Resident Evil è sicuramente il massimo esponente quando si parla di Horror. Tuttavia non è stato il primo ad introdurre questo genere nel mercato videoludico, prima di Resident Evil ci provarono Alone in the Dark e Clock Tower sempre ideati dalla grande CapCom. E’ innegabile però che il genere ha ottenuto grande rilevanza con Resident Evil.

Il primo Resident Evil nacque nel lontano 1996, su Playstation One e si presentò da subito con scene violente e di terrore. Gli ingredienti furono tanto semplici quanto vincenti: ambientazione di un classifico film Horror, una villa tetra abbandonata situata in Raccoon City e zombi affamati di carne fresca.

L’introduzione a Resident Evil fu un vero e proprio passo evolutivo per quei tempi, le intere scene furono girate con attori veri.

Le vicende di Resident Evil raccontano della squadra S.T.A.R.S assoldata per cercare di ritrovare alcuni componenti del team “Bravo” scomparsi in quello stesso anno. La trama, tra intrecci e colpi di terrore, ci porterà inevitabilmente a scontrarci con una villa abbandonata ma che in realtà cela un grande segreto: viene usata come nascondiglio per esperimenti creati dalla Umbrella Corporation, industria a livello mondiale che si occupa appunto di biotecnologia.

L’Umbrella Corporation fu fondata nel 1968 da Lord Ozwell E. Spencer, un uomo discendente dalla Famiglia Reale Britannica. Il Dr. James Marcus e Lord Edward Ashford furono anch’essi coinvolti nella sua fondazione, ma fu Spencer la vera mente ideatrice della società, mentre Marcus e Ashford erano più interessati ai potenziali utilizzi del Virus Progenitore, un nuovo tipo di virus che i tre uomini avevano scoperto di recente.

Quando Edward Ashford morì per un incidente con il virus nel 1968, Spencer fu capace di tenere lontano Marcus dalla guida della società mentre egli l’avrebbe guidata per oltre trent’anni. Presto la Umbrella ricevette molti strumenti per le ricerche, e cominciò molti studi su varie armi biologiche e virus quali – Virus T, Nemesis parasite e altri – ma fu il centro di ricerche di Arklay nei pressi di Raccoon City che divenne il più famoso, assieme al vicino centro di addestramento personale di Arklay, che era utilizzato per l’addestramento del personale dell’Umbrella e inoltre conteneva le installazioni di laboratorio. Comunque fu scoperto dal ricercatore Albert Wesker che il potenziale militare del virus T non sarebbe mai venuto fuori a causa dei costi di ricerca e sviluppo, e che il centro di Arklay sembrava posto deliberatamente in un’area dove ogni perdita avrebbe causato un’incontrollabile esplosione.

In Spencer crebbe col tempo una certa diffidenza verso Marcus, ed era preoccupato che lo scienziato, che aveva ultimamente iniziato a fare un passo indietro con i suoi progetti di ricerca, potesse mettere in pericolo la sua posizione di figura chiave della Umbrella. Spencer programmò il suo assassinio assieme a Wesker e William Birkin. Birkin infine prese il controllo delle sue ricerche.

Il motivo del suo successo
Il successo mondiale di Resident Evil è senz’altro dovuto ai “limiti” grafici di quegli anni. Infatti, nonostante i fondali furono disegnati interamente a mano, la tensione che si cela dietro ad ogni “passaggio” tra una scena e “l’altra” uniti ai tempi di caricamento fanno ad oggi, un vero e proprio horror da vivere. La sensazione di inquietudine, la paura di rimanere costantemente senza né armi né munizioni ti fa procedere con cautela e ti spingerà a viverti ogni singolo poligono della storia.

Come personaggi di spessore troviamo Chris Redfield e Jill Valentine facenti parte della squadra Alpha. Il titolo è caratterizzato da una mole di lavoro non indifferente. La storia di base è interessante, corposa e contorta. Con il tempo ci porterà ad affezionarci ad ogni componente della squadra S.T.A.R.S e ad immedesimarci ad ogni singolo personaggio vivere le loro paure e le loro ansie. La giusta introduzione di enigmi uniti ai caricamenti della schermata fanno di Resident Evil un gioco longevo e di interessante durata. Sopravviere è la parola cardine di questo titolo, dove ogni singolo zombi man mano diventa sempre più ostico e ci fa sobbalzare dalla sedia più volte.

L’enorme successo di Resident Evil porterà CapCom a pubblicare una versione Director’s Cut nel 1997 e ben due remake in esclusiva per GameCube nel 2002, e poi per diverse piattaforme nel 2014 con una nuova grafica ed un nuovo doppiaggio e altri cambiamenti significativi.

…Continua…