso l’uscita.

Sono presenti tre livelli di difficoltà, modificabili nella stanza di Ariana o presso i punti di riposo. Aumentando la difficoltà diventano più importanti le debolezze elementali, il potenziamento delle magie e la scelta degli accessori, anche se il sistema di crescita rimane piuttosto lineare. Tra una missione e l’altra si torna nella Biblioteca, dove è possibile leggere documenti, parlare con lo staff e ricevere qualche ricompensa utile.
C’è anche un sistema interno di obiettivi, pensato per spingere a esplorare e sperimentare un po’ di più. L’avventura, però, non è particolarmente lunga e si conclude proprio quando Ariana ha finalmente raccolto abbastanza abilità da sembrare pronta a fare sul serio. Una o due aree aggiuntive avrebbero dato più spazio sia alla progressione sia alle possibilità offerte dal movimento e dal combattimento.
Comparto visivo, grafico e sonoro
Sul piano visivo, Ariana and the Elder Codex punta su uno stile colorato, personaggi chibi e illustrazioni in stile anime durante i dialoghi. Le animazioni sono semplici e gli effetti delle magie aiutano a distinguere gli elementi senza troppa confusione, mentre i diversi Codici cambiano ambientazione e palette per dare almeno un po’ di varietà al viaggio.Il riutilizzo di modelli, nemici e decorazioni rimane però evidente, e nella Biblioteca molti personaggi secondari condividono un aspetto simile, con il risultato che ricordarsi chi sia chi diventa quasi un’attività opzionale.

La colonna sonora accompagna esplorazione e combattimenti senza prendersi troppo spazio, mentre il doppiaggio inglese copre i dialoghi principali e dà maggiore presenza ai personaggi centrali. Nel complesso, il gioco preferisce una presentazione pulita e immediata a una particolarmente ricca di dettagli. L’identità visiva c’è, soprattutto nei ritratti e negli effetti magici, ma il budget ogni tanto si affaccia tra uno sfondo già visto e l’ennesimo nemico con un colore diverso.
