Sviluppato da Binary Impact e Alchemical Works e pubblicato da Aerosoft GmbH, Forensics: Crime Scene Detective è un simulatore in prima persona 3D incentrato sulle analisi delle scene del crimine, in particolare ci cala nel ruolo di uno specialista forense. Tra DNA da raccogliere, analizzare e comparare, impronte digitali da individuare, proiettili da scovare e cellulari da sbloccare, ci ritroviamo così a vivere una serie di piccoli casi alla ricerca della verità. Noi abbiamo completato ogni caso su PlayStation 5 e questa è la nostra recensione!
Forensics: Crime Scene Detective tra analisi e comparazioni
Forensics: Crime Scene Detective è un gioco di simulazione e in quanto tale, più che raccontare una storia, il suo obiettivo è quello di simulare nel modo più realistico possibile, una determinata mansione. In questo caso, si parla di uno specialista forense e di gran parte delle sue attività e ricerche. Ecco quindi che la campagna di gioco non è fatta di narrazione vera e propria se non di una sequela di casi da dover risolvere in modo anche abbastanza libero seppur vengano sbloccati in modo cronologico e lineare.
Il personaggio di cui andremo a vestire i panni è anonimo, senza volto e senza voce, così come la persona a cui invieremo le prove per email e che ci detterà man mano i passi da fare fino all’inevitabile conclusione di ogni singolo caso. Anche l’area in cui andremo a muoverci, ossia il nostro laboratorio con tutte le strumentazioni e macchinari del caso, è completamente deserto. Non c’è nessuno con cui interagire se non con le macchine, appunto.
Discorso analogo per ogni singola scena del crimine che andremo a visitare. Tutto è completamente deserto e noi saremo perennemente da soli. Neanche i cadaveri riusciremo a vedere in quanto, giustamente, non spetta a noi analizzarli. Il nostro compito è quello di studiare la scena del crimine, setacciare ogni angolo e scovare oggetti utili, armi del delitto, dispositivi tecnologici da cui estrapolare messaggi, foto e chiamate, impronte utili al caso, macchie di sangue e quant’altro.

Oltre a scovare gli elementi utili al caso, dovremo anche raccoglierli. Ogni prova richiede un determinato strumento a sua volta legato a un determinato mini gioco di routine. Man mano che raccoglieremo ed analizzeremo le prove, i nostri file, da cui partiremo sempre col briefing del caso, andranno ad aumentare. Qui troveremo eventuali dichiarazioni e le mosse dei nostri colleghi come inseguimenti, arresti e quant’altro, il tutto con una cronologia del caso abbastanza esaustiva.
Purtroppo, però, la narrazione quasi del tutto assente si percepisce. Eppure, Forensics: Crime Scene Detective azzarda anche a collegare qualche caso tra loro e sono quelli che hanno più senso e coinvolgimento, dando una sorta di meta narrazione, seppur fumosa, al tutto. Peccato che siano un paio di casi disparati. In compenso, le varie risoluzioni dei singoli casi sono discretamente varie, donando una gradevole sfumatura di crimini e rispettivi criminali. Da segnalare la conclusione che giunge prima del tempo e che è raffigurata da una cartella dei casi che ci informa di aver finito tutto. Anche qui, un po’ poco.
Da segnalare comunque che il titolo è stato realizzato col supporto dell’esperienza e delle competenze degli esperti del Landeskriminalamat della Renania-Palatinato. Il tutto per avvicinare il titolo a un realismo quasi tangibile, spalmato in un totale di quattordici casi che, al netto di qualche lungaggine, non richiederanno molto tempo.

Un gameplay in bilico tra realismo e frustrazione
Forensics: Crime Scene Detective è un simulatore in prima persona 3D che punta a offrire un’esperienza da specialista forense. Per fare ciò, scende ad alcuni compromessi che rendono, come vedremo, l’esperienza decisamente lenta, ciclica e anche a tratti frustrante. Decisamente non per tutti. Iniziamo dal fatto che ogni scena del crimine sarà liberamente esplorabile e potrai fare avanti e indietro dal tuo laboratorio ogni volta che lo desideri.
Il titolo essenzialmente è composto da due fasi: la ricerca e raccolta di prove nella scena del crimine e l’analisi di quanto raccolto all’interno del tuo laboratorio. Come detto però, non sempre riuscirai a trovare tutto nella tua prima visita e, per fortuna, potrai viaggiare più e più volte. Analizzare la scena del crimine, significa avere buon occhio ma anche saper utilizzare al meglio la strumentazione a nostra disposizione.

Essenzialmente, si tratta di trovare chiazze di sangue, impronte digitali nascoste e visibili solo con una determinata torcia, cercare armi del delitto, ossia prevalentemente pistole, apparecchi tecnologici come telefoni, pc o chiavette USB e scovare fori di proiettile. Ogni prova per essere raccolta in modo adeguato richiede l’uso di un dato strumento e la risoluzione positiva di un mini gioco. Ma prima ancora, per poter ottenere il massimo punteggio alla fine della prova, dovrai catalogare le prove e quindi fotografarle.
E qui iniziano i problemi. Per essere fedele alla realtà, Forensics: Crime Scene Detective elimina qualsivoglia inventario e ci costringe a poter equipaggiare e un solo strumento alla volta costringendoci a fare avanti e indietro più volte del previsto. Non solo, in alcuni casi si impunta in modo artificioso e frustrante. Un esempio? Fare le foto inquadrando bene e alla giusta distanza sia la prova che il foglio giallo identificativo da posizionare manualmente.

Ammettiamo che almeno nei primi casi, il senso di curiosità unito a quel mix di sfida nel cercare di intuire prima del tempo chi può essere il criminale o cosa diavolo è potuto succedere, fa andare oltre alla ripetività del gioco, ampliata anche dall’utilizzo degli strumenti al laboratorio. Come la raccolta delle prove, infatti, anche questi sono vittime di un minigioco ciclico e in alcuni casi frustrante. Come la comparazione del DNA che richiede una precisione esagerata, soprattutto pad alla mano.
Inoltre, l’innegabile iniziale varietà di strumenti e macchinari e quindi di analisi di prove differenti, da riproduzione di traiettorie dello sparo con tanto di gas a illuminare il laser rosso fino alle prove balistiche in sicurezza per raccogliere e poi confrontare i proiettili delle armi da fuoco, si scontro nel lungo periodo. In sintesi, ci si rende conto che tutto ciò che il gioco ha da offrire viene subito mostrato nei quattro tutorial iniziali. Dopodiché, è solo un aumento quantitativo delle prove da cercare e catalogare.

Grafica e sonoro
Graficamente parlando, Forensics: Crime Scene Detective non spicca per grande realismo e anzi, un occhio attento noterà un riciclo di asset abbastanza ovvio e in parte esagerato. D’altro canto, ci sono anche spazi esageratamente spogli e poco credibili mentre altri decisamente più ragionati come il bar con biliardo. La cura dei dettagli non è scadente ma è palese che venga amplificata solo in funzione delle prove lasciando le zone meno coinvolte più “piatte” e anonime. E parlando di anonimato, Forensics: Crime Scene Detective non fa molto per ritagliare una propria identità se non unicamente il proprio gameplay.
Sì, sono presenti dei poster che richiamano artifizi fatti con IA, così come i ritratti dei personaggi coinvolti, ma è abbastanza poco per dare forma a un’identità vera e propria. Anche il sonoro non spicca più di tanto, salvando qualche rumore ambientale, le tracce sonore sono cicliche ma mai ridondanti o fastidiose. Elemento molto apprezzato, invece, la presenza dei sottotitoli in lingua italiana. Elemento che, seppur non sempre preciso, aiuta non poco a vivere al meglio l’esperienza di gioco.
