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Progetto · RecensioneNintendo

The Perfect Pencil, recensione (Nintendo Switch)

Un viaggio unico e affascinante

Avatar di pasquale aversanoDiPasquale Aversano 6 min di lettura Nintendo Aggiornato 23 Marzo 2026
The perfect pencil, recensione (nintendo switch)
8,3/10
La recensione

The Perfect Pencil

Grafica8,5
8.5/10
Sonoro8,0
8/10
Longevità8,5
8.5/10
Gameplay8,0
8/10

Cosa funziona

  • Stile grafico creativo e ben implementato
  • Gameplay solido e divertente
  • Tratta tematiche non facili con stile e intelligenza
  • Un viaggio longevo e che soddisfa
  • Sottotitoli in lingua italiana

Cosa convince meno

  • Qualche fase di backtracking
  • Più classico che innovatore

The Perfect Pencil è un prodotto coraggioso e stilisticamente ricercato. A un gameplay fedele agli standard ma con qualche guizzo di originalità, si aggiunge una grafica che conquista per creatività e varietà. Il tutto per un mondo di gioco che saprà impegnarci per molte ore e che, nonostante qualche fase di stanca che ci riporterà sui nostri passi, ci regala un viaggio tra argomenti non facili da trattare ma con delicatezza e umorismo. Consigliato.

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Sviluppato e pubblicato da Studio Cima in sinergia con Doyoyo Games, The Perfect Pencil è un platform game d’azione identificabile all’interno del sempre più vasto mondo dei metroidvania e a cui si somma una narrazione ricca di sfumature che ha anche il coraggio di trattare temi delicati con intelligenza ed efficacia. Noi ci siamo lasciati ammaliare su Nintendo Switch e questa è la nostra recensione. Pronto a vivere un viaggio unico e stilisticamente ricercato?

The Perfect Pencil e il mondo che non ti aspetti

La narrazione di The Perfect Pencil non è facile in quanto sceglie di parlare per immagini, eventi e, soprattutto, non detti. Il mondo di gioco in cui andremo ad avventurarci è un dedalo di emozioni e stimoli visivi continui. Tutto parla, dalle creature bizzarre che andremo ad affrontare fino agli sfondi, deliziosamente realizzati e che racchiudono una meta narrazione aperta a più letture. In effetti, gran parte dell’esperienza offerta da The Perfect Pencil si apre a una lettura praticamente personale ed è uno dei punti di forza del titolo.

Volendo evitare spoiler e cercando di schivare quante più trovate narrative possibili, The Perfect Pencil ci mette nei panni di John, un individuo che, nel giro di pochi minuti, riceve una testa… una videocamera. Ci ritroviamo in un regno bizzarro che possiede regole tutte sue e in cui andremo a inoltrarci in quella che, a conti fatti, è una vera e propria odissea. Molto ruota intorno al concetto di “paura”, non solo dovuta alle assurde creature, spesso mix di umani, animali e oggetti, ma anche al concetto stesso legato a determinate tipologie di paure.

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The perfect pencil, recensione (nintendo switch)

Tra le innate abilità del nostro protagonista, c’è quella di localizzare cose ad altri invisibili. Tale occasione gli permette e ci permette di scavare con minuziosità all’interno di una lore sempre accuratamente fumosa e arzigogolata. Così come sono perennemente surreali gli incontri che effettueremo con i vari personaggi del cast, siano essi secondari o primari. Il nostro consiglio, neanche a dirlo, è quello di smarrirsi nel mondo di The Perfect Pencil, di cibarsi della sua follia senza preconcetti, senza aspettative particolari, pronti a lasciarsi sorprendere dalla messa in scena e dai costrutti ideati, siano essi narrativi o meramente visivi. 

Anche perché, se non fosse chiaro, in The Perfect Pencil i due mondi convivono strettamente. Ed è una coesione magnetica, a suo modo unica, nonostante siano innegabili collegamenti ad altre opere, tra cui il più recente Bye Sweet Carol. La verità è che The Perfect Pencil parla sì di paure a noi comuni o meno ma ancor di più, parla di salute mentale. Lo fa alternando delicatezza a immagini più nette, in un’altalena emotiva quasi costante e che trascina il giocatore dall’inizio alla fine. La odierai quella Bianca Bestia e ti rifletterai in John e nel suo percorso. Quest’ultimo ulteriormente personalizzabile dalle scelte, per niente facili e/o intuitive, che saremo chiamati ad effettuare. 

The perfect pencil, recensione (nintendo switch)

Un metroidvania pieno di stile e significato

The Perfect Pencil è un action adventure con elementi RPG e fasi platform in 2D meglio identificabile come metroidvania. Si tratta di un sottogenere ormai sempre più diffuso e che, in quanto tale, rischia di risultare saturo con prodotti che faticano a distinguersi tra loro. The Perfect Pencil sembra perfettamente consapevole di ciò e se la formula ludica segue abbastanza fedelmente gli standard del genere, tra il combat system e un ingegnoso level design, forte di uno stile grafico praticamente unico, riesce a emergere con positività.

Procedendo con ordine, l’esplorazione di The Perfect Pencil conquista per la costruzione stessa delle aree di gioco che si piega a un immaginario estetico disturbante, unico, costantemente mutevole e sinceramente difficile da prevedere. Come la mente umana. E funziona proprio perché riesce a sorprendere, ci coglie impreparati. E questo è anche il concept alla base dei nemici che, forti ancora una volta del loro stesso aspetto, non sono immediatamente facili da intuire. 

The perfect pencil, recensione (nintendo switch)

Un cumulo di cuscini può essere più letale di quanto immagini… Tornando al level design, altro punto di pregio e che farà la gioia dei completisti, è che ci sono un mucchio di segreti da svelare. Non solo elementi che mirano ad arricchire la lore del gioco, come dialoghi o personaggi secondari, ma anche immancabili potenziamenti. Così come non manca la classica valuta in game, ottenibile sconfiggendo nemici o distruggendo determinati oggetti, da poter investire per migliorare il nostro prode protagonista.

E proprio il protagonista, la cui testa a videocamera è una delle sue unicità, ha dei particolari poteri personali come quello di svelare elementi altrimenti invisibili che danno un’ulteriore sfumatura all’esplorazione stessa. Anche il combattimento, seppur abbastanza standard e in linea col genere, con tanto di strizzata d’occhio ad Hollow Knight, prova a dire la sua. Ecco quindi che al classico e intuitivo sistema di combo si aggiunge un “colpo curativo”. Si tratta di un attacco la cui carica si accumula nel tempo e che, se ben utilizzato, ci permette di curarci. 

The perfect pencil, recensione (nintendo switch)

Viene da sé che padroneggiare tale colpo è la base per affrontare gli scontri più lunghi ed estenuanti. E sì, stiamo parlando delle immancabili boss fight che qui richiedono attenzione e buoni riflessi. Questi, infatti, come i minion classici, sapranno sorprenderci tanto per estetica quanto per pattern d’attacchi, mettendo in scena ancora una volta l’indiscutibile ingegno del team di sviluppo. Tutto questo forma un pacchetto ludico che, nonostante innegabili fasi di backtracking ormai tipiche e difficili da rimuovere, riesce a divertire e catturare da inizio alla fine.

Sì, il combattimento non offre sempre un feedback preciso e in modalità portabile dell’ibrida Nintendo abbiamo notato qualche fugace rallentamento in più, soprattutto nelle situazioni più concitate. Eppure il risultato finale ci ha soddisfatto. A questo, infatti, va aggiunta una longevità discretamente elevata e che può sfiorare, se non superare, le trenta ore di gioco complessive. Senza contare la rigiocabilità per i più curiosi.

The perfect pencil, recensione (nintendo switch)

Grafica e sonoro

Graficamente parlando, The Perfect Pencil conquista e va a segno. Lo stile grafico adottato è ammaliante, magnetico e disturbante. Un mix di elementi che riesce a rinnovarsi tanto per le location quanto per il bestiario, riuscendo a interrogarci e trainarci nel suo dedalo di idee e creatività. Un’estetica non fine a se stessa ma partecipe tanto al racconto quanto al significato profondo rappresentato dall’intera opera. Il tutto con rispetto per tematiche comunque non facili da trattare.

E a tal proposito va evidenziato anche l’umorismo, spesso noir ma mai gratuito, che si sposa alla perfezione con l’elemento surreale e coerente che ammanta tutto il prodotto. E a una grafica più che positiva non poteva che far da compagno un sonoro altrettanto ben studiato e che si adagia nelle varie situazioni senza alcuna invadenza ma ritmando quasi alla perfezione ciò che avviene su schermo. E il tutto con tanto di sottotitoli in lingua italiana, elemento essenziale per comprendere al meglio il mondo di The Perfect Pencil.

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