Mappe gigantesche, cento giocatori in campo e nessun negozio in-game. No, non è un sogno nostalgico: è la promessa di WARDOGS, uno sparatutto che punta a riportare al centro le battaglie su larga scala senza battle royale, senza estrazioni e senza microtransazioni. E le dimensioni dichiarate fanno sembrare prudente persino Battlefield.
In un periodo in cui molti FPS inseguono mode consolidate, WARDOGS sceglie un’altra strada. Niente cerchi che si restringono, niente loot casuale da estrazione, niente skin a pagamento. Solo guerra su vasta scala, controllo del territorio e distruzione totale.
Mappe da 256 km²: cosa significa davvero

Il dato che colpisce di più è la dimensione delle mappe: 256 km². Un numero enorme per uno sparatutto multiplayer. Per fare un confronto, molte mappe dei grandi FPS tradizionali sono grandi una frazione di questa estensione.
Ma c’è un dettaglio interessante: la partita non si svolge sempre sull’intera mappa. L’area attiva viene selezionata in modo dinamico e casuale all’interno di quel territorio gigantesco. Questo sistema promette varietà senza costringere i giocatori a lunghe fasi di spostamento vuoto.
In pratica, ogni match si combatte in una porzione diversa di un mondo molto più grande. Una soluzione che punta a combinare scala e ritmo.
100 giocatori divisi in tre squadre
Le partite di WARDOGS prevedono 100 giocatori, organizzati in tre fazioni. Non si tratta di un classico tutti contro tutti, ma di un conflitto strutturato, con obiettivi territoriali e scontri su larga scala.
La presenza di tre squadre modifica la dinamica strategica. Non esiste solo una linea del fronte. Le alleanze temporanee e i cambi di equilibrio diventano parte del match. Una fazione può approfittare dello scontro tra le altre due, oppure essere schiacciata da un attacco coordinato.
Il risultato promesso è una battaglia caotica ma leggibile, dove il controllo dell’area resta l’obiettivo centrale.
Veicoli, jet e ambienti distruttibili

WARDOGS punta su un arsenale pesante. Veicoli terrestri, mezzi corazzati, jet e armi di grosso calibro sono parte integrante dell’esperienza. La distruzione ambientale gioca un ruolo chiave: edifici e coperture possono essere abbattuti, modificando il campo di battaglia in tempo reale.
Questo aspetto richiama i momenti migliori della serie Battlefield, ma con una scala ancora più ambiziosa. La promessa è chiara: niente scenari statici, niente coperture eterne.
Un sistema economico interno alla partita
Il gioco integra anche un sistema economico legato al match. Le decisioni iniziali influenzano l’accesso a equipaggiamento, mezzi e potenziamenti. Non si parla di monetizzazione esterna, ma di gestione strategica delle risorse durante la partita.
La scelta di quando investire in un veicolo pesante o in armi avanzate diventa parte della strategia. Questo elemento aggiunge un livello tattico che va oltre il semplice sparare.
Nessuna microtransazione

Uno degli aspetti più discussi è la posizione netta degli sviluppatori: nessuna microtransazione. In un mercato dove skin, pass battaglia e store digitali sono diventati standard, WARDOGS sceglie un modello diverso.
L’assenza di microtransazioni significa niente vantaggi a pagamento e niente contenuti sbloccati tramite acquisti interni. Una dichiarazione forte, che punta a conquistare quella parte di pubblico stanca di sistemi monetari invasivi.
Resta da vedere quale sarà il modello di business definitivo, ma la promessa iniziale è chiara.
Niente battle royale, niente extraction
WARDOGS prende le distanze dalle due formule più diffuse degli ultimi anni: battle royale ed extraction shooter. Qui non c’è un cerchio che si restringe e non si tratta di entrare, lootare e scappare.
L’obiettivo è il controllo del territorio. Una struttura più vicina agli scontri classici tra eserciti, con fronti mobili e obiettivi da conquistare e difendere.
Quando esce WARDOGS
Il titolo è previsto in accesso anticipato nel 2026. Questo significa che il progetto è ancora in evoluzione e molte caratteristiche potrebbero cambiare o essere rifinite durante lo sviluppo.
La sfida sarà mantenere le promesse su scala, stabilità e assenza di microtransazioni in un contesto multiplayer così ambizioso.
Se riuscirà nell’impresa, WARDOGS potrebbe ritagliarsi uno spazio importante tra gli sparatutto su larga scala.
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