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Notizie in VetrinaTop e classificheNintendo

Quando il Natale va storto: i 10 peggiori giochi a tema natalizio

Il Natale porta gioia, regali, abbuffate, commedie in TV...ma noi vogliamo videgiochi! Quindi eccoti 10 titoli natalizi da evitare come la peste

Redazione 6 giorni fa Commenta! 17
 

Il Natale è uno di quei momenti dell’anno in cui l’intrattenimento non perde occasione per farsi notare. Film, serie TV, libri e speciali a tema invadono palinsesti e cataloghi, riproponendo ogni volta gli stessi rituali: commedie stagionali, classici ripescati dal passato e maratone che ormai fanno parte della tradizione tanto quanto l’albero e i regali.

Contenuti
Natale e videogiochiThe Grinch – PlayStation – Anno di uscita 2000Terror in Christmas Town – PC – Anno di uscita 1995Elf the Movie – Game Boy Advance – Anno di uscita 2004Christmas Country – Philips CD-I – Anno di uscita 1996The Santa Clause 3: The Escape Clause – Game Boy Advance – Anno di uscita 2006Official Father Christmas – Commodore 64 – Anno di uscita 1989Rudolph the Red-Nosed Reindeer – Wii – Anno di uscita 2010Attack of the Mutants Artificial Trees – PC (Flashplayer) – Anno di uscita 2004Santa Claus Saves the Hearth – PlayStation e Game Boy Advance – Anno di uscita 2002Elf Bowling – Nintendo DS e Game Boy Advance – Anno di uscita 2005Quando il Natale incontra i videogiochi… e va stortoTi potrebbe interessare

Anche il mondo dei videogiochi prova a inserirsi in questo clima, ma con risultati molto meno convincenti. Se eventi temporanei e contenuti speciali funzionano, i titoli interamente dedicati al Natale sono pochi e spesso poco ispirati, prodotti più per sfruttare il periodo che per lasciare davvero il segno.

Natale e videogiochi

I videogiochi natalizi esistono, ma nella maggior parte dei casi rappresentano esempi di design frettoloso e idee poco riuscite. Non si parla di semplici livelli a tema o DLC stagionali, ma di giochi costruiti interamente attorno al Natale, con tutto ciò che ne consegue.

In questo articolo abbiamo raccolto 10 videogiochi natalizi che difficilmente qualcuno ricorda con affetto. Titoli che, se vi sono capitati sotto l’albero negli anni passati, raccontano una storia ben precisa. E non è quella di un Natale particolarmente fortunato.

Qui non troverete eventi speciali o cameo a tema: solo giochi pensati esclusivamente per il periodo natalizio. Se pensavate che il Natale fosse sempre sinonimo di buoni sentimenti, questa lista potrebbe farvi cambiare idea.

The Grinch – PlayStation – Anno di uscita 2000

Natale

Ispirato al celebre film con Jim Carrey, The Grinch su PlayStation riesce quasi a sembrare il titolo più dignitoso dell’intera selezione, il che dice molto sul livello generale. Parliamo di un platform 3D che prova a seguire la scia di giochi come Spyro the Dragon, ma senza mai avvicinarsi davvero a quel tipo di qualità.

Si controlla il Grinch mentre svolge attività ripetitive e poco sensate: recuperare oggetti, sabotare regali e infastidire i personaggi non giocanti sparsi nei livelli. Tutto funziona, tecnicamente, ma senza mai brillare.

Grafica anonima, gameplay piatto e comparto sonoro dimenticabile rendono l’esperienza prevedibile e stancante dopo poco. Non sorprende che all’epoca molte recensioni parlassero di un gioco frustrante e poco ispirato. Un titolo che esiste, fa il suo dovere minimo e poi sparisce dalla memoria, proprio come certi regali che finiscono in fondo all’armadio il giorno dopo Natale.

Terror in Christmas Town – PC – Anno di uscita 1995

Natale

Negli anni ’90 Doom è diventato il terreno di gioco preferito per chiunque volesse sperimentare con mod e conversioni totali. Da lì sono nati progetti di ogni tipo, alcuni curiosi, altri completamente fuori controllo. Terror in Christmas Town rientra senza problemi nella seconda categoria.

L’idea di base è semplice: prendere Doom, togliere demoni e inferni e rivestire tutto di decorazioni natalizie. I nemici diventano animali artici, le armi sparano effetti improbabili e al posto della violenza classica ci si ritrova con avversari che si trasformano in pupazzi di neve.

Il problema è che il concept, già fragile, viene accompagnato da una realizzazione poverissima. Niente colonna sonora, effetti sonori ridotti al minimo e un’atmosfera piatta che riesce nell’impresa di rendere noioso persino Doom. Un’occasione sprecata che dimostra come cambiare skin a un gioco leggendario non basti a renderlo interessante, nemmeno a Natale.

Elf the Movie – Game Boy Advance – Anno di uscita 2004

I film natalizi sono una certezza assoluta. Ogni anno tornano puntuali, tra grandi classici diventati tradizione e titoli più leggeri pensati per accompagnare pranzi infiniti e divani occupati per ore. Da Una poltrona per due a Mamma ho perso l’aereo, passando per Miracolo sulla 34ª strada, il Natale al cinema segue regole ben precise.

Tra questi rientra anche Elf, commedia che racconta la storia di un umano cresciuto tra gli elfi di Babbo Natale. Un film semplice, dichiaratamente natalizio, costruito per intrattenere senza troppe pretese e strappare qualche sorriso.

Il problema arriva quando, nel 2004, qualcuno decide che Elf debba diventare anche un videogioco. La versione per Game Boy Advance riesce nell’impresa di distinguersi per i motivi sbagliati: gameplay elementare, scelte di design discutibili e un’esperienza che ha fatto storia più per le critiche che per i meriti. Una delle recensioni più citate lo definisce senza mezzi termini come uno dei peggiori giochi mai usciti sulla piattaforma. E a quel punto non serve aggiungere altro.

Christmas Country – Philips CD-I – Anno di uscita 1996

Natale

Il Philips CD-i è una di quelle console che anche i giocatori più esperti ricordano a malapena, e non senza motivo. È diventata celebre soprattutto per due cose: la mancata collaborazione tra Nintendo e Sony, che finì per favorire Philips, e una libreria di giochi talmente disastrosa da trasformarsi, col tempo, in una miniera di meme.

Nonostante la presenza di franchise storici come Zelda e Mario, il CD-i non è mai riuscito a offrire un singolo titolo davvero convincente. Un fallimento su tutta la linea che, curiosamente, non ha impedito a qualcuno di comprarlo, specialmente nei Paesi Bassi.

Ed è proprio lì che la Creative Multimedia decide di pubblicare Christmas Country, un gioco natalizio che prova a imitare Super Mario senza comprenderne minimamente il funzionamento. Al posto dell’idraulico c’è un elfo, al posto del divertimento ci sono controlli imprecisi, animazioni rigide e una colonna sonora praticamente inesistente.

Il risultato è un clone povero sotto ogni aspetto, simbolo perfetto di cosa fosse il Philips CD-i: una console capace di trasformare anche le idee più semplici in esperienze da dimenticare in fretta.

The Santa Clause 3: The Escape Clause – Game Boy Advance – Anno di uscita 2006

Natale

Chiariamo subito: Santa Clause è davvero il titolo del gioco, e sì, è basato sulla celebre saga cinematografica con Tim Allen, popolarissima negli Stati Uniti. In Italia il volto di Allen è noto soprattutto per la trilogia di Santa Clause e per la sitcom Quell’uragano di papà, trasmessa in Rai negli anni ’90.

Il film racconta una premessa volutamente assurda: il personaggio interpretato da Tim Allen provoca accidentalmente la morte di Babbo Natale e si ritrova costretto a prenderne il posto. La saga conta tre film, ma solo l’ultimo ha ricevuto una trasposizione videoludica.

Il gioco, uscito in esclusiva su Game Boy Advance, è un platform in cui si controlla Santa Clause alle prese con Jack Frost, alternando combattimenti, consegna dei regali e intermezzi discutibili come il recupero di latte e biscotti. Sulla carta suona anche curioso, pad alla mano diventa un’esperienza lenta, ripetitiva e inutilmente lunga.

Un titolo che sfrutta il nome del film senza offrire idee interessanti o un gameplay degno di nota. Più che un gioco natalizio, una prova di pazienza che si può tranquillamente evitare.

Official Father Christmas – Commodore 64 – Anno di uscita 1989

Natale

Il titolo più datato di questa rassegna di videogiochi natalizi discutibili è Official Father Christmas, un nome che già di per sé solleva più domande che curiosità. “Official” rispetto a cosa, esattamente, resta un mistero che il gioco non si prende la briga di chiarire.

La struttura è divisa in tre fasi principali. Nella prima si controlla Babbo Natale alle prese con il recupero dei pezzi della slitta, smontata da ignoti. A rendere il tutto più surreale ci pensano gli elfi, che invece di aiutare fanno di tutto per ostacolare il giocatore.

Una volta rimessa in sesto la slitta, si passa alla raccolta dei regali e solo nell’ultima parte si arriva finalmente alla distribuzione dei doni. Un’idea che sulla carta segue la logica del Natale, ma che pad alla mano si traduce in un’esperienza ripetitiva, lenta e poco stimolante.

Un gioco che oggi ha valore solo come curiosità storica. Per i bambini cattivi esisteva il carbone; qui, invece, la vera punizione sarebbe stata ricevere Official Father Christmas e doverci giocare per un anno intero.

Rudolph the Red-Nosed Reindeer – Wii – Anno di uscita 2010

Natale

La Nintendo Wii è una console che divide: c’è chi la ricorda con affetto e chi preferisce dimenticarla. Di certo è stata la regina dei party game, soprattutto in Europa, dove ha visto uscire oltre 1200 giochi fisici. Con numeri del genere, era inevitabile imbattersi anche in qualche titolo natalizio… e non nel senso buono.

Rudolph the Red-Nosed Reindeer è il classico esempio di gioco etichettato come “per bambini”, formula spesso usata per giustificare meccaniche semplicistiche e una qualità generale piuttosto bassa. Un prodotto pensato più per finire sotto l’albero che per essere realmente giocato.

Il gioco prende spunto dalla renna più famosa di Babbo Natale e propone una serie di mini-giochi a tema natalizio: preparazione dei regali, consegna nei camini e poco altro. Il tutto è gestito da controlli imprecisi e idee ripetute fino allo sfinimento.

A rendere il quadro ancora più desolante ci pensa un dettaglio non da poco: secondo IGN, la modalità storia può essere completata in circa 10 minuti. Un tempo ridicolo anche per gli standard dei party game più superficiali. Un titolo dimenticabile, utile solo come esempio di quanto facilmente il Natale sia stato usato come pretesto per riempire scaffali.

Meno giochi così, più articoli da leggere: almeno qui il tempo è speso meglio

Attack of the Mutants Artificial Trees – PC (Flashplayer) – Anno di uscita 2004

Natale

Negli Stati Uniti esiste davvero la National Christmas Tree Association, un’organizzazione nata per promuovere l’uso degli alberi di Natale veri e contrastare quelli artificiali. Una realtà autentica, per quanto possa sembrare surreale.

Nel 2004, l’associazione decide di puntare su qualcosa di più moderno per attirare attenzione e consensi, scegliendo una strada quantomeno discutibile: un gioco in Flash pensato per colpire simbolicamente gli alberi di Natale sintetici.

Nasce così Attack of the Mutants Artificial Trees, una sorta di “acchiappa la talpa” in cui il giocatore deve eliminare alberi robotizzati. Un’idea che funziona giusto per pochi istanti, prima di diventare ripetitiva e irritante. Il fatto che fosse free to play non bastava certo a renderlo interessante.

Oggi il gioco risulta introvabile, probabilmente non per caso. Dopo la sua pubblicazione, infatti, diversi rivenditori di alberi artificiali protestarono apertamente contro la NCTA, accusandola di una comunicazione tutt’altro che amichevole. Un esperimento finito male, che dimostra come trasformare una battaglia commerciale in un videogioco natalizio possa facilmente ritorcersi contro chi ha avuto l’idea.

Santa Claus Saves the Hearth – PlayStation e Game Boy Advance – Anno di uscita 2002

Natale

In questa carrellata non poteva mancare un platform con ambizioni da Metroidvania, ed ecco quindi Santa Claus Saves the Hearth, un titolo che sembra esistere più per riempire uno scaffale che per reale necessità.

La trama mette in scena una strega malvagia, Nilam, che lancia un incantesimo su Babbo Natale poco prima della notte più importante dell’anno. Il giocatore veste i panni di Santa e deve fuggire da una serie di labirinti pieni di ostacoli e nemici.

Sulla carta l’idea prova a sembrare strutturata, ma pad alla mano emergono subito i problemi: gameplay lento, controlli poco reattivi e una colonna sonora talmente fastidiosa da distrarre più che accompagnare l’azione. A peggiorare il tutto, l’assenza totale di checkpoint, che costringe a ricominciare interi livelli dopo ogni errore.

Il risultato è un gioco frustrante, punitivo e privo di ritmo, che utilizza il Natale solo come pretesto estetico. Santa Claus Saves the Hearth riesce nell’impresa di rendere sgradevole perfino l’idea di salvare il Natale. E questo dice già tutto.

Elf Bowling – Nintendo DS e Game Boy Advance – Anno di uscita 2005

Natale

Chiudiamo questa rassegna di videogiochi natalizi improbabili con uno dei casi più assurdi mai finiti sotto un albero: Elf Bowling. L’idea è tanto semplice quanto inspiegabile: elfi natalizi in mutande usati come palle da bowling, lanciati contro altri elfi che fungono da birilli.

Nato su PC nel 1998, il gioco ha avuto un successo tale da generare una vera e propria saga, con numerosi capitoli praticamente identici tra loro. Qualcuno ha persino pensato di raccogliere i primi episodi in un bundle pubblicato su Nintendo DS e Game Boy Advance, nel tentativo di riesumare il concetto anche su console portatili.

Il gameplay non va oltre l’idea iniziale: si lancia, si colpisce, si ripete. Nessuna evoluzione, nessuna variazione significativa. E sì, il “premio” visivo resta lo stesso: elfi che finiscono a terra mostrando più del dovuto. Come se non bastasse, Elf Bowling è riuscito anche ad avere un film dedicato, dettaglio che rende l’intera operazione ancora più surreale.

Un concetto che fatica a reggere come videogioco e che diventa quasi mistico se si pensa a una trasposizione animata. Ma d’altronde è Natale: periodo in cui anche le idee peggiori trovano spazio.

Quando il Natale incontra i videogiochi… e va storto

Con questo tuffo nel lato più bizzarro e dimenticabile dei videogiochi natalizi, possiamo dire di aver visto davvero di tutto: idee pigre, licenze sprecate e titoli nati solo per sfruttare il periodo delle feste. Se pensavi che il Natale fosse sinonimo solo di buoni sentimenti e grandi classici, ora sai che anche sotto l’albero si può nascondere qualche incubo videoludico.

Per altre classifiche improbabili, approfondimenti sul mondo gaming e articoli che non si prendono troppo sul serio, seguici su Instagram: trovi aggiornamenti, curiosità e contenuti extra direttamente dalla redazione di iCrewPlay. Il Natale passa, i giochi brutti restano… ma almeno possiamo riderci sopra insieme.

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