Sviluppato da JOOKITOOZ e pubblicato in digitale da Dojo System e in formato fisico da Tesura Games, A-RED Walking Robot è uno stravagante simulatore di giocattolo che ci vede impegnati nei panni di un piccolo robottino rosso con tanto di ricarica. A conti fatti, siamo davanti a un ingegnoso puzzle dove dover calcolare attentamente tempi, percorso e movimenti. Noi abbiamo vissuto questa bizzarra avventura su PlayStation 5 e questa è la nostra recensione! Pronto a scoprire il duro percorso di un robottino?
A-RED Walking Robot “sei solo un giocattolo”
A-RED Walking Robot non ha una storia memorabile e, anzi, non si impegna neanche a raccontarla. Lo scopo del titolo, d’altronde, combacia con la cornice narrativa: un piccolo robot rosso a molla deve superare un percorso lineare pieno zeppo di ostacoli idealmente creato dal suo stesso ideatore. Il tutto, all’interno di un laboratorio/officina che mescola elementi reali a piccole sfumature surreali come fucili al plasma e jetpack, oltre a ragni meccanici e dinosauri robot.
Come avrai potuto intuire, A-RED Walking Robot è surreale eppure, nel suo essere un vero e proprio simulatore di robot a molla dotato di grossa testa quadrangolare, propone, o meglio, impone, una fisica abbastanza ferrea che prova a essere realistica… spesso esagerando. Tutto il titolo non è altro che un grosso percorso pieno zeppo di imprevedibili pericoli, dai chiodi di un’asse ai già citati dinosauri robot, focalizzato sul protagonista indiscusso del gioco: A-RED.
Il piccolo robottino, tra l’altro, sembra comunicare a più riprese con noi, lamentandosi e arrivando persino a imprecarci “robottiniscamente” contro. Il suo borbottare e i ghirigori che emergono in stile fumetto ogni qualvolta facciamo un errore o lo spingiamo troppo al limite, riescono a strappare più di un sorriso creando una parvenza di legame tra noi e il nostro bislacco avatar a molla. Purtroppo però, la narrazione si consuma tutta qui, in quella sfida condivisa da noi e A-RED. Una sfida che saprà farci perdere la pazienza a più riprese.

Un percorso molto difficile
A-RED Walking Robot è un simulatore 3D in terza persona di robot giocattolo. Essenzialmente, il nostro compito e di far superare un lungo percorso a ostacoli a sua volta inframmezzato da numerosi check point, individuati da chiavi dorate. Ogni punto da un check point a un altro, è un percorso prevalentemente lineare che ci chiede semplicemente di “camminare”. Più facile a dirsi che a farsi. Prima di tutto, il robottino procede autonomamente in linea dritta ma noi potremo intervenire ruotandone la posizione e quindi indirizzando il suo incedere.
Non solo, potremo anche decidere la velocità del passo, stando ben attenti a non mandarlo al limite. I primi minuti possono sembrare abbastanza “morbidi” ma ben presto scoprirai che la fisica del gioco è estremamente punitiva. Basta un semplice chiodo su una tegola, infatti, per far perdere l’equilibrio al povere A-REd che si ritrova così capovolto. Ogni volta che il robot cade o si incastra, è game over e si ricomincia dall’ultimo check point.

Ecco quindi che il titolo ti chiede di familiarizzare con il peso e la velocità del nostro protagonista, cercando di adattarla al meglio man mano che si procede nel lungo percorso. E se è vero che col tempo si ha una certa pratica sulla “fisicità” del robot, la cui testa grossa, ad esempio, può risultare un ostacolo non da poco in termini di equilibrio, dall’altra c’è un altro nemico che saprà costantemente minare la tua pazienza e le tue abilità: la telecamera fissa.
La telecamera di A-RED Walking Robot, infatti, cambia autonomamente inquadratura e risulta spesso scomoda se non addirittura fuori posto. Banalmente, non potendola regolare, capiteranno occasioni dove prevedere una data profondità sarà particolarmente difficile, così come eseguire balzi o semplicemente spostarsi in determinati percorsi. Banalmente, quando capita la telecamera frontale è una sorta di percorso alla cieca…
Se a ciò uniamo un sistema di gioco che punisce al più piccolo sbaglio, ecco che la frustrazione emerge e ci sommerge, minando gran parte dell’esperienza, soprattutto nelle fasi più avanzate dove la situazione richiede ancora più precisione e attenzione agli spazi, oltre che ai “nemici”. E che dire dei power up temporanei? Ben presto, A-RED entrerà in possesso di armi da fuoco con cui stordire nemici o semplicemente spostare oggetti sul suo percorso. Il sistema di mira è ancorato all’angolazione del movimento del protagonista e, seppur con un po’ di pratica, risulta abbastanza intuitivo.

Discorso completamente opposto per l’altro power up: il jetpack. Questi permette al nostro prode robottino rosso di eseguire balzi aerei notevoli, la cui ampiezza è legata a una barra a schermo. Il problema è che ai già delicati movimenti di A-RED si somma la necessità di equilibrare con l’analogico la postura del piccolo robot. Il motivo? Bisogna atterrare perfettamente in piedi. E no, non è affatto facile. Soprattutto perché la telecamera fissa non sempre ti fornirà la giusta distanza o profondità per poter eseguire manovre specifiche.
Questi problemi non vanno sottovalutati e possono seriamente minare l’esperienza generale con A-RED Walking Robot. Un peccato, considerando che il titolo ha dalla sua diverse trovate ingegnose e, comunque, il concetto di sfida ancorato a un trial and error costante, incita al miglioramento. Sempre se si ha la pazienza giusta per vivere questo tipo di gioco che, neanche a dirlo, mira a una specifica nicchia di giocatori.

Grafica e sonoro
Graficamente parlando, seppur non brilli per cura al dettaglio, l’idea di fondo che ci vede camminare su vasti tavoli come se fossimo un giocattolo, funziona ed è ben riprodotta. C’è un certo riciclo di elementi e qualche volta il titolo si incastra in bug che ci costringono a riavviare tutto, ma sono situazioni abbastanza sporadiche. Le animazioni sono semplici e discretamente legnose, seppur coerenti con l’essere un robot a molla. Buoni i fondali.
Il sonoro è leggero, un opaco sfondo che non brilla per originalità e che di certo non punta a diventare memorabile. Positivi, invece, gli effetti sonori tra cui spicca il già citato “robottese” del protagonista. Da segnalare, infine, la gradita presenza dei sottotitoli in lingua italiana, anche se c’è abbastanza poco da leggere.
