Sony sta per tornare a parlare direttamente ai giocatori PS5 e il calendario inizia a stringersi. Le voci che circolano da giorni indicano febbraio come mese chiave per il nuovo State of Play, un evento che potrebbe definire le uscite più importanti del 2026. Niente annunci ufficiali, ma fonti precise e incrociate stanno alimentando l’attesa.
Il punto di partenza è chiaro: Sony ha già mostrato alcune carte nei mesi scorsi, ma il quadro resta incompleto. Titoli molto attesi sono ancora avvolti dal silenzio e il pubblico PlayStation aspetta segnali concreti, gameplay estesi e date più solide. Ed è qui che entra in gioco il prossimo State of Play.
Le voci sulla data: perché febbraio torna al centro

A muovere le acque è stato Jeff Grubb, nome noto nel settore per la solidità delle sue fonti. Durante il podcast Game Mess ha parlato apertamente di una finestra compresa tra il 9 e il 13 febbraio per il primo State of Play del 2026. Non una data buttata a caso, ma una finestra coerente con la strategia comunicativa di Sony degli ultimi anni.
Anche NateTheHate, altro insider seguito con attenzione dalla community, ha fatto riferimento a un evento PlayStation nello stesso periodo. Due fonti diverse, stesso mese, stesso contesto. Quando accade, l’attenzione sale per forza.
Sony, dal canto suo, resta in silenzio. Nessun teaser, nessun post criptico, nessun countdown. Una scelta che rientra nello stile recente dell’azienda, sempre più incline ad annunciare eventi con pochi giorni di anticipo.
Perché uno State of Play ora ha senso
Guardando il calendario PS5, febbraio rappresenta un punto di snodo. Molti titoli attesi nel 2026 hanno bisogno di visibilità, soprattutto dopo un 2025 caratterizzato da uscite scaglionate e annunci centellinati.
Negli ultimi anni Sony ha spesso usato lo State of Play come strumento di assestamento: non solo grandi reveal, ma aggiornamenti mirati su progetti già noti. Un formato più compatto rispetto ai vecchi showcase, ma molto efficace nel mantenere alta l’attenzione.
Nel 2024 e nel 2025 febbraio ha già ospitato eventi simili. La continuità temporale rafforza l’idea che anche il 2026 segua lo stesso schema.
Saros: il progetto che tutti aspettano di rivedere

Tra i nomi più caldi c’è Saros, il nuovo titolo di Housemarque, lo studio finlandese che ha lasciato il segno con Returnal. Il gioco è già stato annunciato e l’uscita è fissata per il 30 aprile, ma le informazioni concrete restano poche.
Uno State of Play a febbraio sarebbe l’occasione ideale per mostrare finalmente il gameplay in modo esteso, chiarire la struttura dell’esperienza e spiegare cosa differenzia Saros dal suo predecessore. Housemarque è nota per il gameplay tecnico e per l’uso spinto delle feature PS5, dal DualSense ai caricamenti rapidi. Elementi che funzionano bene in una presentazione mirata.
Marvel’s Wolverine: aggiornamenti attesi da mesi
Altro nome che pesa come un macigno è Marvel’s Wolverine. Insomniac Games ha confermato da tempo una finestra di uscita autunnale, ma dopo il primo reveal il gioco è entrato in una fase di silenzio quasi totale.
Un nuovo trailer, magari focalizzato sul sistema di combattimento o sulla struttura narrativa, servirebbe a riaccendere l’hype. Wolverine è un personaggio che porta con sé aspettative alte, soprattutto dopo il successo degli Spider-Man su PS5.
Uno State of Play senza un aggiornamento su questo progetto lascerebbe parecchi dubbi. Al contrario, anche pochi minuti di gameplay cambierebbero radicalmente la percezione del pubblico.
Bungie e Marathon: ritorno sotto i riflettori?
Si parla anche di Marathon, il nuovo progetto di Bungie. Il team di Destiny lavora a questo titolo da anni e l’uscita è collegata a una data chiave: il 5 marzo. Un evento PlayStation a febbraio potrebbe fare da trampolino, mostrando nuovi dettagli e chiarendo il posizionamento del gioco.
Marathon rappresenta una scommessa importante, sia per Bungie sia per Sony. Un live service con ambizioni elevate ha bisogno di comunicazione costante e mirata, e lo State of Play resta una vetrina perfetta.
Altri possibili annunci PS5 per il 2026

Oltre ai nomi principali, uno State of Play tende sempre a nascondere sorprese. Remaster, nuove IP, aggiornamenti su titoli già annunciati ma spariti dai radar. Sony ha diversi studi interni al lavoro e non tutti i progetti sono noti.
Spesso questi eventi includono anche produzioni third party con accordi di marketing temporaneo. Giochi multipiattaforma presentati come contenuti chiave PS5, almeno nella comunicazione iniziale.
Cosa aspettarsi dal formato dell’evento
Se le voci trovano conferma, lo State of Play di febbraio dovrebbe durare tra i 30 e i 40 minuti. Un ritmo serrato, pochi interventi parlati, tanto spazio ai trailer. Una formula ormai collaudata.
Niente palco, niente presentatori. Solo giochi, immagini e date. Un approccio diretto che punta tutto sull’impatto visivo e sulla chiarezza dei messaggi.
Il silenzio di Sony come strategia
L’assenza di comunicazioni ufficiali non è un segnale negativo. Negli ultimi anni Sony ha spesso lasciato che fossero insider e community a costruire l’attesa, intervenendo solo a ridosso dell’evento.
Questo metodo riduce il rischio di aspettative fuori controllo e permette all’azienda di gestire meglio la narrativa. Quando arriva l’annuncio, l’attenzione è già al massimo.
Il pubblico PS5 chiede risposte
Dopo mesi di attesa, la community PlayStation vuole sapere cosa giocherà nel 2026. Vuole date, gameplay e conferme. Uno State of Play a febbraio risponderebbe a questa esigenza in modo diretto.
Ora resta solo da vedere quando Sony deciderà di rompere il silenzio. L’orologio scorre, febbraio si avvicina e l’attesa cresce.
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