Sviluppato da Exe Create Inc. e pubblicato da Kemco, Isekai Villain è un gioco di ruolo in pixel art 2D con combattimenti a turni che rientra, ancora una volta, nel sempre più sconfinato catalogo di RPG pubblicati da Kemco. Inoltre, come molti altri titoli di quel catalogo, anche Isekai Villain nasce come opera mobile per poi essere trasportata su console. Noi abbiamo vissuto questa nuova e intrigante avventura su Nintendo Switch e questa è la nostra recensione!
Isekai Villain dalla parte dei cattivi
Lo diciamo subito e con una certa soddisfazione e sorpresa: la trama di Isekai Villain funziona. Sì, non completamente e sì, ci sono dei cali di ritmo, eppure l’idea di fondo nonché l’incipit stesso, regalano all’opera firmata Kemco un alone tutto suo e che riesce in parte a farla emergere dai suoi congeneri. Procedendo con ordine, il protagonista delle vicende è un giovane qualunque di nome Gray si risveglia suo malgrado all’interno del mondo del suo manga preferito.
Chi non vorrebbe un risveglio simile, mh? C’è però un problema… Gray non veste i panni di un eroe ma di un malvagio. Non solo, veste i panni di un malvagio decisamente secondario e destinato a fare una brutta fine. Uno di quei personaggi che fungono da carne da macello. Ecco, Gray ora è quello. Inutile dire che il destino infame e il pessimo ruolo non vanno decisamente a genio al nostro protagonista che decide quindi di ribaltare la sua sorte e tentare di sopravvivere.

Nasce così un’avventura sopra le righe, consapevole della propria natura, ironica e autoironica che, seppur non brilli per complessità dell’intreccio narrativo, riesce a divertire e incuriosire. Si è sinceramente interessati alla sorte del povero Gray e, complice un cast di personaggi bizzarri seppur “sporcati” dai soliti cliché dei giochi di ruolo, la storia scivola via senza grandi intoppi. Inoltre, l’idea di base, quella di diventare un vero cattivo, funziona e, seppur non originalissima, è sfruttata in modo curioso anche ludicamente parlando, come vedremo nel paragrafo di riferimento.
Il rovesciamento classico che al posto di un team di eroi ci vede alla guida di un gruppo di gentaglia quasi allo sbaraglio crea la giusta atmosfera per una storia particolarmente spensierata e che funziona proprio quando non si prende sul serio, riuscendo anche a intagliare una propria e coerente identità. Insomma, Isekai Villain spicca tra i titoli Kemco e lo fa con un buon umorismo, che lo salva anche quando diventa più prevedibile.

Un gameplay scolastico ma solido
Isekai Villain è un gioco di ruolo in 2D con combattimenti a turni che segue lo standard Kemco senza grosse rivoluzioni. Il sistema di gioco è quello di sempre, si controlla il personaggio per scenari sicuri e dungeon pericolosi, affrontando diversi nemici in combattimenti che non innovano la formula di base. Sì, c’è un sistema di combo che si somma al classico modello di abilità e attacchi standard ma non rivoluziona più di tanto l’esperienza anche se riesce a regalare qualche soddisfazione extra, soprattutto contro i boss più coriacei ed agguerriti.
Torna il sistema di elementi con tanto di punti deboli da conoscere e sfruttare. Buona la progressione dei personaggi, abbastanza classica ma discretamente varia da rendere i personaggi del team abbastanza vari tra loro e utili ai fini strategici nelle battaglie più lunghe e complesse. Ma è proprio nel sistema di progressione che c’è l’elemento “nuovo” di Isekai Villain. Parliamo del “Villain Rank”. Esatto, per ottenere bonus statistici Gray e la sua squadra dovranno fare cattiverie di vario genere.

Più si è malvagi, più si sale di livello sbloccando nuovi potenziamenti utili per la nostra avventura. Un’idea interessante e che poteva sicuramente osare di più ma che riesce a variare una formula altrimenti troppo standard e prevedibile. Inoltre, l’evoluzione da cattivo del protagonista è parte integrante della narrazione stessa. E a ciò sommiamo un ulteriore elemento “nuovo” che è la Tana di Loptr, una sorta di gestionale dove potrai costruire ed espandere il tuo quartier generale.
Il nostro “covo del male” è anch’esso parte della narrazione oltre a fungere da hub sicuro in cui tornare dopo ogni spedizione esterna. è qui che andrai a investire gran parte delle tue risorse per ottenere ulteriori potenziamenti, offerte del mercato nero e tanto altro. Il tutto con un sistema da simil-gestionale elementare ma funzionale al tipo di gioco e sinceramente ben integrato.

Grafica e sonoro
Graficamente parlando, Isekai Villain è in linea con le più recenti opere firmate Kemco. La pixel art è abbastanza prevedibile e sa di “già visto”, soprattutto per quanto riguarda la struttura degli ambienti, ancora una volta poco ispirati e discretamente anonimi. Discorso diverso, invece, per gli artwork in 2D dei personaggi. Seppur comunque in linea con tanti altri titoli del medesimo editore, Isekai Villain riesce a dar forma a personaggi a loro modo “unici” e sicuramente ben inseriti nell’atmosfera generale del gioco.
In questo caso specifico, più che la grafica è la storia e la sua scrittura, oltre all’incipit intrigante, a dare carattere e identità ai personaggi e al mondo di gioco stesso. Per quanto riguarda il sonoro, abbiamo notato una buona varietà di tracce, meno prevedibili e più ritmate rispetto ad altri titoli. C’è ritmo e si adeguano discretamente bene in base agli eventi su schermo.
Da segnalare, invece, la totale assenza della lingua italiana, mancanza di cui tener conto considerando che ci sarà molto da leggere. Infine, Isekai Villain si difende abbastanza bene in entrambe le modalità dell’ibrida Nintendo anche se è in quella portatile che riesce a esprimere il meglio di sé.
