Windrose è diventato uno dei fenomeni videoludici del 2026. Il survival open world ambientato in una versione alternativa dell’Età della Pirateria sviluppato da Kraken Express ha venduto oltre 1,5 milioni di copie in meno di tre settimane dal lancio in Early Access su Steam e Epic Games Store il 14 aprile 2026, con un picco di 222.134 giocatori concurrent e oltre 30 milioni di dollari di ricavi per uno studio al suo primo titolo commerciale.
Cosa si fa in Windrose
La premessa narrativa è immediata: il giocatore è un capitano in rotta che viene attaccato da Blackbeard alla ricerca di un artefatto mistico. Lasciato per morto, si risveglia su un’isola deserta con una spada, una pistola e niente altro. Da quel punto in poi l’obiettivo è sopravvivere, costruire, reclutare un equipaggio, procurarsi una nave e alla fine tornare a sfidare Blackbeard, che nel mondo di gioco non è solo un pirata ma una forza soprannaturale che plasma i mari con la magia oscura.
La struttura è quella dei survival crafting nella tradizione di Valheim: si raccolgono risorse, si costruiscono basi (dalle semplici capanne alle ville elaborate e ai forti completi), si progredisce nell’equipaggiamento e si esplora un mondo procedurale con biomi diversi. La novità rispetto ai survival terrestri è l’integrazione del combattimento navale: la transizione tra combattimento a terra e combattimento in mare avviene in modo fluido, senza caricamenti. Le navi disponibili vanno dal ketch leggero e maneggevole al brigantino versatile fino alla fregata, e ogni scontro navale richiede di decidere se combattere a distanza con i cannoni o avvicinarsi per l’arrembaggio.
Il combattimento a terra è in terza persona con ispirazione dichiarata a Dark Souls: parate, schivate e gestione della stamina. Il gioco è giocabile in solitaria offline o in co-op online fino a 8 giocatori, con supporto per server dedicati.
Perché Windrose ha avuto così successo
Il contesto di mercato ha giocato un ruolo importante. I giocatori cercavano da anni un erede spirituale di Assassin’s Creed: Black Flag (2013), che rimane il punto di riferimento del genere piratesco nei videogiochi. I tentativi successivi, Sea of Thieves e soprattutto Skull and Bones, non hanno soddisfatto pienamente quella domanda: il primo è più un gioco sociale che un survival, il secondo è stato un caso editoriale negativo. Windrose si è inserito in quel vuoto con una formula più vicina ai survival crafting di successo degli ultimi anni, un prezzo accessibile (29,99 euro) e una direzione artistica riconoscibile.
Il passaparola ha fatto il resto: la community di Pocketpair (publisher giapponese del gioco, già noti per Palworld) aveva già mobilitato 1,5 milioni di wishlist e 800.000 giocatori della demo durante il Next Fest di Steam prima del lancio. Il fatto che il gioco girasse bene tecnicamente al day one, in Early Access, ha sorpreso positivamente sia i giocatori che la stampa. Kotaku lo ha descritto come un gioco grande e complesso con molto potenziale, Polygon ha sottolineato come dimostri quanto estetica e ambientazione possano far distinguere un titolo, e DualShockers lo ha indicato direttamente come il gioco di pirati per chi cerca un’avventura in mare.
Cosa manca e cosa arriverà
Windrose non è un prodotto finito e i suoi limiti sono quelli di un Early Access. Il sistema navale è giudicato meno rifinito rispetto al combattimento a terra. La narrazione e l’onboarding mostrano le origini del progetto, che ha iniziato la sua vita come un MMO free-to-play chiamato Crosswind prima di cambiare rotta. L’interfaccia tradisce in alcuni punti quella storia.
Kraken Express ha comunicato una roadmap stability-first: nessun grande aggiornamento di contenuto per i primi mesi, con il team concentrato su connettività, performance e stabilità. Il primo aggiornamento con nuovi contenuti, che includerà oltre 40 nuovi pezzi da costruzione e oltre 50 fix, è atteso a maggio 2026. La finestra di Early Access stimata è da uno e mezzo a due anni e mezzo. Il gioco è disponibile su Steam, Epic Games Store e, in Giappone, su Stove.