I primi accessi in Arknights Endfield possono spiazzare. Il gioco apre molte strade, ma non tutte portano lontano se imboccate subito. Nei primi giorni ogni scelta pesa: risorse, progressione, potenziamenti. Seguire l’istinto porta spesso a sprecare tempo e valuta. Capire cosa fare, e soprattutto cosa evitare, fa la differenza tra una base che cresce senza attriti e una partita che rallenta troppo presto.
Arknights Endfield non è un titolo che premia la fretta disordinata. Premia la pianificazione.
La storia principale va spinta finché il gioco lo consente
Nei primi giorni la priorità resta una sola: avanzare nella storia principale fino a quando il gioco impone il blocco legato al livello di autorità. La campagna non serve solo a raccontare il mondo di Endfield, ma sblocca sistemi centrali, mappe aggiuntive e funzioni che rendono più efficiente ogni attività successiva.
Quando compare il limite di progressione, non è un muro casuale. È il segnale che il gioco vuole indirizzarti verso missioni specifiche.
Le missioni con il simbolo di nuova funzione non vanno ignorate
Una volta fermata la storia, l’attenzione va spostata sulle missioni contrassegnate come sblocco di nuove feature. Sono quelle che aprono meccaniche come esplosivi, commercio di beni elastici, nuove aree operative e strumenti avanzati.
Saltarle o rimandarle rallenta tutto il resto. Senza quei sistemi attivi, anche il farming diventa meno efficace.
Il Lucky Carrot è una priorità, ma va gestito con testa

Raggiunto il livello 14, si sblocca la missione legata al Lucky Carrot. Qui molti sbagliano. Al primo livello serve solo per acquistare oggetti, e spendere valuta in quel momento è uno spreco.
La parte importante arriva con il secondo step, quello che permette di potenziarlo e attivare il commercio di beni elastici. Da lì cambia il ritmo dell’economia.
Il meccanismo è semplice: si acquistano beni al prezzo più basso possibile e si rivendono visitando le basi degli amici, scegliendo quelli con il margine migliore. Il limite giornaliero di acquisto cresce potenziando i Lucky Carrot sparsi sulle mappe.
Nei primi giorni conviene portarli al livello più alto consentito. Il giorno dopo, il profitto cresce in modo netto. È il metodo più efficiente per accumulare stock bills senza svuotare la base.
Le stock bills non vanno sprecate all’inizio
All’inizio il gioco sembra generoso con le risorse. È un’illusione temporanea. Spendere stock bills per armi, regali o oggetti secondari rallenta lo sviluppo della base.
La priorità resta una sola: potenziamenti strutturali. Base, nodi, Lucky Carrot. Una base solida rende tutto il resto più semplice, dalla produzione al combattimento.
Concentrarsi su una sola squadra evita colli di bottiglia
Un errore comune è distribuire risorse su troppi personaggi. All’inizio sembra sostenibile, poi arrivano le carenze. Il gioco fornisce abbastanza pull per garantire un sei stelle dal banner iniziale completando i primi atti della storia.
La squadra va costruita attorno a quel personaggio. Un solo team, ben sviluppato, supera contenuti che tre squadre mediocri non riescono a gestire. Il danno cala, le missioni si allungano, la frustrazione sale.
I tutorial del sistema Factory non vanno saltati

Endfield spiega molto, ma solo a chi ascolta. I tutorial del sistema Factory sono dettagliati e pratici. Ogni dispositivo viene spiegato nel momento giusto, con esempi chiari.
Saltare queste sezioni porta a errori strutturali che costano tempo e risorse. Il gioco qui non lascia spazio all’improvvisazione.
Le relay tower facilitano esplorazione e raccolta
Durante l’esplorazione, specialmente nelle nuove mappe, collegare le relay tower lungo il percorso è una scelta intelligente. Servono per distribuire energia, piazzare subito i mining rig e ridurre i viaggi inutili.
Il limite di dispositivi posizionabili è alto. Non esiste un vero motivo per rimandare.
L’equipaggiamento pesa più di quanto sembri
Nelle fasi iniziali, i gear forniscono bonus enormi alle statistiche degli operatori. Ignorarli rende l’esplorazione più lenta e i combattimenti più rischiosi.
Creare gli oggetti è lineare: basta selezionare il gear, sbloccare la tecnologia richiesta e raccogliere i log presenti sulla mappa. Ogni log indica il macchinario necessario. Collegarli in sequenza permette di produrre senza intoppi.
Drop rari e stazione di riciclo vanno controllati spesso
I drop rari si rigenerano nel tempo. Raccolti ogni pochi giorni, forniscono materiali chiave per ascensioni, abilità e tuning delle armi.
La stazione di riciclo merita attenzione. Sbloccarla costa stock bills, ma restituisce materiali ogni giorno. Potenziarla di qualche livello ripaga nel medio periodo, specialmente per lo sviluppo delle strutture della nave.
Il battle pass free-to-play è sostenibile

La geometria va conservata. Accumularne almeno 29 permette di sbloccare il battle pass gratuito. Completandolo, se ne recuperano 32. Il ciclo si autoalimenta e resta valido anche nei contenuti futuri.
L’energia della Factory va monitorata
Un dettaglio spesso trascurato è il consumo energetico. Quando l’energia non basta, il sistema passa alle riserve. Quando finiscono, tutto si spegne. Al login successivo, i danni richiedono tempo e lavoro extra.
Sbloccare il nodo del power bank e inserire batterie o accumulatori mantiene i dispositivi attivi anche offline. È una scelta preventiva che evita problemi evitabili.
Arknights Endfield non chiede perfezione. Chiede ordine. Giocare con calma, seguendo una struttura chiara, rende l’esperienza più fluida e meno punitiva.
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