E’ lui il vincitore dell’ambito Premio Nobel per la Letteratura 2017: Kazuo Ishiguro. Scopriamo i suoi libri più intensi e consigliati…

Scopriamo, appunto, come con le sue “novelle di grande forza emozionale ha scoperto l’abisso sotto il nostro illusorio senso di connessione con il mondo”.

Queste le parole contenute nella motivazione ufficiale con cui l’Accademia di Svezia ha infine assegnato il premio Nobel per la letteratura a Kazuo Ishiguro.

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Lo scrittore – in un’intervista – ha tenuto a fare una precisazione. Affermando che un premio come questo “arriva in un momento in cui il mondo è incerto sui suoi valori, sulla sua leadership e sulla sua sicurezza”.

Lo stile di Ishiguro

E’ uno stile che ricorda Jane Austen, con un tono alla Kafka, cui aggiungerei un tocco di Proust.

Nei suoi racconti, lo scrittore fissa le speranze e le paure di antieroi spesso incapaci di fare davvero i conti con la realtà, quindi costretti a sopravvivere aggrappandosi ai ricordi poiché c’è sempre l’inquietante proiezione del cupo presente. Ecco il tocco kafkiano, sempre ingentilito da “un’arguzia di matrice austeniana”. Dalla Austen ha, infatti, appreso che in ogni storia raccontata va messo in evidenza il lato ridicolo così da ribaltare e reagire agli eventi tragici del presente. Apre così al lettore la prospettiva di un “happy end” possibile. A patto di battersi per ottenerlo grazie alla propria forza di volontà.

Tra romanzi più importanti di Kazuo Ishiguro vi sono:
  1. “Quel che resta del giorno” (The Remains of the Day, 1989)

La prima settimana di libertà dell’irreprensibile maggiordomo inglese Stevens diventa occasione per ripensare la propria vita spesa al servizio di un gentiluomo moralmente discutibile. Stevens ha attraversato l’esistenza spinto da un unico ideale: quello di rispettare una certa tradizione e di difenderla a dispetto degli altri e del tempo. Ma il viaggio in automobile verso la Cornovaglia lo costringe ben presto a rivedere il suo passato, tra dubbi e ricordi dolorosi. Si può cambiare improvvisamente vita e ricominciare daccapo? Da questo romanzo di Ishiguro, vincitore del prestigioso Booker Prize, nel 1993 il regista americano James Ivory ha tratto un famoso film con Anthony Hopkins ed Emma Thompson.

2. “Notturni. Cinque storie di musica e crepuscolo” (Nocturnes. Five Stories of Music and Nightfall, 2009)”

Il “notturno” in musica è una composizione di carattere lirico e melodico, veicolo di atmosfere sognanti e sentimenti ambivalenti, e in senso ampio ispirata alla notte. Nei cinque racconti di questa raccolta prevale l’ambientazione notturna delle scene cardine, la qualità onirica e comunque surreale delle vicende e soprattutto quell’alternanza di toni lievi e toni gravi che contraddistingue anche il genere musicale. Una sinestesia quasi perfetta dunque. Ma con un’importante eccezione: se il rigore della costruzione di parole in Ishiguro assorbe e maschera pressoché del tutto le tempeste della vita, è nel rapporto dei protagonisti di Notturni con la musica che il disagiò si rivela. 

3. “Il gigante sepolto” (The Buried Giant, 2015)

Il leggendario re Artù è morto ormai da qualche tempo ma la pace che egli ha imposto sulla futura Inghilterra, dilaniata per decenni dalla guerra intestina fra sassoni e britanni, seppure incerta, perdura. Nella dimora buia e angusta di Axl e Beatrice, tuttavia, non vi è pace possibile. La coppia di anziani coniugi britanni è afflitta da un arcano tormento: una sorta di inspiegabile amnesia che priva i due di una storia condivisa. A causarla pare essere una strana nebbia dilagante che, villaggio dopo villaggio, avvolge indistintamente tutte le popolazioni. Axl e Beatrice ricordano di aver avuto un figlio, ma non sanno più dove si trovi, né che cosa li abbia separati da lui. Non possono indugiare oltre: a dispetto della vecchiaia e dei pericoli devono mettersi in viaggio e scoprire l’origine della nebbia incantata, prima che la memoria di ciò a cui più tengono sia perduta per sempre. 

4. Non lasciarmi” (Never Let Me Go, 2005)

Kathy, Tommy e Ruth vivono in un collegio, Hailsham, immerso nella campagna inglese. Non hanno genitori, ma non sono neppure orfani, e crescono insieme ai compagni, accuditi da un gruppo di tutori, che si occupano della loro educazione. Fin dalla più tenera età nasce fra i tre bambini una grande amicizia. Una delle responsabili del collegio, che i bambini chiamano semplicemente Madame, si comporta in modo strano con i piccoli. Cosa ne sarà di loro in futuro? Non lasciarmi è prima di tutto una grande storia d’amore. È anche un romanzo politico e visionario, dove viene messa in scena un’utopia al rovescio che non vorremmo mai vedere realizzata. 

5. “Un artista del mondo fluttuante” (An Artist of the Floating World, 2006) 

Ono, narratore e protagonista della vicenda, è stato in gioventù un pittore famoso, ma al mondo estetizzante dell’arte per l’arte aveva preferito quello più concreto del dovere verso la patria, legando così la sua sorte a quella del nascente nazionalismo giapponese. Nel dopoguerra, però tutto è cambiato. Ono ripercorre con un senso di incredulità e incertezza le tappe della sua vita, mentre nel romanzo si intrecciano i temi che lo hanno segnato: l’arte, la politica, l’ambizione, l’incomprensione tra generazioni.

Curiosi di leggerne qualcuno? o di scoprire i film da cui sono tratti?