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Showgunners, recensione (PlayStation 5)

Un reality letale

Pasquale Aversano 27 secondi fa Commenta! 10
 
7.3
Showgunners

Sviluppato da Artificer e pubblicato da Good Sheperd Entertainment, Showgunners è un gioco strategico a turni con visuale isometrica in 3D e con elementi da gioco di ruolo che alterna esplorazione in terza persona con trappole da schivare. Il tutto in un mondo distopico e con la protagonista che è parte integrante di un brutale e letale reality show. Noi abbiamo affrontato innumerevoli sfide su PlayStation 5 e questa è la nostra recensione! 

Contenuti
Showgunners un reality show letaleTra strategia ed esplorazioneGrafica e sonoroTi potrebbe interessare

Showgunners un reality show letale

Il tema di fondo della narrazione di Showgunners non è completamente inedita, anzi, soprattutto nel mondo del cinema ma anche delle serie TV, il reality show letale è stato già abbondantemente abusato. Nonostante ciò, il titolo racchiude in sé alcune piccole chicche in grado di tenerci ancorati allo schermo e individuabili soprattutto nel cast di personaggi e in alcune scelte coraggiose. Ma procediamo con ordine. Noi vestiamo i panni di Scarlett Martillo, una Sfidante rinchiusa in questo particolare reality show dove la morte in diretta crea audience e ludibrio nelle masse.

Siamo quindi in un mondo distopico dove la violenza estrema è all’ordine del giorno, non solo, è spettacolo e intrattenimento puro con tanto di presentatore gasato, pubblico presente in massa sulle scene dei massacri pronti a reclamare autografi, sponsor che finanziano armi e morte e soprattutto il leader del programma che, manco fosse negli Hunger Games, al sicuro nella sua fortezza, dietro schermi giganti, si diverte a cambiare costantemente le regole del gioco per ricordare a tutti chi comanda.

Showgunners, recensione (PlayStation 5)

In tutto ciò, le nostre gesta non sono mosse da una banale ricerca di vittoria e denaro, tutt’altro. Il background di Scarlett, seppur leggermente prevedibile e di certo non originalissimo, riesce a dar forma a una protagonista carismatica e la cui evoluzione è graduale e coerente. Inoltre, il suo passato, direttamente legato alla partecipazione del reality stesso, ci verrà svelato pezzo per pezzo durante i vari capitoli. Ma, oltre alla rossa protagonista, anche i comprimari che ci accompagneranno non sono da meno. Ognuno di loro ha più di una motivazione per essere qui e per mettere in ballo la propria vita.

E ci si affezionerà a chi ci accompagna… ed è qui che il titolo ci prenderà a schiaffi. A differenza di altri titoli del genere, non saremo noi a gestire autonomamente il party del gioco. A esclusione di Scarlett, infatti, ci ritroveremo a mutare costantemente il team per scelte volute dalla narrazione lineare con conseguente perdita di intere build costruite di lotta in lotta. Una scelta che sicuramente in termini ludici non ci farà felici ma che abbiamo trovato molto coraggiosa e coerente sul piano narrativo. In Showgunners si muore e si muore tanto, quindi nessuno è al sicuro. 

Showgunners, recensione (PlayStation 5)

Inutile dire che abbiamo apprezzato anche la costruzione spietata e metaforica che pregna l’intero mondo di gioco. Dall’uso degli sponsor alla trasposizione eccessiva ma, ahinoi, coerente, dei fan sfegatati e accalcati contro le griglie di sicurezza che reclamano pochi minuti di attenzione. I dialoghi per gli autografi, infatti, riservano alcuni scambi estremamente interessanti proprio sul versante sociologico… oltre ad avere una funzione attiva in game. Sono, infatti, le fasi opzionali dove potrai effettuare una scelta tra tre opzioni, tutte con conseguenze legate al carattere di Scarlett e alla relativa possibilità di selezionare uno sponsor.

Come detto, anche gli sponsor sono parte attiva di Showgunners e possono offrire una serie di bonus passivi a seconda delle nostre scelte e del comportamento della stessa Scarlett. E, sempre a questo sistema, si collega anche il confessionale, luogo situato all’interno dell’hub, unica zona sicura tra un capitolo e l’altro, dove poter effettuare piccole confessioni sempre scegliendo tra diverse opzioni di dialogo. Insomma, sono piccoli elementi coerentemente uniti tra loro e che donano vita a un reality surreale, folle e spaventoso. 

Showgunners, recensione (PlayStation 5)

Tra strategia ed esplorazione

Showgunners è sia un gioco di strategia a turni in terza persona che un gioco d’esplorazione in 3D in tempo reale. Il titolo fonde abilmente le due sessioni di gioco in un unicom che va a caratterizzare i singoli capitoli. Partiamo dalle sessioni esplorative che collegano le numerose lotte, vero nucleo portante dell’esperienza, e ci richiedono di eseguire percorsi abbastanza lineari e contenuti stando però ben attenti alle trappole. Queste sono di vario genere, dalle classiche zone a tempo a quelle dove bisogna premere dei tasti non appena la luce si fa verde, pena una bella esplosione.

Non mancano poi pareti puntute da schivare, enigmi ambientali dove si sfruttano i due personaggi, passando da uno all’altro con la pressione di un semplice tasto, ed enigmi pensati proprio in base al tipo di personaggio che ci accompagna in quella determinata sessione di gioco. Ammettiamo che, seppur coerenti e ben implementate, queste sessioni sono la parte meno riuscita, risultando abbastanza da riempitivo nel lungo termine. In compenso, non mancano sfide più ingegnose, spesso opzionali e che danno come ricompensa un bel tesoro pieno di risorse.

Showgunners, recensione (PlayStation 5)

Queste ultime possono essere denaro, fama ma anche armi o ordigni di supporto come granate e medikit. Tutto materiale che si rende essenziale per preparare i nostri personaggi agli inevitabili scontri, siano essi imboscate che possono avvenire anche nel bel mezzo dell’esplorazione o vere e proprie sfide dall’ampio respiro. Di queste ultime, segnaliamo sia scontri opzionali, con tanto di premi extra, sia quelle principali, necessarie per progredire nel capitolo. 

Il combattimento in Showgunners è quello standard dei giochi tattici a turni. Ogni personaggio può compiere un determinato numero di azioni per turni, incluso muoversi, sparare, attaccare a suon di calci o pugni, utilizzare un’abilità o uno degli strumenti di supporto come il medikit o le granate esplosive. Inutile dire che saremo quasi sempre sotto di numero rispetto agli avversari ma, in compenso, saremo quasi sempre più coriacei da tirar giù. Il tutto sta nel saper sfruttare al meglio le proprie occasioni tra abilità e, soprattutto, spostamenti. 

Showgunners, recensione (PlayStation 5)

Sono, infatti, presenti vari tipi di coperture con tanto di indicatori a schermo che possono farci prevedere se saremo a tiro del nemico o di qualche ostacolo esplosivo ambientale (i classici barili). Inoltre, potremo anche prevedere se noi stessi possiamo far fuoco su un nemico e le eventuali percentuali di successo. Lo schema di gioco è abbastanza semplice ma il livello di strategia è molto ramificato e si complica al mutare dei nostri partner spaziando da veri e propri tank assorbi colpi ad altri più tecnici e incentrati su manomissione di campo e nemici. Il tutto per un’esperienza che soddisfa per tutta la sua durata, in linea con la media del genere. 

Ovviamente, è presente uno schema di abilità differente per ogni personaggio, in cui investire i punti abilità che si ottengono a ogni level up. Tale schema contiene al suo interno, oltre abilità inedite da sbloccare, anche potenziamenti passivi che possono, ad esempio, espandere la distanza di movimento o aumentare i danni. Oltre ciò, potremo personalizzare i singoli personaggi con dei chip dedicati che apportano ulteriori bonus passivi di vario genere.

Showgunners, recensione (PlayStation 5)

Grafica e sonoro

Graficamente parlando, seppur non spicchi per il realismo dei soggetti umani, abbiamo apprezzato l’atmosfera macabra e distopica, ibridata al mondo cyberpunk con tanto di protesi cibernetiche e androidi. Scorrazzare per le aree di gioco, impostate come se fossero dei veri e propri episodi di un reality, funziona e dona una buona identità al prodotto. Le cutscene in 2D stile fumetto arricchiscono ulteriormente il tutto. Buona anche l’interfaccia seppur leggermente meno coesa con gli altri elementi del gioco.

Il sonoro è di buon livello, mai fastidioso e, anzi, in linea con la messa in scena. Un accompagnatore fedele che sa bene quando alzare il ritmo. Buono anche il doppiaggio in inglese mentre segnaliamo la graditissima e non scontata presenza dei sottotitoli in lingua italiana. Questi ultimi, però, vanno attivati manualmente ogni volta che si accede al gioco. 

Scopri tutto su Showgunners
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Showgunners
7.3
Grafica 7
Sonoro 7.5
Longevità 7.5
Gameplay 7
Aspetti positivi Gameplay solido ed efficace Atmosfera d’impatto e buon cast di personaggi Buona varietà di situazioni e abilità Presenza sottotitoli in lingua italiana
Aspetti negativi Non innova nulla Fasi esplorative meno ispirate
Considerazioni finali
Showgunners è una gradita sorpresa. Ludicamente non innova niente e abusa un po’ di qualche cliché narrativo ma il risultato finale è un’opera che funziona, colpisce e trascina fino alla fine. Buona l’atmosfera, solido il gameplay e intriganti i personaggi del cast con rispettive abilità. Peccato non avere il totale controllo sulla loro sorte anche se abbiamo apprezzato il coraggio di alcune svolte narrative. Le fasi esplorative con le trappole non sono per tutti ma regalano una buona varietà.

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