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L’importanza di chiamarsi Nintendo

Sappiamo ormai che venerdì scorso Nintendo nelle parole di Shinya Takahashi, suo responsabile dello sviluppo, ha fatto sapere di aver resettato lo sviluppo di Metroid Prime 4 affidandolo alle sapienti mani di Retro Studios…

Avatar di alessio dossenaDiAlessio Dossena 3 min di lettura Nintendo
L'importanza di chiamarsi nintendo

Sappiamo ormai che venerdì scorso Nintendo nelle parole di Shinya Takahashi, suo responsabile dello sviluppo, ha fatto sapere di aver resettato lo sviluppo di Metroid Prime 4 affidandolo alle sapienti mani di Retro Studios e con la ovvia supervisione di Nintendo stessa, perchè la lavorazione della nuova avventura della cacciatrice di taglie non stava procedendo nel migliore dei modi.

Le reazioni a caldo sono state piuttosto negative (anche il sottoscritto non l’ha presa bene), perché Metroid Prime manca da ormai troppi anni. Ha saltato una generazione di console e a questo punto chissà quando lo potremo vedere su Switch. Soltanto l’ottimo Metroid: Samus Returns per 3DS ha parzialmente lenito un’attesa che dura da ormai oltre una decade, visto e considerato che Metroid Prime 3: Corruption è uscito nel 2007 su Wii. La saga di Samus Aran non è la prima volta che si ripresenta sul mercato a distanza di decenni. Tale lasso di tempo passò per esempio dal lancio di Super Metroid a quello di Metroid Fusion per Gameboy Advance. A tutto questo però c’è un “ma”… E non con un’accezione necessariamente negativa.

Ciò che mi ha colpito nel video, dove compariva proprio Shinya Takahashi ad annunciare il reset del gioco, è il tono di scuse quasi costernato nei confronti dei fan, sapendo che ci sarebbero rimasti parecchio male. Di questi tempi infatti, vedere un’azienda che ci mette il faccione non è cosa di tutti i giorni. Nintendo è sempre stata differente in tutto, anche nella comunicazione e nella gestione del “proprio” mercato. E conosce molto bene i suoi appassionati e cosa si aspettano. Avrebbe potuto fregarsene e lanciare comunque un Metroid Prime 4 incompleto, insoddisfacente e non all’altezza dei predecessori, facendo contenti i fan di Samus Aran e pensando solo al profitto. Invece no; in sede di sviluppo l’azienda di Kyoto non ha ritenuto il progetto conforme a quelli che sono i suoi standard e ha deciso di ripartire da zero, con conseguenti perdite in termini di tempo, denaro e incazzature degli appassionati stessi.

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Metroid prime 4
Cambierà anche il logo…?

A mente più fredda e lucida, verrebbe da dire “grazie al cielo” che esistano ancora sviluppatori come Nintendo che se ne fregano di produrre titoli a cadenza annuale solo per fare mero profitto, a discapito della qualità. Un atteggiamento che, da aficionados Nintendo praticamente da sempre, mi riempie il cuore. Dovrò aspettare magari altri 2-3 anni per poter mettere le mani su Metroid Prime 4? Poco male, perlomeno avrò la certezza di giocare un titolo perfezionato e all’altezza dei precedenti, esattamente come Nintendo e Retro Studios lo vogliono. E non è poco.

Nintendo sa bene come gestire le sue IP più importanti, da sempre. A volte ci fa attendere anni e anni, persino decadi, ma quando poi ti mostra uno Zelda, un Mario o un Metroid splendidi splendenti, te ne fai una ragione e comprendi che la pazienza che hai avuto è stata ampiamente ripagata da un ennesimo capolavoro. Qualcuno già vocifera che per “risarcire” in qualche modo i fan, Nintendo potrebbe pubblicare la Metroid Prime Trilogy apparsa su Wii qualche anno fa contenente tutti i tre Prime disponibili sul mercato. Staremo a vedere.

Nintendo o la si ama o la si odia proprio per questa sua “difference”, che la contraddistingue da sempre. Fate con calma ragazzi, io voglio giocare a un Metroid Prime 4 che sappia di capolavoro.

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