Sviluppato da No Checkpoint in sinergia con Eastasiasoft Limited che ne è anche l’editore, Direction Quad si presenta come un gioco d’azione e avventura in 2D in pixel art ma che, a conti fatti, è quasi un puzzle game di logica incentrato sull’utilizzo di un solo tasto e l’attento studio dei livelli, dei collezionabili sparsi in giro e soprattutto degli ostacoli. Noi abbiamo impersonato questa stravagante rana di Froggeriana memoria su Nintendo Switch e questa è la nostra recensione. Pronto a saltellare in giro?
Direction Quad e una rana saltellante da addestrare
Direction Quad rientra quasi del tutto nella categoria di titoli focalizzati prevalentemente sul gameplay e che propongo una sfilda di sfide, una dietro l’altra, con difficoltà crescente e un unico sistema ludico. Una sorta di puzzle game univoco che si ripete di continuo mettendo in gioco sempre più ostacoli e mutando gradualmente scenario ed elementi su schermo. Ecco, a tutto ciò Direction Quad azzarda anche una parentesi narrativa, introducendo due personaggi: la rana Quad di cui vestiremo i panni e la stravagante rana saggia che ci funge da maestro.
La cosa che spicca nel dialogo tra i due personaggi, è l’umorismo stralunato ed efficace che spiazza, cattura e fa sorridere. Non dura molto e non è neanche chissà quanto originale ma, considerando la tipologia di titolo, non era neanche atteso un elemento del genere. Abbiamo quindi apprezzato sia l’umorismo che la presenza stessa di questa fugace motivazione narrativa surreale che ci vede impegnati in un percorso d’addestramento. Tra l’altro, Quad non spicca per voglia di fare ed è abbastanza riluttante ma… chi oserebbe mai andare contro il volere della saggia rana?

Salta e cambia direzione
Direction Quad è, a conti fatti, un puzzle game d’azione in 2D che ci vede ai comandi della ranocchia Quad anche se, a essere onesti, questa saltellerà e procederà autonomamente. L’obiettivo è partire dal punto A e raggiungere il punto B senza morire e tutto in un colpo, considerando che non ci sono checkpoint e basta un errore per “morire” e ricominciare tutto. Ma dov’è quindi che andiamo ludicamente a intervenire? Nel regolare la direzione. Esattamente, l’unico nostro scopo è premere un tasto e far cambiare direzione alla ranocchia, evitando così che vada a impattare contro i limiti dell’area di gioco o contro i vari ostacoli. Attenzione però, quello che sembra essere un titolo estremamente semplice, può diventare anche sorprendentemente frustrante.
Il motivo è semplice, Direction Quad va a complicarsi gradualmente, di sfida in sfida, introducendo un numero maggiore non solo di pericoli ma anche di strutture con cui interagire. Si va dai pulsanti che vanno “urtati” per poter aprire percorsi altrimenti inaccessibili a essenziali pedane di rimbalzo che sono anche l’unica fonte essenziale da padroneggiare per “svoltare”. Questo perché Quad procede in un’unica direzione: dritto per dritto.

Ecco quindi che si viene chiamati a interagire quasi a ritmo con i saltellamenti della ranocchia per cercare di svoltare, spesso ripetutamente, ed evitare ostacoli e approfittare tanto delle strutture di rimbalzo quanto dei collezionabili. Questi sono di due tipi: delle monete gialle e degli insetti. Questi ultimi ne sono tre per livello e sono sparpagliati in modo anche abbastanza infame, spesso allungando il percorso e portandoci a pensare a nuove svolte da effettuare. Il tutto per rendere la vita difficile a chi ama completare i titoli al 100%.
Purtroppo, seppur ci sia un graduale mutamento di sfide ed elementi su schermo, Direction Quad è essenzialmente questo. Un titolo basato su un solo tasto la cui ripetitività diventa abbastanza evidente già dopo poche partite. Non è quindi facilmente consigliabile almeno che non si è particolarmente invogliati da questa specifica tipologia di sfide che, ancora una volta, risultano essere dei veri e propri puzzle, portandoci a studiare l’area di gioco e a sfruttarla al meglio e col giusto tempismo.

Grafica e sonoro
Graficamente parlando, Direction Quad sfrutta una pixel art molto minimalista, forse anche troppo, con animazioni semplici e una cura del dettaglio abbastanza scarna. Il risultato è un’opera esteticamente anonima che non riesce a farla spiccare come potrebbe. Un peccato considerando che sarebbe bastato davvero poco per rendere più identitario almeno il protagonista e gli altri sporadici personaggi che andremo a incontrare. Discorso analogo per le aree di gioco, davvero spoglie e poco accattivanti.
Anche il sonoro non fa molto per intrattenere, limitandosi al minimo essenziale e cercando di non risultare troppo ridondante. In compenso, il titolo si difende abbastanza bene in entrambe le modalità dell’ibrida Nintendo con quella portatile particolarmente consigliata in quanto presenta al meglio il minimalismo dell’opera stessa, oltre alla natura ludica pensata per partite immediate e mordi e fuggi. Infine, da segnalare la totale assenza della lingua italiana, un’assenza che si percepisce appena durante i pochi dialoghi che risultano comunque facilmente comprensibili.
