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Lettura Fred and Jeff: The Atomic Sulfate, recensione (PlayStation 5)
 
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Fred and Jeff: The Atomic Sulfate, recensione (PlayStation 5)

Dal fumetto al videogioco

Pasquale Aversano 4 minuti fa Commenta! 8
 
5.8
Fred and Jeff: The Atomic Sulfate

Sviluppato da Erbe Software e pubblicato per console da Ratalaika Games, Fred and Jeff: The Atomic Sulfate è la trasposizione videoludica del cartone animato che in Italia è stato chiamato: Mortadello e Polpetta: la coppia che scoppia. Parliamo di metà anni ‘90 e il gioco stesso va a recuperare un gameplay, quello delle avventure grafiche, che nei medesimi anni fece il boom d’utenza. Noi abbiamo fatto questo nostalgico balzo nel tempo su PlayStation 5 e questa è la nostra recensione!

Contenuti
Fred and Jeff: The Atomic Sulfate direttamente dal cartone animatoCome gli anni 90, nel bene e nel maleGrafica e sonoro

Fred and Jeff: The Atomic Sulfate direttamente dal cartone animato

Prima di affrontare la narrazione di Fred and Jeff: The Atomic Sulfate è bene fare un paio di segnalazioni. Prima di tutto, il titolo in questione è una trasposizione dell’opera originale sviluppata originariamente nel 1998 da Alcachofa Soft e pubblicato da Zeta Multimedia. Si tratta del primo capitolo di una lunga serie di avventure grafiche in 2D che, neanche a dirlo, hanno trovato terreno fertile nella loro patria: la Spagna. D’altronde, l’operazione dell’attuale Fred and Jeff: The Atomic Sulfate firmato Ratalaika Games ha il vantaggio non solo di riportare un’opera del 1998 su console attuali ma anche di localizzare la storia.

Il gioco, infatti, esce dal limite del solo spagnolo e introduce anche i testi in inglese, tedesco e giapponese. Purtroppo per noi, niente italiano ma lo approfondiremo nei paragrafi successivi. Tornando all’opera, Fred and Jeff: The Atomic Sulfate non è altro che la riproposizione del racconto lungo originale. Sì, perché Fred and Jeff non sono altro che Mortadelo e Filemòn, da noi italianizzati in Mortadello e Polpetto, due personaggi di fumetti umoristici spagnoli creati da Francisco Ibanez le cui storie risalgono al 1958. 

Fred and Jeff: The Atomic Sulfate, recensione (PlayStation 5)

Si tratta di una delle serie a fumetti più famose della Spagna e che fa dell’umorismo surreale il suo cavallo di battaglia. Filemòn è un investigatore privato solo all’apparenza serioso e professionale ma in realtà è un disastro ambulante e la sua fidata spalla, Mortadelo, non è da meno. Questi è il più iconico dei due, alto, occhialuto, senza capelli e col nasone esageratamente oblungo, si distingue per la sua capacità di cambiare velocemente travestimento e per trovate ingegnose al limite del pensabile: iconico il buco portabile per creare passaggi nei muri.

Il duo di personaggi crea un mix ironico fortemente nostalgico, privo di volgarità o linguaggio scurrile e che riesce, nonostante la brevità di Fred and Jeff: The Atomic Sulfate, a regalare diversi momenti sinceramente divertenti. Più che altro per le trovate che andremo a escogitare per progredire nell’avventura. Lo diciamo subito, questa si può completare in poco più di un’ora e risulta quindi molto sotto gli standard odierni.  

Nel dettaglio, la storia di Fred and Jeff: The Atomic Sulfate, recuperando fedelmente l’opera a fumetto originale, ci chiede di indagare e recuperare un particolare repellente per insetti, tale “solfato atomico” che da anche il titolo al gioco. Tale repellente è stato rubato da un esercito dai palesi richiami storici e che minaccia di sfruttare questa sorta di arma chimica per dar vita a un esercito gigante di insetti. Spetta quindi ai due investigatori infiltrarsi nella base nemica, recuperare il solfato e tornare alla base possibilmente tutti interi.

Fred and Jeff: The Atomic Sulfate, recensione (PlayStation 5)

Come gli anni 90, nel bene e nel male

Fred and Jeff: The Atomic Sulfate è un’avventura grafica in 2D fortemente ancorata agli anni ‘90, con tutti i pro e, soprattutto, i contro. La trasposizione su console, infatti, trascina con sé un impianto ludico legnoso e scomodo, ancorato a un puntatore abbastanza lento a cui si aggiunge un sistema di interazione ambientale studiato su PC e invecchiato abbastanza male. In breve, come i classici del genere, abbiamo una serie di opzioni come “raccogli”, “parla”, “apri”, ecc. bloccate nel menù di pausa o in una sorta di menù a scomparsa posto in alto dello schermo.

Per ogni singola interazione con gli elementi ambientali e altri personaggi, dovremo obbligatoriamente selezionare una di queste opzioni e poi trascinarla sull’oggetto/persona desiderato. Un sistema, come detto, legnoso e lento che va a minare il ritmo di gioco. Inoltre, il tutto va moltiplicato per due. Sì, perché in un modo vagamente simile al mostro sacro di Day of the Tentacle, avremo a disposizione sin da subito la possibilità di selezionare entrambi i personaggi.

Fred and Jeff: The Atomic Sulfate, recensione (PlayStation 5)

Ognuno di loro è destinato a determinate azioni così come avranno a disposizione un proprio inventario. L’obiettivo, come da prassi del genere, è quello di procedere in modo abbastanza lineare, di enigma in enigma, intuendo con cosa interagire, cosa raccogliere e cosa combinare di volta in volta. Gli enigmi proposti, per chi vive di pane e avventure grafiche, sono sì ingegnosi ma nulla di realmente ostico. 

Da segnalare la presenza di enigmi molto “surreali” e che richiedono un pensiero laterale e in linea con la tipologia di racconto fumettistico. Quindi sì, preparatevi a usare oggetti usuali in modi sregolati. Ironicamente, proprio queste trovate fuori dagli schemi rendono l’esperienza ludica di Fred and Jeff: The Atomic Sulfate, seppur afflitta dal tempo, ancora interessante da affrontare, se non altro per gli inevitabili sorrisi che sono in grado di strappare.

Fred and Jeff: The Atomic Sulfate, recensione (PlayStation 5)

Grafica e sonoro

Graficamente parlando, Fred and Jeff: The Atomic Sulfate è il primo capitolo della serie di titoli dedicati al duo di personaggi del fumetto ed è quindi quello che risente di più del passare del tempo. Il filtro CRT non aiuta poi molto ma ammettiamo che la resa grafica di personaggi e fondali è tanto nostalgica quanto efficace, oltre che coerente col materiale originale del fumetto. Le animazioni, seppur scoordinate e un po’ imprecise, risultano efficaci nel regalare momenti cartooneschi.

Da segnalare qualche sporadico rallentamento oltre a un bug che ci ha costretto un paio di volte a riavviare il gioco. Anche l’interfaccia non è proprio intuitiva e comoda, partendo da quella del menù iniziale. Da segnalare un buon sonoro con tracce idonee anche se un po’ ridondanti. Inoltre, è presente esclusivamente il doppiaggio in lingua spagnola che potrai comunque disattivare. Infine, come già anticipato, il titolo è completamente orfano della lingua italiana anche se quanto scritto in inglese è abbastanza facile da comprendere.

Scopri tutto su Fred and Jeff: The Atomic Sulfate
Fred and Jeff: The Atomic Sulfate
5.8
Grafica 6.5
Sonoro 6.5
Longevità 5
Gameplay 5
Aspetti positivi Il ritorno di Mortadelo e Filemòn Effetto nostalgia innegabile Buona resa grafica( considerando l’età)
Aspetti negativi Dura abbastanza poco Gameplay invecchiato male e trasposizione su console legnosa Assenza della lingua italiana
Considerazioni finali
Fred and Jeff: The Atomic Sulfate è un viaggio nella storia, agli anni ‘90 e alle avventure grafiche di un tempo, con tutti i pro e contro. Ma è anche un modo per riscoprire due personaggi del mondo del fumetto spagnolo che in Italia non hanno trovato molto spazio o memoria. Il titolo ha un gameplay invecchiato abbastanza male e una longevità sotto la media ma riesce a strappare qualche sorriso e a offrire un impatto nostalgico che farà la gioia degli amanti del genere.

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