Se ti interessi di sport, avrai sicuramente sentito dell’exploit della nazionale italiana di baseball all’ultima edizione del World Baseball Classic, torneo che pur essendo ad inviti costituisce il vero e proprio mondiale per questo sport. Nonostante il cammino della nostra nazionale, a tratti esaltante, il baseball da noi rimane uno sport quasi sconosciuto e poco praticato: giusto qualcosa che ci ricorda i Simpson o altre serie e film americani. Motivo per il quale, prima di scrivere questa recensione ho dovuto documentarmi un po’ sulla serie, provando anche qualcuno dei capitoli precedenti. Trovate la nostra recensione del precedente MLB The Show 25 su queste pagine.
Posso quindi dire che MLB The Show 26 non è il classico titolo che si presenta al mondo con effetti speciali o rivoluzioni dichiarate: è più uno di quei giochi che entrano in punta di piedi, quasi in silenzio, ma che dopo qualche ora ti accorgi di come riescano a prenderti con discreto trasporto. È un gioco che non ha bisogno di urlare per farsi notare, perché il suo linguaggio è quello della simulazione pura, rifinita anno dopo anno fino a diventare quasi un punto di riferimento per lo sport di cui si fa portavoce. Qui non siamo di fronte a un semplice aggiornamento annuale, ma a un perfezionamento continuo di un sistema che ha già raggiunto livelli interessanti, il cui risultato è un’esperienza che non prova a reinventare la ruota, ma a renderla sempre più fluida, precisa e credibile.
Home run
Essendo uno sportivo, parlare di trama per MLB The Show 26 è, tecnicamente, improprio. Non esiste una narrazione lineare come in un gioco d’azione o in un RPG: eppure, c’è una forma di storia, ed è forse ancora più interessante perché la costruiamo direttamente noi. Il fulcro narrativo, per così dire, si trova nella modalità Road to the Show, dove crei il tuo atleta e lo accompagni nel percorso che va dalle leghe minori fino alla Major League Baseball, il campionato più importante al mondo, quello che termina con le World Series. Qui la storia è tua: ogni partita, ogni errore, ogni scelta fuori dal campo contribuisce a definire la carriera del tuo giocatore. Non ci sono protagonisti preconfezionati, ma un’identità che cresce nel tempo. Il sistema di progressione, le interazioni con i media e le decisioni comportamentali creano una sorta di narrazione emergente che rende ogni partita parte di un racconto più grande. È una trama atipica, ma funziona proprio perché non ti impone nulla: sei tu a scriverla.
Gameplay
Visto il genere cui appartiene, naturalmente è qui che MLB The Show 26 gioca la sua partita più importante: il gameplay è il cuore, l’anima, e anche il motivo per cui questo titolo continua a essere uno dei migliori del suo genere. Il sistema di controllo è uno dei più completi e stratificati nel panorama sportivo: non si tratta solo di premere un tasto per battere o lanciare, ogni azione richiede tempismo, lettura del gioco e precisione.
Il pitching, vale a dire il lancio, è uno degli aspetti più profondi. Non basta scegliere il tipo di lancio: devi controllare la potenza, la direzione e il tempismo con molta attenzione, poiché ogni errore può trasformarsi in un home run. Ogni scelta è un rischio calcolato. La battuta è altrettanto tecnica: bisogna leggere il lanciatore, anticipare la traiettoria e scegliere il tipo di swing più adatto. Come nella realtà, non esiste una soluzione universale: ogni situazione richiede un approccio diverso. La difesa completa il quadro, con movimenti più naturali e una gestione della palla migliorata rispetto ai capitoli precedenti.
A disposizione del giocatore ci sono quattro modalità principali, ognuna con un’identità precisa.
- Road to the Show: la modalità carriera, dove si costruisce il percorso del proprio giocatore dalle leghe minori fino alla Major League, con una progressione profonda e personalizzata.
- Diamond Dynasty: la modalità online basata sulla costruzione della squadra tramite carte, molto simile a quanto si vede in altri titoli sportivi dello stesso livello.
- Franchise Mode: gestione completa di una franchigia, tra mercato, scouting e strategia a lungo termine.
- Exhibition e Online Play: partite rapide o sfide competitive online per chi vuole un approccio più immediato.
Ogni modalità offre un approccio diverso, ma tutte condividono la stessa base: un gameplay solido e coerente.
Comparto tecnico e artistico
Dal punto di vista tecnico, MLB The Show 26 continua a essere un riferimento per gli appassionati del diamante: le animazioni sono fluide e credibili, con una grande attenzione ai dettagli. I movimenti dei giocatori sono meno rigidi e più naturali rispetto ai capitoli precedenti, e questo contribuisce a un maggiore senso di realismo. Gli stadi sono riprodotti con cura maniacale e le condizioni di luce e meteo hanno un impatto notevole sull’atmosfera: una partita al tramonto ha un feeling completamente diverso rispetto a una sotto le luci artificiali di uno stadio notturno, o a una giocata in pieno giorno sotto un sole battente che fa tanto Rose Bowl di Pasadena ai Mondiali di calcio del 1994.
Il pubblico è più dinamico, meno statico, e contribuisce a creare una vera atmosfera da evento sportivo. Non siamo ancora al massimo livello di realismo possibile, ma il progresso è evidente. L’intelligenza artificiale rappresenta un miglioramento rispetto al passato pur restando uno degli aspetti più delicati: i comportamenti degli avversari sono più umani, ma in alcune situazioni emergono ancora decisioni poco coerenti. Il comparto audio fa il suo dovere: il suono della mazza, la palla che impatta il guanto, il pubblico, tutto contribuisce a creare immersione. Il commento può risultare ripetitivo dopo molte ore di gioco. Dal punto di vista delle prestazioni, il gioco è stabile, fluido e ben ottimizzato.
