Outward 2, il sequel del survival RPG hardcore di Nine Dots Studio, entrerà in Early Access su PC il 7 luglio 2026 via Steam, Epic Games Store e GOG. Le versioni PlayStation 5 e Xbox Series X|S arriveranno dopo il completamento della versione 1.0, attualmente senza data. Su iCrewPlay seguiamo la serie fin dal lancio originale del 2019: puoi trovare la nostra recensione del primo Outward e l’articolo sul DLC The Soroboreans per capire da dove arriva questo progetto. Nota bene: l’Early Access non include il gioco completo. Nine Dots ha dichiarato esplicitamente che il contenuto sarà parziale al lancio e che verrà espanso nel corso dello sviluppo.
Closed Beta in corso: come partecipare
Dal 26 maggio al 8 giugno 2026 è in corso la Closed Beta di Outward 2. La beta include la regione La Rescapée, una nuova area di Aurai segnata dalla Scourge. Chi aveva già accesso al playtest di gennaio 2026 è stato aggiunto automaticamente. Chi vuole iscriversi può farlo tramite la pagina di registrazione sul sito ufficiale di Nine Dots Studio o direttamente su Steam.
La premessa: un normale avventuriero in un mondo senza pietà
Outward 2 si svolge circa 50 anni dopo gli eventi del primo gioco, nel mondo di Aurai. Come nel predecessore, il giocatore non interpreta un eroe prescelto né un guerriero imbattibile: è una persona comune alle prime armi che deve sopravvivere in un ambiente ostile dove la preparazione vale più della forza bruta. Non ci sono indicatori luminosi che indicano la strada, non ci sono GPS, non ci sono incontri scalati sul livello del giocatore. Guillaume Boucher-Vidal, CEO e Direttore Creativo di Nine Dots, ha sintetizzato la filosofia del progetto: ‘Outward 2 è il successore naturale di Outward e vogliamo consegnare più di quanto ci si aspetti su tutto ciò che ha funzionato: esplorazioni ricche di payoff, preparazione reale di fronte al pericolo.’ Il giocatore inizia scegliendo tra tre scenari di partenza e undici background che determinano il punto di inizio e alcune condizioni iniziali dell’avventura.
Il ciclo stagionale: quattro regioni, meteo reale e NPC che migrano
Una delle novità strutturali più significative rispetto al primo gioco è il ciclo stagionale completo legato a un calendario in-game fisso. Le stagioni cambiano e i cambiamenti hanno conseguenze concrete sul gameplay: i fiumi ghiacciati in inverno diventano percorribili, le tempeste di neve nelle Gilded Mountains e le piogge acide nei Gathes of Catharsis impongono adattamenti costanti. I mercanti e gli NPC si spostano con il cambio delle stagioni, cambiando le rotte di approvvigionamento disponibili. Il mondo è diviso in quattro regioni distinte, ognuna con biomi, stagioni e sfide specifiche. Non esiste fast travel né marcatori GPS: la navigazione si fa leggendo la mappa e osservando i punti di riferimento nel paesaggio.
L’Exercise System: nessun livello, solo ciò che pratichi
Outward 2 non ha punti esperienza né livelli tradizionali. La progressione passa interamente attraverso l’Exercise System: una rete di micro-obiettivi legati a come si gioca naturalmente, tra combattimento, crafting e sopravvivenza. Completare questi esercizi aumenta le statistiche di base, sblocca bonus passivi e, soprattutto, sblocca i breakthrough point necessari per accedere agli alberi di abilità degli otto trainer sparsi per Aurai. Ottenere un breakthrough richiede tre cose contemporaneamente: pagare il trainer, leggere i libri giusti e completare gli esercizi pertinenti. Il limite è di tre breakthrough su otto disponibili per personaggio, il che rende ogni build una scelta con conseguenze reali e permanenti.
Combattimento e magia rituale
Il combattimento è stato interamente ricostruito sulla base del feedback al primo gioco: animazioni più fluide, moveset unici per ogni arma e maggiore profondità tattica. Il peso e il materiale dell’armatura influenzano direttamente le capacità del personaggio tramite l’Exercise System. Un dettaglio pratico fondamentale: lo zaino deve essere lasciato a terra durante i combattimenti per muoversi e schivare liberamente, per poi recuperarlo a fine scontro.
La magia non è un semplice tasto da premere: è un sistema rituale che richiede preparazione. Un esempio pratico: lanciare una pietra di fuoco in aria crea un anello attorno al giocatore che potenzia le abilità circostanti con fiamme. Le ferite hanno effetti concreti: una caviglia slogata impedisce di correre o schivare finché non viene trattata con le forniture giuste.
La sconfitta non è un game over tradizionale: perdere uno scontro può attivare scenari diversi dove il tempo avanza, l’equipaggiamento viene rubato o il personaggio si risveglia in un luogo diverso con nuove condizioni di status.
Gestione dell’inventario, mulo e co-op
La gestione dell’inventario è una meccanica centrale del gioco, non un elemento secondario. Nine Dots la definisce Intentional Inventory Management: ogni oggetto portato nello zaino è una scelta deliberata tra provviste, pozioni, armi e attrezzatura da campo. La novità rispetto al primo gioco è la possibilità di avere un mulo come compagno, utile per trasportare più materiali ma che introduce la sua vulnerabilità: il mulo può essere colpito o perso. La co-op rimane un pilastro della serie e supporta il gioco in due sia in split-screen locale sia online.
Potato Mode: gira anche su PC vecchi
Con il trailer di annuncio della data, Nine Dots ha mostrato il gioco in funzione su configurazioni molto datate con la modalità Potato Mode, la preset grafica più bassa. Lo studio ha dichiarato che l’obiettivo è che Outward 2 sia godibile da qualsiasi configurazione, dalla postazione da gaming di fascia alta al PC con sette anni sulle spalle, senza compromettere la chiarezza visiva e la leggibilità del gameplay. I requisiti minimi e consigliati ufficiali sono disponibili sulla pagina Steam del gioco. Il prezzo non è ancora stato comunicato ufficialmente, ma il primo Outward è attualmente venduto a 34,99 euro, suggerendo una fascia simile per il sequel.