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	Commenti a: Il trionfo di The Last of Us Parte 2? Un GOTY immeritato	</title>
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		Di: Emiliano Darone		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Emiliano Darone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Dec 2020 10:58:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Rispetto al 100% la tua opinione, come è giusto che sia, ma mi permetto di dirti che, con ogni probabilità non hai capito il gioco e lo hai interpretato male.

Non hai capito il gioco perché The Last of Us Part II NON E&#039; un gioco sulla vendetta, ma sulla redenzione e sul perdono dei protagonisti (si, sia Ellie che Abby) e quella della vendetta è solo uno strumento narrativo utilizzato da Neill Druckmann per arrivare ad espandere a dovere quello che voleva dire attraverso il gioco. Fraintendere questo aspetto, secondo me, vuol dire fraintendere gran parte dell&#039;aspetto narrativo del titolo.

Lo hai interpretato male perché, come hai confessato, lo hai giocato a livello normale. E&#039; lo stesso errore che feci io con il primo capitolo, che pur avendolo adorato, non mi ha permesso di comprenderlo al 100% anche dal punto di vista del gameplay. 
The Last of Us Part II DEVE essere giocato a livello sopravvissuto, quantomeno nelle opzioni riguardanti la disponibilità delle risorse e l&#039;aggressività dei nemici; questo cambia completamente la prospettiva obbligandoti a pianificare ogni singola mossa e, tutt&#039;altro che raramente, improvvisare nella maniera più efficace possibile. Tutto questo, a livello normale, non risulta possibile e il rischio è proprio quello di non apprezzarne la profondità.
Il fatto che sia stato pensato a livello &quot;normale&quot; è per via del fatto che deve anche essere un gioco popolare, ma se ad esempio Dark Souls avesse previsto la possibilità di scegliere il livello di difficoltà, sarebbe diventato il gioco che tutti conosciamo?

Tutto questo, ovviamente, IMHO.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rispetto al 100% la tua opinione, come è giusto che sia, ma mi permetto di dirti che, con ogni probabilità non hai capito il gioco e lo hai interpretato male.</p>
<p>Non hai capito il gioco perché The Last of Us Part II NON E&#8217; un gioco sulla vendetta, ma sulla redenzione e sul perdono dei protagonisti (si, sia Ellie che Abby) e quella della vendetta è solo uno strumento narrativo utilizzato da Neill Druckmann per arrivare ad espandere a dovere quello che voleva dire attraverso il gioco. Fraintendere questo aspetto, secondo me, vuol dire fraintendere gran parte dell&#8217;aspetto narrativo del titolo.</p>
<p>Lo hai interpretato male perché, come hai confessato, lo hai giocato a livello normale. E&#8217; lo stesso errore che feci io con il primo capitolo, che pur avendolo adorato, non mi ha permesso di comprenderlo al 100% anche dal punto di vista del gameplay.<br />
The Last of Us Part II DEVE essere giocato a livello sopravvissuto, quantomeno nelle opzioni riguardanti la disponibilità delle risorse e l&#8217;aggressività dei nemici; questo cambia completamente la prospettiva obbligandoti a pianificare ogni singola mossa e, tutt&#8217;altro che raramente, improvvisare nella maniera più efficace possibile. Tutto questo, a livello normale, non risulta possibile e il rischio è proprio quello di non apprezzarne la profondità.<br />
Il fatto che sia stato pensato a livello &#8220;normale&#8221; è per via del fatto che deve anche essere un gioco popolare, ma se ad esempio Dark Souls avesse previsto la possibilità di scegliere il livello di difficoltà, sarebbe diventato il gioco che tutti conosciamo?</p>
<p>Tutto questo, ovviamente, IMHO.</p>
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