Quale modello di sviluppo economico seguono gli editori di videogame

Come il mondo dei videogiochi genera le proprie entrate

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Quando il primo videogioco al mondo, Tennis for Two, venne presentato ad una fiera della scienza nel 1958, il pubblico ne rimase subito affascinato; fu la nascita di qualcosa di speciale. Partendo dagli anni ’60 in poi, i videogiochi hanno giovato dei progressi tecnologici fino a diventare un’industria da oltre 100 miliardi di dollari. Dagli arcade cabinati per le sale giochi, passando per le console casalinghe, fino ad arrivare ai moderni smartphone con cui trascorrere il tempo giocando a Tetris, a roulette77.it o all’ultimo sofisticato titolo manageriale di calcio, il mondo del gaming si è molto evoluto.

In che modo i videogiochi generano fatturato?

I videogiochi hanno visto per la prima volta un successo commerciale su larga scala negli anni ’80, in quella che alcuni definiscono “l’età d’oro degli arcade”. L’economia in questo settore iniziò a marginare grazie ai grandi classici come Pac-man e Space Invaders, che furono in grado di raccogliere ingenti somme di denaro una moneta alla volta. Oggi esistono due principali modelli di entrate che gli editori di videogiochi seguono: il modello tradizionale pay-to-play (P2P) e il modello più recente free-to-play (F2P). Il modello P2P è stato per buona parte della storia contemporanea l’opzione ideale per il successo. Lo sviluppatore sostiene dei costi per produrre i suoi giochi, questi vengono venduti ai consumatori così da realizzare un profitto. Invece con il modello F2P i giocatori non devono sostenere alcuna spesa per avere il gioco; lo sviluppatore distribuisce gratuitamente i propri prodotti correndo il rischio di non recuperarne mai i costi. Vediamo come vengono maturati i guadagni.

Il potere della spesa discrezionale

I giochi F2P oggi rappresentato l’82% delle entrate di settore con un trend in continua crescita. Franchise F2P come League of Legends, Arena of Valor, Clash of Clans, Candy Crush Saga, Fortnite e Clash Royale ad esempio, non usano il modello pay-to-play per generare entrate; nonostante ciò gli sviluppatori sono stati in grado di incassare oltre un miliardo di dollari di entrate totali. Questi tipi di giochi sono spesso pubblicati per PC o smartphone (la maggior parte delle persone ne possiede almeno uno), la loro accessibilità diventa un vantaggio fondamentale, soprattutto in paesi come la Cina dove molte console sono state bandite in passato. Senza denaro pagato in anticipo, gli sviluppatori devono creare incentivi convincenti affinché i giocatori spendano volontariamente i propri soldi. League of Legends, uno dei videogiochi più popolari al mondo, è ampiamente considerato un pioniere di successo in questo senso. Quando gli sviluppatori della Riot Games scelsero il modello F2P per il proprio gioco, la principale fonte di entrate era la vendita di articoli chiamati “skin dei personaggi”. Marc Merrill, co-fondatore di Riot Games, dice: “In parte, ciò che incentiva la gente a spendere per il gioco, deriva dalla sua longevità: League of Legends è entrato nel suo 11° anno di vita. Piuttosto che rilasciare un nuovo titolo, lo sviluppatore apporta continui miglioramenti al gioco esistente, con ogni iterazione chiamata “nuova stagione”. Se un gioco P2P tradizionale rappresenta un film, League of Legends può essere quindi considerato un programma televisivo di lunga durata. È chiaro che il modello F2P sarà il motore principale per la crescita futura. Tuttavia i giochi P2P tradizionali, che ora vengono chiamati “giochi premium”, hanno ancora dei punti a favore. Questi titoli sono spesso associati a un livello di qualità più elevato per il quale le persone sono felici di pagare.

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