Il Nintendo Direct del 9 giugno 2026 si è chiuso con quello che molti considerano l’annuncio più atteso degli ultimi anni: The Legend of Zelda: Ocarina of Time torna completamente rifatto in esclusiva su Nintendo Switch 2, con uscita confermata nel corso del 2026. Il trailer è durato poco più di un minuto, ha mostrato pochissimo, e ha scatenato la community come pochi annunci Nintendo sanno fare. Per capire perché, bisogna partire dall’inizio.
Perché Ocarina of Time è ancora il gioco più importante della serie
The Legend of Zelda: Ocarina of Time è uscito il 21 novembre 1998 su Nintendo 64 ed è il quinto capitolo principale della serie, nonché il primo in tre dimensioni. Ha un Metacritic di 99, il punteggio più alto nella storia del sito, e viene ancora oggi citato come uno dei giochi migliori mai realizzati. Non si tratta solo di nostalgia: Ocarina of Time ha inventato meccaniche che il medium usa ancora adesso. Il sistema di Z-targeting per agganciare i nemici durante il combattimento è diventato uno standard nei giochi d’azione in terza persona. La struttura del dungeon design, con un oggetto chiave per dungeon che risolve i puzzle di quell’area, ha influenzato ogni action-adventure successivo. Il sistema di viaggio temporale, con Link che alterna la versione bambino e adulta per sbloccare progressivamente il mondo di Hyrule, è ancora oggi uno degli esempi più eleganti di game design non lineare nella storia del medium. Come abbiamo raccontato nella nostra rubrica Player One dedicata alla principessa Zelda, Ocarina of Time ha anche definito il carattere dei personaggi chiave della saga in modo che è rimasto sostanzialmente invariato fino a oggi: la Zelda bambina che confida in Link dalla finestra del castello, la Zelda adulta che si nasconde nei panni di Sheik per sette anni, Ganondorf come antagonista con una motivazione comprensibile.
La trama: Link, Ganondorf e la battaglia per le Pietre Spirituali
Il gioco segue Link, un bambino Kokiri cresciuto nella Foresta Kokiri senza una fata custode, fino all’arrivo di Navi che lo incarica di raggiungere il Grande Albero Deku. Da lì si apre una storia che porta Link a raccogliere le tre Pietre Spirituali per aprire la Porta del Tempo e raggiungere la Triforza prima che lo faccia Ganondorf, il Re dei Gerudo. La svolta narrativa centrale è una delle più audaci nella storia dei videogiochi: Link apre la Porta del Tempo, ma è troppo giovane per estrarre la Spada Suprema, e rimane intrappolato nel Sanctum del Tempo per sette anni. Quando si risveglia adulto, Ganondorf ha già conquistato Hyrule. Il gioco diventa allora la storia di un eroe che deve riparare gli errori del passato, con la guida degli Indizi Saggi e l’aiuto del misterioso Sheik, la cui vera identità è rimasta uno degli spoiler più famosi della storia dei videogiochi. La struttura narrativa, con Hyrule trasformata in un regno oscuro che Link deve liberare tempio per tempio, è rimasta il modello di riferimento per interi capitoli successivi della saga.
Le versioni precedenti: GameCube, Virtual Console e Ocarina of Time 3D
Ocarina of Time non è nuovo ai rilanci. Nel 2002, Nintendo ha distribuito una compilation GameCube che includeva la versione originale e la Master Quest, una variante con dungeon ridisegnati e maggiore difficoltà. Nel 2011 è arrivato The Legend of Zelda: Ocarina of Time 3D su Nintendo 3DS, che ha portato grafica in alta risoluzione, texture ridisegnate, effetto stereoscopico, supporto al touchscreen e qualche piccola ottimizzazione ai controlli. Il gioco è stato poi reso disponibile su Wii U Virtual Console e Nintendo Switch Online con emulazione del Nintendo 64. Nessuna di queste versioni era però un remake nel senso pieno del termine: erano rimasterizzazioni fedeli all’originale. Il progetto annunciato il 9 giugno 2026 è qualcosa di diverso.
Cosa ha mostrato il teaser: un Link ridisegnato e la parola “reborn”
Il trailer del Nintendo Direct dura poco più di un minuto. Inizia con una voce fuori campo che introduce la storia dei Kokiri, il popolo della foresta tra cui vive Link, e descrive il bambino senza fata. La scena mostra Link addormentato con un nuovo modello tridimensionale chiaramente ridisegnato rispetto a qualsiasi versione precedente: abiti diversi, proporzionalità più naturalistica, capelli più mossi. Il simbolo della Triforza lampeggia sulla sua mano, e appare il logo del gioco. Nintendo ha scelto una parola precisa nel comunicato ufficiale: reborn. Non remastered, non remake, reborn. Una scelta lessicale che non è sfuggita alla community.
Le reazioni della community: entusiasmo, qualche dubbio sull’art style e il dibattito sul “reborn”
Nei thread di Famiboards, ResetEra e sui canali social, la reazione dominante è stata di entusiasmo genuino, spesso viscerale. Can someone get emotional at a stupidly short footage?, ha scritto un utente su Famiboards. Yes. That is me. Ma accanto all’entusiasmo si è subito aperto un dibattito su due fronti. Il primo riguarda l’art style: il design di Link nel teaser non corrisponde né all’estetica di Breath of the Wild né a quella di Echoes of Wisdom, e qualcuno l’ha trovato inaspettatamente distante dall’originale. Il secondo, più sostanzioso, riguarda il significato della parola reborn. Una parte della community è convinta che Nintendo abbia scelto deliberatamente quel termine per segnalare che non si tratta di una fedele ricostruzione 1:1, ma di una reimaginazione con cambiamenti narrativi e di design. Come scrive GameSource, il remake sembra avere una maggiore enfasi sulla narrazione che ripercorre gli eventi del capitolo da cui si triforca la timeline della saga, suggerendo possibili aggiunte alla storia originale. La questione è aperta: Nintendo non ha ancora mostrato gameplay né fornito dettagli sulla struttura. Le aspettative della community si dividono tra chi vuole un Ocarina of Time fedele con grafica moderna e chi spera in qualcosa di più ambizioso. Entrambe le posizioni sono comprensibili.
Il contesto perfetto: 40° anniversario di Zelda e il film live-action
L’annuncio arriva in un anno particolarmente significativo per la serie: il 2026 segna il quarantesimo anniversario di The Legend of Zelda, con il primo capitolo originariamente pubblicato in Giappone nel febbraio 1986. Nello stesso anno è prevista l’uscita del film live-action di Zelda prodotto da Nintendo e Arad Productions. Il remake di Ocarina of Time si inserisce quindi in una strategia anniversaria più ampia, che punta a consolidare l’identità del franchise su più fronti contemporaneamente. Secondo le indiscrezioni riportate da Comicbook, il gioco potrebbe arrivare nel periodo natalizio, probabilmente novembre o dicembre 2026, posizionandosi come il titolo di punta della stagione per Nintendo Switch 2. Nintendo ha confermato che condividerà ulteriori informazioni e footage in una data non specificata, con settembre come ipotesi più probabile per il prossimo Direct. Nel frattempo, chi vuole rileggere l’universo di Ocarina of Time in attesa del remake può trovare sulla nostra scheda dedicata a Ocarina of Time tutti i nostri articoli sulla saga, o approfondire il lato oscuro della serie nel nostro approfondimento su Skull Kid, il personaggio più tragico dell’universo di Zelda.