Memoriapolis torna su Steam il 28 aprile 2026 con Banners & Wonders, un aggiornamento che 5PM Studio definisce senza esitazione una vera e propria rinascita del gioco. Non una patch, non una serie di correzioni incrementali: il team parigino ha scelto di sparire per un anno intero, lavorare a stretto contatto con la community e presentarsi di nuovo solo quando il gioco era pronto a mantenere le promesse che il lancio completo non aveva del tutto saputo mantenere.
Il risultato è stato già testato attraverso una open beta che ha ricevuto una risposta largamente positiva, e il titolo conta oggi quasi 400.000 giocatori che hanno mostrato interesse sulla piattaforma Steam.
La storia di un ritiro coraggioso
Memoriapolis aveva costruito un buon slancio durante l’Early Access, con vendite solide e una fanbase appassionata. Quando però il lancio completo non soddisfò pienamente le aspettative dei giocatori, il fondatore di 5PM Studio Jean-Baptiste Reynes si trovò davanti a un bivio: continuare con aggiornamenti parziali o fare un passo indietro radicale. Ha scelto la seconda strada.
“Quando la release completa non ha soddisfatto le aspettative dei giocatori, sapevamo di dover prendere una decisione difficile. La soddisfazione dei giocatori è la nostra priorità assoluta”, ha dichiarato Reynes. “Piuttosto che continuare con aggiornamenti incrementali, abbiamo scelto di prenderci il tempo necessario per ricostruire il gioco nel suo nucleo. Negli ultimi dodici mesi abbiamo lavorato a stretto contatto con la nostra community per ripensare i sistemi principali e ridefinire l’esperienza. Banners & Wonders è il risultato di quel processo.”
I tre pilastri di Banners & Wonders
Il rinnovamento si articola attorno a tre grandi cambiamenti strutturali. Il primo riguarda l’endgame: ogni partita ora costruisce verso un obiettivo definitivo, la costruzione di una Meraviglia durante la Rivoluzione Industriale. Ogni decisione presa nel corso dei secoli di gioco contribuisce a plasmare l’identità della città e converge verso questo monumento finale, che diventa l’espressione ultima del modo in cui il giocatore ha governato. Un obiettivo concreto che dà peso e significato all’intera sessione.
Il secondo pilastro riguarda l’accessibilità dei sistemi di gioco, ridisegnati dalle fondamenta sulla base del feedback diretto dei giocatori. L’attrito è stato eliminato: ciò che rimane è la strategia pura, la creatività e le decisioni significative, senza blocchi artificiali che rallentino l’esperienza.
Il terzo pilastro sono le fazioni politiche vive. Ogni fazione ha ora il proprio stendardo, una personalità riconoscibile e un’agenda politica. I giocatori gestiscono alleanze e negoziazioni al proprio ritmo, aggiungendo profondità e rigiocabilità senza appesantire il ritmo di gioco.
Un city builder che attraversa cinque epoche
Memoriapolis mette il giocatore alla guida di una città vivente che cresce dall’Antichità attraverso il Medioevo, il Rinascimento, la prima Modernità fino alla Rivoluzione Industriale. Le strade si sviluppano in modo organico, le fazioni sorgono e si scontrano, le alleanze si formano e si spezzano. Prosperità e tradimento coesistono mentre il giocatore scrive la storia della propria città nel corso dei secoli.