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JAWS: Retro Edition, recensione (PlayStation 5)

Lo Squalo è più affamato che mai

Pasquale Aversano 31 secondi fa Commenta! 10
 
6.4
JAWS: Retro Edition

Sviluppato e pubblicato da Limited Run Games, JAWS: Retro Edition è la trasposizione del titolo originale pubblicato per NES nel lontano 1989. Si tratta di un gioco d’azione nonché stravagante tie-in dell’omonima saga cinematografica. Un titolo che, a essere onesti, non è famosissimo e che già al tempo prestava il fianco a qualche critica. Ma la Retro Edition, consapevole di tutto ciò, va ben oltre la banale trasposizione regalando più di qualche sorpresa. Noi l’abbiamo recensita per PlayStation 5, pronto a scoprire il nostro parere?

Contenuti
JAWS: Retro Edition un ritorno inaspettatoCome combattere lo squaloGrafica e sonoro

JAWS: Retro Edition un ritorno inaspettato

Prima di parlare della narrazione di JAWS: Retro Edition, bisogna comprendere che tipo di progetto è e, soprattutto, rivedere la sua storia. Partiamo col dire che si tratta di un titolo sviluppato originariamente per NES e liberamente ispirato all’omonima saga cinematografica de Lo Squalo, in particolare all’ultimo capitolo, il quarto, nonché quello meno famoso e apprezzato. Sviluppato originariamente da Westone e pubblicato da LJN, l’originale Jaws risale quindi al 1989 circa. 

Già al tempo, il titolo soffriva di diverse criticità, tra cui spiccava la ripetitività, una storia ridotta all’osso e dal finale estremamente frettoloso e poco memorabile, una difficoltà mal calibrata e una grafica non al passo coi tempi oltre a una longevità molto ridotta verso il basso. Insomma, un prodotto che faticava a spiccare su quasi ogni aspetto e che restava a galla principalmente per il legame con la nota saga cinematografica e l’innegabile fascino di poter affrontare il grande squalo.

JAWS: Retro Edition, recensione (PlayStation 5)

Entrando nel dettaglio della trama, infatti, il titolo ci mette nei panni di un anonimo sub con l’incarico di potenziare la nostra barca fino a quando non ci sentiamo in grado di affrontare la grande minaccia, ossia lo squalo stesso. Il tutto in un unico e grande scontro finale vagamente cinematografico. Tutto qui. Non c’è altro. Ebbene, JAWS: Retro Edition fa un mezzo miracolo, motivi per cui abbiamo iniziato con questo preambolo. In pratica, il titolo in esame oggi è un doppio titolo che merita più di un’attenzione oltre a settare alcune nuove possibilità per future trasposizioni.

All’interno di JAWS: Retro Edition ci sono ben due titoli, o edizioni che dir si voglia. La Retro Edition è l’esperienza classica, ossia il gioco originale trasportato in chiave 1:1 in modo estremamente fedele salvo gli inevitabili add-on moderni come il rewind e la possibilità di salvare ovunque. Entrambi questi elementi aggiungono un vantaggio non indifferente a un titolo originariamente molto ostico, punitivo e che chiedeva di essere giocato in un colpo solo. 

L’altra modalità, nonché vera sorpresa del pacchetto, è la Enhanced Edition. In poche parole si tratta del medesimo gioco ma strutturato meglio e in modo molto radicale. Eccoci quindi con una serie di capitoli, una trama più approfondita, interfacce nuovi, elementi ludici più profondi e radicati e un gameplay leggermente più spalmata in modo da dar vita a un’esperienza più lunga e in parte moderna. Ecco quindi che da omaggio e lavoro di restauro, il titolo azzarda nuovi passi, nuovi quadri e nuove occasioni ludiche, il tutto senza snaturare minimamente il  materiale originale. 

JAWS: Retro Edition, recensione (PlayStation 5)

Come combattere lo squalo

JAWS: Retro Edition è un gioco d’azione in 2D che in realtà è un mix di generi interconnessi. Si inizia con una visuale isometrica e alla guida di una nave all’interno di una mini mappa. Qui possiamo navigare da una zona all’altra cercando punti di interesse e cercando di evitare la pinna dello squalo, unico nemico a vista. Gli altri nemici, invece, ossia mante, meduse e piccoli squali (in assoluto un bestiario poverissimo), ci attaccheranno casualmente come in un classico gioco di ruolo.

Il momento dello scontro ci vede nei panni di un sub armato di fucile subacqueo e con fasi di sparatutto in 2D orizzontale in arene circoscritte. Si tratta di sparare a tutto ciò che si muove cercando di sopravvivere per il tempo previsto. In queste fasi, basta un colpo e si muore. Alla nostra morte consegue la perdita di una vita, il dimezzamento delle risorse ottenute e la perdita di un power up energetico. Questo in merito alle regole del gioco “Retro”. Le risorse ottenute, nel dettaglio, sono delle conchiglie che possono essere rilasciate dai nemici sconfitti nelle fasi da sub.

JAWS: Retro Edition, recensione (PlayStation 5)

Oltre alle conchiglie, possiamo ottenere delle stelle atte unicamente ad alzare il punteggio arcade della nostra partita o dei granchi che permettono di velocizzare i nostri movimenti sott’acqua. Oltre ai nemici semplici, può capitare di ricevere la visita dello squalo. Questi, almeno all’inizio, è quasi imbattibile ma potremo comunque indebolirlo un po’, scontro dopo scontro. Viene da sé, che toccherà potenziarci per accrescere le nostre possibilità e per far ciò, dovremo navigare da un porto all’altro, avanti e indietro, spendendo conchiglie.

Una volta ottenuto abbastanza potere, potremo scontrarci con lo squalo, azzerare la sua energia vitale e affrontarlo nello scontro finale che apre in un altro genere di mini gioco. Qui ci ritroviamo in prima persona, sempre 2D, con tre cariche stordenti e la possibilità di spingere la prua della nave in avanti. Lo scopo è stordire lo squalo esattamente davanti alla prue in modo da infilzarlo definitivamente. Ecco, questa fase ludica è tra le più frustranti della storia dei videogiochi, richiedendo una precisione fin troppo certosina. 

Da segnalare anche la possibilità di ottenere un piccolo sottomarino con cui potenziare le battaglie sott’acqua, alta o bassa che sia. In pratica, si sostituisce al sub. Basta comunque un colpo per perderlo ma almeno non perderemo una vita. In più, a un certo numero di nemici sconfitti, si attiverà una sezione bonus, molto ripetitiva ma utile per ottenere risorse extra, dove guideremo un aereo che va avanti e indietro da solo, con l’obiettivo di sganciare bombe su delle meduse. Più ne uccidiamo, più risorse avremo. 

JAWS: Retro Edition, recensione (PlayStation 5)

Come anticipato nel precedente paragrafo, il titolo originale soffre di enorme ripetitività, localizzabile soprattutto negli scontri casuali e nella raccolta e investimento di conchiglie e del dover far continuamente avanti e indietro. Un’operazione estenuante che o si ama o si odia. Questo perché, ammettiamo che il loop ci ha saputo catturare nella sua semplicità, sfidandoci a dare il meglio in vista del grande scontro finale. Per fortuna, nella versione “nuova”, tutto in Jaws si sviluppa di più e meglio.

La situazione di base è simile ma noi otteniamo una barra dell’energia vita, e la curva di difficoltà viene spalmata in cinque capitoli, le situazioni risultano leggermente più varie e interessanti, i porti diventano zone interattive con tanto di dialoghi e possibilità di investire manualmente le risorse in più di un elemento. Anche il radar originale, che ci aiuta con suoni per evidenziare l’approssimarsi del nemico, trova maggiore utilità. Insomma, lo schema originale si amplia e diventa ancora più divertente. E per goderlo appieno, suggeriamo proprio di iniziare dal retro e poi passare al moderno, in una serie di scontri contro lo squalo che sapranno divertirti nonostante il peso degli anni.

JAWS: Retro Edition, recensione (PlayStation 5)

Grafica e sonoro

Graficamente parlando, JAWS: Retro Edition sente tutto il peso degli anni. Già al tempo non brillava per cura al dettaglio e per varietà di elementi, oggi quei limiti sono ancora più amplificati. Eppure, ancora una volta, ci si può divertire con poco e per alcuni potrebbe anche bastare così. Inoltre, l’effetto nostalgia è innegabile e la cura di alcune animazioni, come quelle dello scontro finale, riportano indietro nel tempo in pochi secondi. Ciò non toglie che gli elementi a schermo sono pochi e spesso ripetuti.

Il sonoro subisce una sorte simile alla grafica, con tracce abbastanza anonime e limitate in termini di varietà. Svolge comunque il suo ruolo senza risultare mai realmente invadente. In più, da segnalare la gradita presenza di una sezione “museale” con scan del manuale e della cover originale. Ammettiamo che non c’è molto da vedere ma è comunque una riscoperta storica gradevole. Infine, il titolo originale è unicamente in inglese ma il menù aggiuntivo, ossia quello col salvataggio e il rewind, include i sottotitoli in lingua italiana.

Scopri tutto su JAWS: Retro Edition
JAWS: Retro Edition
6.4
Grafica 5.5
Sonoro 6
Longevità 7
Gameplay 7
Aspetti positivi L’edizione Enhanced è un gioco inedito Effetto nostalgia immediato Sa divertire con poco
Aspetti negativi Può diventare ripetitivo Il peso del tempo è innegabile In alcune occasioni è quasi frustrante
Considerazioni finali
JAWS: Retro Edition è una trasposizione particolare. Parliamo di un gioco inaspettatamente ripescato che ritorna in duplice veste. Da una parte abbiamo il titolo originale con tutti i suoi innegabili difetti, dall’altra troviamo un’edizione nuova, più longeva e strutturata, più coraggiosa ma altrettanto fedele al materiale originale che regala un’esperienza inedita e soddisfacente, sfruttando al meglio quanto realizzato nel 1989. Un lavoro che va oltre il restauro fedele e che non può che farci sinceramente piacere, avendo dato nuovo spazio e giustizia a un titolo altrimenti dimenticato.

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