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“Bethesda non odia Fallout, ma non ne capisce le radici”: le parole che riaprono la frattura nella saga

Fallout è diventato famoso, ma ha perso qualcosa per strada: ora uno dei suoi autori lo dice apertamente

Redazione 49 secondi fa Commenta! 5
 

Ogni volta che si parla di Fallout, prima o poi qualcuno tira fuori la stessa accusa: Bethesda ha tradito l’anima della serie. Stavolta però non è un fan qualunque a dirlo, ma una delle persone che Fallout lo ha costruito davvero. Chris Avellone, autore storico della saga, ha messo nero su bianco un pensiero che molti sospettavano da anni, usando parole più fredde che polemiche.

Contenuti
Chris Avellone e il peso delle sue paroleDue Fallout, due filosofie opposteIl Fallout “parco divertimenti”Il compromesso che ha spaccato i fanNon odio, ma disinteressePerché questa dichiarazione contaTi potrebbe interessare

Secondo Avellone, Bethesda non odia Fallout. Il problema è un altro, più profondo e forse più scomodo.

Chris Avellone e il peso delle sue parole

Quando parla Chris Avellone, vale la pena ascoltare. Non è solo uno sviluppatore qualsiasi: è stato designer di Fallout 2, ha lavorato al progetto cancellato Van Buren (la versione originale di Fallout 3 firmata Interplay) ed è stato uno degli autori chiave di Fallout: New Vegas, oltre a dirigerne i DLC.

Rispondendo su X a chi ipotizzava un presunto “odio” di Bethesda verso Obsidian o verso Fallout stesso, Avellone è stato diretto:

I don’t think Bethesda hates Fallout, they just don’t fully understand its roots and arguably, don’t care – they own the franchise, and they just want to do their spin on Fallout and make that the norm.

— Chris Avellone (@ChrisAvellone) January 9, 2026

“Non penso che Bethesda odi Fallout. Semplicemente non ne capisce fino in fondo le radici e, probabilmente, non gli importa.”

Una frase che pesa più di qualsiasi attacco frontale.

Due Fallout, due filosofie opposte

Avellone non nega l’importanza di Bethesda Game Studios. Senza Fallout 3, la serie probabilmente non sarebbe mai diventata il colosso culturale che è oggi, né avrebbe portato alla serie TV di successo. Interplay, all’epoca, era in difficoltà economica e la vendita del marchio era inevitabile.

Ma il Fallout di Bethesda e quello originale non parlano la stessa lingua.

I primi capitoli isometrici erano cupi, opprimenti, cinici. Il mondo non era un parco giochi radioattivo, ma un posto ostile, dove l’umorismo nero serviva a rendere il tutto ancora più disturbante. Le scelte erano scomode, spesso moralmente ambigue, e il tono non cercava mai di rassicurare il giocatore.

Secondo Avellone, l’approccio Bethesda ha trasformato Fallout in qualcosa di diverso:

“La loro versione di Fallout di solito si traduce in un parco a tema colorato e superficiale.”

Il Fallout “parco divertimenti”

Questa definizione è centrale. Bethesda, da proprietaria del marchio, ha deciso di imporre la propria interpretazione come standard. Un mondo più accessibile, più colorato, più orientato all’esplorazione libera e allo spettacolo.

Avellone non lo dice con disprezzo. Anzi, aggiunge subito un punto chiave:

“I parchi a tema sono divertenti per alcune persone. Se la gente si diverte, per me va bene.”

Il problema non è il divertimento. Il problema è cosa si perde per strada.

Il compromesso che ha spaccato i fan

As for me, I don’t hate Bethesda, there are things they do well (open world exploration), and there are things they do badly (telling linear stories in open world games and their inability to understand how to use the Speech skill). But every developer has their pros and cons.

— Chris Avellone (@ChrisAvellone) January 9, 2026

La fanbase di Fallout è cresciuta enormemente grazie a Bethesda, ma allo stesso tempo non ha mai smesso di rimpiangere il tono originale. Fallout: New Vegas è spesso citato come il punto di incontro più riuscito tra i due mondi: struttura moderna, ma scrittura, scelte e atmosfere più vicine alle origini.

Non a caso, New Vegas è ancora oggi uno dei capitoli più amati e discussi.

Avellone, però, non fa finta che Bethesda abbia sempre sbagliato. Anzi, riconosce apertamente il valore di alcune espansioni:

  • Far Harbor
  • Point Lookout
  • The Pitt

DLC che, secondo lui, hanno provato a spingere Fallout verso territori più interessanti e meno “turistici”.

Non odio, ma disinteresse

Call Of Duty Black Ops 7

La frase più dura di Avellone non parla di incompetenza, ma di disinteresse. Bethesda non deve dimostrare fedeltà alle radici, perché possiede il marchio. Può permettersi di riscriverne l’identità e renderla qualcosa di nuovo, anche a costo di alienare una parte dei fan storici.

È una posizione fredda, aziendale, perfettamente legittima dal punto di vista industriale. Ma culturalmente divisiva.

Perché questa dichiarazione conta

Le parole di Avellone non sono una nostalgia sterile. Sono una fotografia lucida di come un franchise può evolversi fino a diventare qualcosa di irriconoscibile per chi lo ha amato all’inizio, senza che questo significhi per forza un fallimento.

Fallout oggi è più grande che mai.
Ma per alcuni, ha smesso di fare paura molto tempo fa.

E forse è proprio questo il punto che continua a dividere la Wasteland.

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