Sviluppato da Dark Reaper Studio e pubblicato da Meridiem Games, The Bearer & The Last Flame è un action rpg in terza persona 3D ambientata in un mondo dark fantasy e con elementi da soulslike. Un titolo low budget ma con tanto coraggio e che ci mette nei panni dell’eroica “ultima fiamma” in una terra devastata dall’oscurità. Noi abbiamo vissuto questa nuova odissea su PlayStation 5 e questa è la nostra recensione. Pronto ad affrontare una nuova ed eroica avventura?
The Bearer & The Last Flame un preambolo rumoroso che evapora velocemente
Prima di affrontare la narrazione di The Bearer & The Last Flame è bene affrontare subito una questione: parliamo di un titolo che ha puntato troppo in grande e che aveva urgente bisogno di più tempo prima di mostrarsi al pubblico. I motivi sono molteplici e riscontrabili soprattutto nell’impianto tecnico e ludico che affronteremo nel dettaglio nei paragrafi successivi. Ci teniamo a specificare che durante il nostro periodo di prova, il titolo ha già subito diverse patch e probabilmente la situazione è destinata ad andare avanti ancora a lungo.
Ma cos’è The Bearer & The Last Flame e soprattutto, chi è Dark Reaper Studio? Quest’ultimo è uno studio di sviluppo indie capitanato da Javier Castilla che, in pratica, ha sviluppato il gioco quasi completamente da solo. Al netto di ciò, è sì lodevole voler irrompere nel mercato indie con un titolo soulslike dall’ampio respiro e dalla mole di contenuti potenzialmente elevata ma, dall’altro, è anche un rischio enorme considerando la tecnicità richiesta dal sottogenere capitanato da From Software e dalla vastità di elementi che devono convivere contemporaneamente su schermo.

Purtroppo per noi, seppur con un canovaccio dark fantasy che, senza troppi giri, fa il verso proprio alle iconiche opere From Software, The Bearer & The Last Flame fallisce in quasi tutto. Ma procediamo con ordine. Il mondo è dilaniato dall’oscurità, il regno degli uomini è finito, ciò che di grande era stato costruito ora è vittima di demoni e non morti di vario genere. In tutto questo male c’è però ancora una speranza: noi. L’ultima luce. L’obiettivo è abbastanza scolastico ma, almeno su carta, decisamente epico.
Dobbiamo portare l’ultima luce lungo i cinque regni del mondo di gioco, respingendo le orde nemiche e accrescendo i nostri poteri fino a ristabilire un nuovo equilibrio. Tutto ciò, con la un modo di raccontare che strizza l’occhio ai soulslike ma che perde di mordente già dopo le prime battute. Il motivo è che ci si sente spaesati, smarriti e senza grandi linee guida. Non aiutano i personaggi del cast che andremo a incontrare nell’hub centrale, una sorta di città gotica, dove spicca la nostra stravagante “guida”, un uomo privato di occhi e gambe dallo scontro con un furioso nemico.
Come potrai intuire, qualche spunto interessante c’è e a dir la verità, anche le ambientazioni custodiscono in sé più di uno spunto narrativo intrigante. Andiamo da antiche rovine a catacombe di vario genere, nulla di realmente innovativo ma che contribuiscono a dar linfa a un mondo dark fantasy abbastanza coeso. Anche il bestiario, seppur classico, riporta in scena un po’ di tutto, dai classici scheletri soldato agli insettoni giganti passando per delle boss fight leggermente più ispirate e “personali”.

Un’avventura con troppi problemi
The Bearer & The Last Flame è un gioco d’azione e di ruolo in terza persona 3D che punta in modo abbastanza testardo al mondo dei soulslike. Ma è anche un gioco pieno zeppo di problemi che, di run in run, non hanno fatto altro che moltiplicarsi. Prima di tutto, l’interfaccia del titolo, quella iniziale, risulta abbastanza asciutta e leggermente grezza. Ma è con la scelta del personaggio che le perplessità si raddoppiano. Il gioco ci chiede di scegliere tra una serie di individui non personalizzabili e che si distinguono apparentemente solo per background e armatura.
La cosa che ci ha sorpreso di più, oltre al totale anonimato di estetica e di narrazione, è che il cavaliere con armatura argentata si chiamava “cavaliere in armatura dorata” e viceversa. Siamo andati oltre questo piccolo errore per iniziare la nostra avventura. L’esordio è stato, letteralmente, un fendente in faccia da parte di uno scheletro nemico. Nessun avviso, nessun piccolo incipit, nessuna guida ludica… subito uno scontro con un nemico che, per fortuna viene steso velocemente con pochi colpi.

Nonostante la scelta del personaggio, siamo completamente svestiti e non solo, tra i primi equipaggiamenti troviamo l’armatura di uno dei personaggi che potevamo selezionare… e no, non era il nostro. Nonostante ciò, decidiamo di iniziare l’esplorazione, completamente alla cieca. Dinanzi a noi c’erano diversi percorsi e, avendo ricominciato più volte la run, abbiamo notato che solo uno portava effettivamente a una sorta di tutorial, seppur molto rudimentale. Abbiamo così scoperto che il sistema di gioco, comunque consultabile dalle opzioni, è abbastanza “standard”.
Colpo lento e potente, colpo più veloce ma che causa meno danni, difesa e schivata. Il problema è che niente di tutto ciò funziona. Il feedback delle armi è impreciso da “entrambi i lati”. I nostri colpi non hanno “fisicità” e spesso andranno a vuoto. Viceversa, i colpi avversari, che causano ingenti danni soprattutto nelle prime fasi di gioco, sembrano raggiungerci anche da distanze elevate. Ciò va a minare l’esperienza complessiva del titolo che va a prestare il fianco a un crescente numero di imprecisioni ludiche che si tramutano in frustrazione.

Sì, perché il titolo guarda sempre ai soulslike quindi è anche dannatamente zeppo di nemici, tutti ben armati. Per nostra ironica fortuna, c’è l’intelligenza avversaria a venirci incontro. I nemici, infatti, sono sorprendentemente facili da studiare. A mosse semplici seppur buggate, si aggiunge il fatto che sembrano muoversi esclusivamente in determinate aree molto più facili da prevedere e assai più contenute rispetto ai congeneri. Ovviamente, questo porta a giocare ad “acchiapparella” con fasi di mordi e fuggi ben poco in linea con i tecnicismi di un souls puro. Purtroppo, la situazione non migliora neanche con le magie o le armi a distanza il cui feedback permane incerto.
Un peccato, considerando che il titolo presenta una buona varietà di armi, equipaggiamento e oggetti di supporto. Anche se l’interfaccia con cui usarle è grezza, scomoda e imprecisa. L’inventario stesso è un mezzo disastro. Le statistiche sono difficili da consultare e abbiamo trovato bug enormi per la gestione dell’esperienza. Ti basti sapere che, a un certo punto, ci siamo trovati con un livello di esperienza -48 (sì, “meno quarantotto”) e con tutte le statiche a -200 e più senza però riscontrare una reale differenza in battaglia. Situazione che non siamo riusciti a sistemare in quanto il menù dell’upgrade è semplicemente buggato in più punti.

Non solo, con una delle ultime patch, è stato buggato anche l’inventario al punto tale che una volta su tre si blocca e ci costringe a resettare l’intero gioco. Tutto ciò, unito a compenetrazioni poligonali di vario genere e a inspiegabili porzioni di gioco dove il nostro personaggio decide autonomamente di avanzare a passo lentissimo, rende l’esperienza di gioco più una raccolta di bug e imperfezioni tecniche che un’epopea fantasy. Abbiamo avuto anche difficoltà a interagire con elementi di gioco o a raccogliere determinati oggetti in quanto non appariva il comando azione su schermo…
La nostra impressione è che il titolo ha puntato troppo oltre le proprie reali possibilità, minando la sua stessa struttura che risulta troppo imprecisa e grezza per risultare godibile nel lungo periodo. La cosa positiva è che, se allo stato attuale è difficile consigliare questo titolo, come già anticipato, sono già state rilasciate diverse patch. La speranza, quindi, è che il titolo venga riparato in tempi brevi per dar vita a un’esperienza almeno giocabile e speriamo anche divertente.

Grafica e sonoro
Graficamente parlando, The Bearer & The Last Flame regala qualche scorcio accattivante ma è palese il limite tecnico che permea quasi tutta l’opera. Animazioni legnose e/o scoordinate, nemici che scattano, elementi ambientali che ricaricano in ritardo, copioso riciclo di elementi, interfaccia utente grezza e spesso buggata… l’elenco di difetti è molto ampio e, in un titolo soulslike dove la precisione tecnica è parte integrante dell’esperienza, amplifica notevolmente l’insoddisfazione generale e la conseguente frustrazione. Da segnalare anche la presenza di diversi caricamenti e un frame rate decisamente instabile e fastidioso. Girare la telecamer
Anche il sonoro non ne esce vincitore. Quando non è del tutto assente, ci ritroveremo ad ascoltare prevalentemente rumori ambientali tra cui lo sferrazzare delle armi… peccato che in alcuni casi non è in sincrono. Infine, da segnalare l’apprezzabilissima presenza dei sottotitoli in lingua italiana anche se perfino questi risultano imprecisi e incompleti. Da articoli messi un po’ a caso a singolari e plurali sballati fino a frasi dove non si capisce il soggetto… l’impressione è che la traduzione non sia stata doverosamente controllata.
