Ti è mai capitato di pensare a come sarebbe Gothic con un motore moderno? O a Tomb Raider ripensato da zero, senza i limiti tecnici di vent’anni fa? Nel 2026 non è più solo un esercizio mentale. È un programma editoriale preciso, condiviso da publisher grandi e piccoli, che hanno deciso di riportare in vita i loro giochi più iconici.
Remake e remaster non sono più eccezioni nostalgiche. Sono diventati una colonna dell’industria. E il 2026 si prepara a essere uno degli anni più affollati di sempre per chi ama i classici rivisitati.
Perché remake e remaster dominano il 2026
Negli ultimi anni il pubblico ha dimostrato una cosa chiara: non cerca solo novità, ma esperienze solide, con identità forti e mondi già collaudati. I remake permettono agli sviluppatori di correggere errori del passato, mentre i remaster servono a preservare giochi che rischierebbero di scomparire.
Il risultato è un equilibrio interessante: nostalgia per chi c’era, accessibilità per chi arriva adesso. Ed è esattamente quello che vedremo nel 2026.
Gothic Remake
Tra i ritorni più attesi c’è senza dubbio Gothic Remake. Non un semplice restauro, ma una ricostruzione completa di uno dei giochi di ruolo europei più amati. Atmosfera, libertà e ruvidità sono al centro del progetto, con l’obiettivo di mantenere l’anima originale aggiornandone struttura e controlli.
Prince of Persia: The Sands of Time Remake

Dopo uno sviluppo travagliato, Prince of Persia: The Sands of Time Remake torna finalmente sotto i riflettori. Il 2026 potrebbe essere l’anno giusto per rivedere uno dei platform action più influenti di sempre, con combattimenti modernizzati e una narrazione più fluida.
Silent Hill Remake
Il ritorno dell’horror psicologico passa da Silent Hill Remake. Un progetto delicato, perché toccare Silent Hill significa confrontarsi con aspettative enormi. L’obiettivo è riportare in vita l’angoscia, l’ambiguità e il peso psicologico che hanno reso la serie leggendaria.
Tomb Raider: Legacy of Atlantis
Con Tomb Raider: Legacy of Atlantis, Lara Croft si prepara a una nuova interpretazione. Non è solo una riedizione grafica, ma un tentativo di fondere esplorazione classica e sensibilità moderna, mantenendo l’identità avventurosa che ha definito il personaggio.
Max Payne 1 & 2 Remake
Il ritorno del noir videoludico passa da Max Payne 1 & 2 Remake. Bullet time, narrativa cupa e monologhi interiori vengono ripensati con tecnologia moderna, mantenendo intatto il ritmo e il tono che hanno reso Max Payne unico.
Assassin’s Creed 4: Black Flag Remake

Tra i remake più chiacchierati troviamo Assassin’s Creed 4: Black Flag Remake. Il capitolo piratesco è ancora oggi uno dei più amati della saga, e il rifacimento punta a rinnovare combattimenti navali, esplorazione e sistema di progressione.
Persona 4 Revival
Con Persona 4 Revival, Atlus continua la riscoperta dei suoi JRPG più iconici. Nuova veste grafica, interfaccia aggiornata e miglioramenti alla qualità della vita, senza toccare l’equilibrio narrativo che ha reso Persona 4 un cult.
Splinter Cell Remake

La stealth action torna in primo piano con Tom Clancy’s Splinter Cell Remake. Sam Fisher viene ripensato per un pubblico moderno, con IA più avanzata e un approccio alla furtività più profondo e credibile.
Star Wars: Knights of the Old Republic Remake
Chiude la lista uno dei nomi più pesanti: Star Wars: Knights of the Old Republic Remake. Un progetto enorme, che punta a riportare uno dei migliori GDR mai realizzati a un nuovo pubblico, senza snaturarne le scelte morali e la struttura ruolistica.
Il 2026 come anno spartiacque
Il 2026 non sarà solo un anno ricco di remake e remaster. Sarà un test definitivo per capire quanto l’industria sia capace di reinterpretare il passato senza limitarvisi. Alcuni di questi progetti riusciranno a superare l’originale, altri serviranno a preservarlo.
Una cosa però è certa: per chi ama i videogiochi, il passato non è mai stato così presente. E mai così pronto a essere giocato di nuovo.
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