Ci sono opere che attraversano i media con una naturalezza sorprendente. Fumetto, cinema, videogiochi: l’universo di Scott Pilgrim ha sempre avuto questa capacità quasi unica di adattarsi a linguaggi diversi senza perdere la propria identità. Nato dalla fantasia di Bryan Lee O’Malley e reso ancora più popolare dal film Scott Pilgrim vs. the World diretto da Edgar Wright, questo mondo fatto di indie rock, relazioni sentimentali complicate e combattimenti improbabili è diventato negli anni un vero fenomeno di culto.
Il videogioco originale Scott Pilgrim vs. the World: The Game aveva già dimostrato quanto il formato del beat ’em up a scorrimento fosse perfetto per raccontare le avventure del ragazzo più imbranato del Canada, la cui unica ambizione è sempre stata conquistare il cuore della bella Ramona Flowers, facendo a mazzate con i suoi ex fidanzati. Con Scott Pilgrim EX, il franchise torna a picchiare duro nel panorama videoludico, proponendo un’esperienza che guarda con decisione al passato ma prova anche a ritagliarsi un piccolo spazio nel presente.
Il risultato? Un titolo che vive di nostalgia, ironia e amore per la cultura pop.
Mazzate e rockband
La trama di Scott Pilgrim EX è, come prevedibile, estremamente semplice e funge più a meno da pretesto per avviare l’azione. Ci troviamo in una linea temporale alternativa a quella originale, più precisamente quella della serie animata prodotta da Netflix. In questo mondo, una versione malvagia di Scott denominata Metal Scott, rapisce i componenti dei Sex Bob-omb (la band del protagonista) seminando il caos in questa versione alternativa di Toronto. A Scott non rimane che unire le forze con Ramona e alcuni dei suoi ex per dare battaglia alle gang che si spartiscono il territorio, ovvero i Demoni, i Vegani e i Robot. Il tutto attraversando portali, viaggiando nel tempo e affrontando nemici assurdi creati direttamente da O’Malley.
Uno degli elementi più riusciti del titolo è la sua capacità di replicare il tono ironico della serie, attraverso battute meta-videoludiche, citazioni alla cultura pop, riferimenti ad anime e videogiochi e dialoghi volutamente sopra le righe.
Questo tipo di umorismo, che come già detto è tipico della serie, rende l’esperienza molto più leggera e piacevole, contribuendo a mantenere alto il ritmo anche durante le fasi più ripetitive.
Gameplay
Negli ultimi anni abbiamo assistito a un ritorno piuttosto evidente dei beat ’em up classici; dopo un lungo periodo in cui il genere sembrava confinato alla memoria delle vecchie sale giochi, diversi sviluppatori hanno deciso di recuperare la formula che aveva reso celebri titoli come Final Fight o Streets of Rage.
Non fa eccezione, come avrai capito, Scott Pilgrim EX, che si inserisce perfettamente in questo contesto, ma lo fa con una consapevolezza precisa: non è un gioco che vuole rivoluzionare il genere. Al contrario, è un titolo che abbraccia completamente le sue radici, costruendo un’esperienza che vive di ritmo, semplicità e divertimento immediato.
La struttura è quella che chiunque abbia giocato a un picchiaduro a scorrimento riconosce immediatamente: si attraversano livelli lineari pieni di nemici, si affrontano mini boss e si arriva allo scontro finale del livello. È una formula semplice, quasi minimale, ma che continua a funzionare incredibilmente bene quando viene accompagnata da un buon ritmo di gioco.
Il titolo riesce a catturare perfettamente quella sensazione tipica dei vecchi giochi arcade: entrare in partita e iniziare subito a menare le mani. Per questo motivo, il sistema di combattimento di Scott Pilgrim EX non punta sulla complessità, ma sull’immediatezza. Il giocatore ha a disposizione una serie di azioni base che rappresentano il cuore dell’esperienza: attacchi rapidi e pesanti, combo concatenate, prese, lanci e mosse speciali
All’inizio il moveset può sembrare piuttosto limitato, ma con il passare del tempo il gioco introduce nuove possibilità offensive che permettono di variare il modo in cui si affrontano i combattimenti.
In effeti, una delle caratteristiche più interessanti è il modo in cui il gioco gestisce la progressione dei personaggi: durante la campagna è possibile migliorare alcune statistiche e sbloccare nuove abilità, aumentando gradualmente l’efficacia dei protagonisti in battaglia. Il tutto acquistando potenziamenti e altri oggetti, semplicmente entrando nei negozi di Toronto utilizzando le monete che cadranno dai nemici sconfitti e dagli elementi dei livelli che distruggeremo durante gli scontri.
Questo sistema non è particolarmente profondo, ma riesce comunque a dare al giocatore una sensazione di crescita che rende il gameplay più appagante.
I combattimenti, invece, funzionano soprattutto grazie al feeling dei colpi; ogni attacco restituisce una sensazione di impatto convincente, mentre le animazioni esagerate contribuiscono a rendere gli scontri ancora più spettacolari. Quando si riesce a concatenare una serie di combo e a lanciare un nemico contro un gruppo di avversari, il gioco riesce a restituire una soddisfazione immediata, che è totalmente coerente con il resto delle opere che popolano l’universo di Scott Pilgrim.
Uno degli aspetti più divertenti del gioco è rappresentato dagli scontri con i boss. Ogni boss introduce un avversario con caratteristiche uniche, pattern di attacco differenti e spesso anche una forte personalità. Alcuni di questi scontri riescono davvero a distinguersi grazie alla creatività delle situazioni e all’umorismo che caratterizza il mondo di Scott Pilgrim.
Va detto che, anche se giocato in solitaria,Scott Pilgrim EX riesce comunque a offrire un’esperienza divertente, a è evidente che il gioco sia stato progettato pensando soprattutto alla modalità cooperativa.
Quando entrano in scena più giocatori, il gameplay cambia completamente: lo schermo si riempie rapidamente di nemici, oggetti e animazioni, creando un caos controllato che ricorda perfettamente l’atmosfera delle vecchie sale giochi.
Il divertimento nasce proprio da questo caos; i giocatori possono aiutarsi durante gli scontri, combinare attacchi e improvvisare strategie per gestire le ondate di nemici.
Naturalmente non mancano i momenti più comici, come quando un colpo parte nel momento sbagliato e finisce per colpire accidentalmente un compagno. Ma è proprio questo tipo di situazioni a rendere la cooperativa così divertente.
Come molti beat ’em up classici, anche Scott Pilgrim EX presenta una struttura piuttosto ripetitiva, con i livelli che seguono spesso lo stesso schema: gruppi di nemici, mini boss e boss finale.
Questa ripetizione è inevitabile in un gioco di questa tipologia, ma fortunatamente la durata complessiva della campagna è calibrata abbastanza bene per cui il titolo riesce a mantenere alto il divertimento fino ai titoli di coda, soprattutto se affrontato in compagnia.
La rigiocabilità infine è garantita dalla possibilità di utilizzare personaggi diversi e affrontare nuovamente i livelli con amici.
Segnali di Stile
Dal punto di vista artistico, Scott Pilgrim EX è una vera dichiarazione d’amore alla pixel art. Replicando alla perfezione lo stile di O’Malley, gli sprite dei personaggi sono ricchi di dettagli e animazioni, mentre gli scenari presentano una grande varietà visiva. Durante l’avventura si attraversano ambientazioni molto diverse tra loro tra cui quartieri urbani illuminati da insegne al neon, locali musicali pieni di vita e sano casino, strade innevate o addirittura livelli più surreali e stilizzati, quasi abbozzati a matita.
Questa varietà contribuisce a mantenere fresca l’esperienza anche dopo diverse ore di gioco, per cui possiamo dire che la direzione artistica riesce a catturare perfettamente lo spirito del fumetto originale, mantenendo un equilibrio tra nostalgia e modernità.
Parlando del comparto sonoro, non possiamo non cominciare dalla musica: la musica è sempre stata una componente fondamentale nell’universo di Scott Pilgrim. Anche in questo caso la colonna sonora riesce a svolgere perfettamente il suo ruolo, con brani che mescolano elementi chiptune, rock ed elettronici, creando una soundtrack energica che accompagna perfettamente il ritmo dei combattimenti.
In molti momenti si ha quasi la sensazione di assistere a un concerto interattivo, con l’azione che sembra muoversi seguendo il ritmo della musica, che diventa così un elemento che contribuisce moltissimo all’identità del gioco.