Sviluppato da Punching Donut in sinergia con Shady Corner Games e pubblicato per console da Eastasiasoft Limited, Book of Korvald è un action adventure in terza persona 2D identificabile anche come metroidvania. Il titolo nasce su Steam come opera per adulti per temi sessuali espliciti oltre che per linguaggio scurrile. L’edizione per console è stata modificata e censurata per permettere un PEGI più accessibile. Noi abbiamo vissuto così la “nuova” versione delle avventure del vecchio scriba vendicativo su Nintendo Switch e questa è la nostra recensione!
Book of Korvald si converte a metroidvania
Il titolo di questo paragrafo parla di una conversione e, infatti, prima di andare ad analizzare la cruenta e frastagliata narrazione di Book of Korvald è bene scoprire di che gioco si tratta e, soprattutto, cosa ha portato la sua trasposizione per console. Prima di tutto, il titolo risale all’estate 2024 e, se da un lato ha sempre visto la medesima narrazione attuale e una struttura ludica simil metroidvania con tanto di tematiche che vanno dal sacrilego all’horror surreale con tanto di entità demoniache annesse, dall’altra il titolo si è fatto conoscere all’interno di un particolare genere videoludico: quello per adulti.
Sì, Book of Korvald nasce anche come titolo con contenuti sessuali molto espliciti ma, sorprendentemente, la meccanica originale non era fine a se stessa. Nella sua follia, quel sottogenere molto difficile da vendere e pubblicizzare, aveva un valore anche narrativo con tanto di fasi ludiche decisamente non adatte ai minori. Ebbene, tutta questa parte, meccaniche annesse, sono state rimosse di forza. Non solo una censura, ma un netto taglio di contenuti per permettere al titolo di poter essere ospitato su console senza troppi problemi.
Il risultato è però un’opera in parte monca dove alle scene esplicite si sono sostituiti schermi neri e scritte fuori campo. Inoltre, l’intero sistema ludico legato a quel particolare settore è mutato di colpo, diventando passivo, “fuori schermo” e molto accessorio, se non proprio superfluo. Quindi, neanche a dirlo, se cercate l’esperienza originale e definitiva di Book of Korvald non è su console che la troverete. In compenso, il titolo qui “purificato” si mostra come un metroidvania comunque sopra le righe per diverse altre tematiche.

L’opera, infatti, seppur con ulteriori modifiche, usa un linguaggio abbastanza esplicito e mette in scena donne e demoni formosi e molto borderline. Un esempio? Una formosa suora armata di ascia bipenne e dedita al fumo. Ed è solo uno degli esempi di individui che arricchiscono il vasto e stralunato cast del mondo di Book of Korvald. Ma procediamo con ordine. La narrazione si apre con Korvald, il nostro protagonista, che si ritrova suo malgrado vittima di un assalto. Il suo villaggio, inclusa la sua casa, viene devastata e lui viene rapito, bollato come eretico.
Una volta catturato, il nostro protagonista viene brutalmente torturato e fustigato, gli vengono anche strappati gli occhi e, mentre è ormai prossimo alla morte, entra in contatto con un’entità paranormale e visivamente mostruosa. Questo essere propone un accordo e il nostro Korvald accetta. Ecco quindi che il demone fonde la sua energia col morente scriba dalla folta barba bianca che acquisisce due nuovi occhi luminosi e una forza sovrumana. Oltre a un impellente bisogno di “sfogare” la sua energia con atti fisici che rientrano in quelli totalmente rimossi se non “fuori schermo”.
Ed eccoci quindi, in compagnia di una sorta di medusa mono-occhio volteggiante e demoniaca, percorrere un’odissea cruenta e sanguinosa, fatta di misteri, intrighi e complotti di vario genere e che non faticano a fare mischioni di generi e che, anzi, proprio nel mix surreale di bestiari e mitologie trova una sorta di folle identità.

Un metroidvania abbastanza grezzo
Ludicamente parlando, Book of Korvald è un action adventure a scorrimento orizzontale in terza persona 2D, identificabile anche come metroidvania. A nostra disposizione, oltre al classico inventario con equipaggiamento da gestire manualmente, avremo anche un classico albero delle abilità in cui investire i punti “talento” che troveremo in giro. Tra equipaggiamento e abilità attive/passive c’è una buona personalizzazione anche se nulla di realmente inedito o creativo. Discorso diverso, invece, per i companion.
Oltre al demone fluttuante, infatti, potremo portare con noi le giovani e procaci donne e demoni del titolo. Ognuna di esse ha un suo set di abilità oltre a dialoghi e storyline specifiche che potrai portare avanti a tuo piacimento anche se, come già detto, è proprio in queste occasioni che si notano di più i “tagli” effettuati anche in termini di narrazione. Nonostante ciò, il sistema di “team” funziona e rende il titolo più pratico e agevole. Senza troppi giri, è essenziale avere un buon party per progredire senza troppe difficoltà.

Questo perché il titolo può sembrare facile ma non lo è. I motivi oltre che ludici sono anche tecnici. Book of Korvald risulta innegabilmente abbastanza grezzo. Il feedback dei colpi, sia dati che ricevuti, è impreciso e poco ottimizzato. Non è ben chiara la distanza dei colpi e spesso si procede un po’ a caso e con fervente button smashing. Discorso analogo per l’esplorazione. La mappa è abbastanza ostica da interpretare mentre le location, seppur abbastanza assurde esteticamente parlando, non sempre sono molto intuitive da esplorare.
Banalmente, non si capisce subito con cosa puoi interagire e cosa no. I simboli stessi di interazione si confondono con l’ambiente e i suoi elementi e questa è una cosa che si riscontra anche con alcune piattaforme che non è ben chiaro se sono da “sfondo” o se ci si può interagire. Sorvolato ciò, c’è da dire che anche l’interfaccia non è delle migliori. La natura da PC è palese e la trasposizione per console è un po’ farraginosa e imprecisa. Nonostante ciò, bisogna evidenziare una discreta varietà di situazioni che, unite al black humor e a situazioni non usuali per un metroidvania, rendono il titolo discretamente interessante da giocare, nonostante gli innegabili difetti tecnici.
Oltre a combattere ed esplorare cercando di seguire la trama principale o di soddisfare le numerose missioni secondarie ed opzionali, utili per acquisire denaro da investire in nuovo equipaggiamento, Book of Korvald ha anche un buon numero di mini giochi che vanno ad arricchire timidamente l’esperienza complessiva. Si va dalla pesca all’agricoltura, passando per la classica arena dove sfidare le nostre abilità a una bella gara di bevuta ad alto tasso alcolico. Nessuno di questi brilla per struttura ma risultano comunque una gradevole pausa tra un massacro e un altro.

Grafica e sonoro
Graficamente parlando, Book of Korvald sembra un collage di generi stilistici diversi. Un mix di 2D e 2.5D fusi non proprio benissimo a cui si somma un miscuglio di generi che dona vita a un risultato finale abbastanza imprevedibile nella sua imperfezione. E questo funziona. Un po’ come quei B-movie che attirano proprio per la resa grafica abbastanza grezza ma anche identitaria. E lo ammettiamo, Korvald spacca. Ci sono scese e idee grafiche che funzionano, come la barista demone che da fugace donna sensuale all’improvviso splitta in demone dal volto aperto e con una lingua tentacolare.
E questo è solo un esempio delle piccole trovate sceniche che potrete trovare in Book of Korvald. Tutto ciò, si somma a un sonoro che alterna alti e bassi. Alcune tracce sono molto gradevoli e bene implementate, altre sembrano messe totalmente a caso. Ciò che danneggia di più, però, è il doppiaggio in inglese. In molti casi è recitato male, in altri è singhiozzante con momenti in cui è del tutto assente. Per quanto riguarda le modalità offerte dall’ibrida Nintendo, invece, il titolo si difende bene specialmente in doc mentre in portabilità i menù e le interfacce subiscono lo spazio ridotto e risultano meno leggibili
Da segnalare, infine, la spiacevole assenza della lingua italiana. Tale mancanza, considerando una buona mole di testo da leggere e una narrazione comunque abbastanza ricca di battute a cui si somma una stravagante lore da svelare, è uno scoglio da tenere in considerazione.
