Le azioni Nintendo hanno segnato un calo del 10% alla Borsa di Tokyo l’11 maggio 2026, il giorno successivo alla pubblicazione dei risultati finanziari dell’anno fiscale conclusosi il 31 marzo 2026. Il titolo ha toccato il livello più basso dall’agosto 2024. Abbiamo già raccontato le conseguenze dirette per i consumatori nel nostro articolo sull’aumento del prezzo di Nintendo Switch 2 dal 1° settembre 2026: il crollo in borsa e il rincaro della console sono due facce dello stesso problema.
I numeri del report finanziario: eccellenti ma non abbastanza
I dati dell’anno fiscale appena chiuso sono storicamente positivi. Nintendo Switch 2, lanciata a giugno 2025, ha venduto 19,86 milioni di unità nel corso dell’anno fiscale, un risultato che supera le aspettative iniziali. Le vendite nette totali del gruppo sono state di 2.313 miliardi di yen, in crescita del 98,6% rispetto all’anno precedente, con un utile operativo di 360,1 miliardi di yen in crescita del 27,5%.
Sul fronte software, Mario Kart World ha venduto 14,70 milioni di copie incluse le vendite in bundle, Donkey Kong Bananza 4,52 milioni e Pokémon Legends: Z-A in versione Nintendo Switch 2 Edition 3,94 milioni di copie.
Il problema non è dunque il passato, ma il futuro. Per il prossimo anno fiscale Nintendo prevede vendite di 16,5 milioni di unità di Nintendo Switch 2 e circa 60 milioni di copie software, numeri che gli investitori hanno interpretato come un rallentamento significativo rispetto al primo anno della console. Le vendite nette sono attese in calo dell’11,4% a circa 2.050 miliardi di yen.
Il doppio problema: costo della memoria e dazi USA
Dietro le stime conservative c’è una spiegazione concreta. Nintendo ha dichiarato di aver calcolato nel proprio costo del venduto un impatto di circa 100 miliardi di yen dovuto all’aumento dei prezzi dei componenti, in particolare delle memorie, e alle misure tariffarie statunitensi. Il boom dell’intelligenza artificiale ha assorbito gran parte della produzione globale di chip di memoria, gonfiando i costi per tutti i produttori di hardware.
Le azioni Nintendo sono in calo da cinque mesi consecutivi, registrando il periodo peggiore dai tempi della Wii U. Il mercato ha risposto all’annuncio dei rincari previsti per settembre 2026 in Europa e USA con sollievo parziale, ma le projezioni sul software hanno riportato il pessimismo. La domanda che si pone ora è se Nintendo riuscirà a sostenere la traiettoria di Switch 2 con nuovi titoli first-party capaci di riportare la crescita software ai livelli del primo anno.