Sviluppato da Double Mizzlee e pubblicato in sinergia con Eastasiasoft, Tiny Biomes è un puzzle game in 2D che si focalizza su un’unica tipologia di enigma: quello di creare un percorso da un punto all’altro facendo roteare dei tasselli prestabiliti. Tutto qui. Noi ci siamo dedicati agli oltre cento livelli su Nintendo Switch e questa è la nostra recensione. Pronto a scoprire un nuovo puzzle game che mira a offrire un’esperienza rilassante?
Tiny Biomes a tutto puzzle!
Tiny Biomes rientra completamente nei sempre più diffusi titoli, soprattutto nello stesso catalogo firmato Eastasiasoft, che si focalizzano unicamente sul gameplay che, a sua volta, mira a un solo tipo di rompicapo. Eccoci quindi alle prese con una serie di piccoli biomi, letteralmente il titolo del gioco, in cui dover intervenire per creare dei percorsi e rimettere così in ordine le varie aree di gioco. Purtroppo, e lo diciamo subito, si tratta di una tipologia di enigma non inedita ma che, anzi, è stata già vista e rivista in numerosi altri titoli, spesso come “mini gioco” o rompicapo estemporaneo da risolvere. Nel caso specifico di Tiny Biomes, bisogna anche evidenziare che non si discosta dal modello di rompicapo più basico e classico, senza apportare alcun tipo di innovazione.
Da foreste a vulcani, passando per gli inevitabili biomi a tema invernale, tutto in Tiny Biomes è estremamente anonimo, costantemente avvolto in un effetto di “già visto” che diventa ridondante anche a causa dell’eccessiva longevità del titolo. Parliamo di 150 livelli, 50 per ogni tipo di bioma, dove sarai chiamato a effettuare una sola tipologia di puzzle senza alcun tipo di variazione se non cromatica. Neanche a dirlo, Tiny Biomes risulta completamente orfano di impianto narrativo. Non c’è alcuna storia né una cornice che possa giustificare quanto ci viene chiesto di giocare.

Aggiusta il percorso e procedi
Tiny Biomes è un puzzle game in 2D con visuale dall’alto dove ci viene chiesto di interagire con una serie di riquadri contenenti frammenti di percorso. L’interazione è unicamente quella di roteare la casella prescelta. Non c’è modo di scambiare elementi tra loro. Tutto ciò che vedi su schermo è “fissato”. L’unica cosa che puoi fare è selezionare e roteare fino a dar vita a un percorso corretto.
L’obiettivo è quello di far scorrere il flusso d’acqua, neve o lava da un punto A al punto B. Tutto ciò sfruttando bene i pezzi prestabiliti dell’area di gioco. A complicare le cose, unica vera complicazione del titolo, è l’aumento graduale delle caselle contenenti pezzi di percorso e il moltiplicarsi dei punti da collegare. Quindi si passa da percorsi lineare ad altri frammentati e che richiedono quindi di effettuare collegamenti più o meno lunghi o anche molteplici sfruttando sempre risorse prestabilite.

Come avrai potuto intuire, Tiny Biomes è un titolo estremamente semplice e dal livello di sfida molto basso. Considerando che basta solo ruotare dei riquadri finché non risulta collegato perfettamente, è solo una questione di tempo più che di strategia. D’altronde, potremo inserire il titolo nella sottocategoria dei cozy game, una sorta di scacciapensieri rilassante dove non ci sono pericoli e soprattutto non c’è fretta.
Questo sempre se non punti a ottenere il massimo. Ogni livello, infatti, ti offre una valutazione da una a tre stelle. Meno mosse impieghi per risolvere il percorso, più stelle otterrai. Purtroppo è una ricompensa fine a se stessa, non c’è altro nel titolo oltre alle 150 sfide. Un numero decisamente elevato considerando che il titolo offre già “tutto” nel giro di una decina di minuti, risultando quindi ludicamente ridondante fino a sfiancare l’utente. Consigliamo, infatti, di effettuare brevi partite mordi e fuggi.

Grafica e sonoro
Graficamente parlando, Tiny Biomes è estremamente anonimo e piatto. Al mutare del bioma, muta la sua palette cromatica e alcuni elementi a schermo ma questi vengono poi riciclati all’infinito. C’è quindi una certa stanchezza nel procedere nelle cinquanta sfide per bioma con ben poca varietà estetica. Inoltre, va segnalate un effetto “tremolio” a dir poco eccessivo e che accompagna ogni nostra singola mossa.
Lo schermo viene quindi costantemente percosso a ogni nostra mossa, come a voler sigillare un chissà quale mutamento morfologico ma che, a conti fatti, diventa particolarmente fastidioso e fine a se stesso. Anche il sonoro, per forza di cose, si smarrisce nelle sue stesse musicalità, riciclandosi più volte. Da segnalare la totale assenza della lingua italiana, anche se non c’è poi molto da leggere. Infine, il titolo dona il meglio di sé, considerando la natura e il tipo di grafica, in modalità portabile dell’ibrida Nintendo.
