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Voto

Pagan-Online

- La recensione

Mad Head Games confeziona un hack 'n' slash Diablolike in early access con buone idee ma sviluppate male quasi sotto ogni punto di vista. Senza infamia né lode

Mad Head Games confeziona un hack 'n' slash Diablolike in early access con buone idee ma sviluppate male quasi sotto ogni punto di vista. Senza infamia e senza lode però riesce anche a tratti a divertire il giocatore-

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In questi giorni abbiamo avuto l’occasione di giocare a Pagan Online, il nuovo action RPG isometrico finanziato dai creatori dell’acclamato World of Tanks e sviluppato da Mad Head Games. È lecito pensare che, data l’esperienza dell’editore con i free to play, allora lo sia anche questo titolo che cerca di ricalcare le orme di Diablo. Invece, si è optato per un gioco venduto a prezzo budget che tuttavia resterà qualche tempo in Early Access su Steam. Gli hack ‘n’ slash, si sa, non sono mai passati di moda e fa sempre piacere poter giocare a un nuovo esponente del genere; il problema è che ormai si è già visto un po’ tutto. In questi termini, Pagan Online si presenta infatti come un gioco di ruolo davvero canonico, che non cerca originalità nelle meccaniche. Tuttavia, ciò non significa che il gameplay non sia solido e divertente, anzi, la varietà di guerrieri fra cui scegliere, equipaggiamento da costruire e raccogliere, abilità da sbloccare, livelli da esplorare e tipologie di nemici da eliminare è decisamente il punto forte dell’opera. Dobbiamo però sottolineare fin da subito che, nonostante la parola Online nel nome, non ho provato il multigiocatore cooperativo perché semplicemente non ancora disponibile.

Il conflitto senza fine

Pagan Online s’appropria di un pretesto narrativo tradizionalissimo per giustificare tutte le mattanze che ne compongono l’intercapedine ludica: l’eterno conflitto tra luce e oscurità. Una tematica di forte impatto, per quanto logora, perfettamente funzionale a descrivere gli eventi in maniera semplice e chiara. Il mondo è invaso da forze demoniache che preannunciano l’inizio di un conflitto di grandissime proporzioni. Le divinità del Pantheon (Dabog, Veles, Perun e Morana, figure realmente venerate dagli antichi popoli slavi) sono scomparse e l’equilibrio è precario: senza di esse il creato è destinato a sbriciolarsi sotto il passo tonante delle armate delle tenebre, a meno che un prescelto non sia incaricato di ritrovare gli dei smarriti e porre fine al conflitto. Inutile precisarlo, l’eroe saremo proprio noi.

Facile intercettare in queste semplici premesse i tanti rimandi alla mitologia di Diablo, anch’essa interamente popolata da figure realmente esistenti, che tuttavia prendono ispirazione dalla mitologia cristiana. Le somiglianze sono però molto più profonde e partono dallo stile dei nemici, luoghi ed eroi esteticamente simili a Diablo III e Warcraft, senza però raggiungerne le vette di caratterizzazione, fino a giungere a passaggi del plot che paiono esser stati ricalcati quasi pedissequamente dal terzo episodio della serie action RPG di Blizzard. C’è un enorme Re Scheletro divenuto folle e di cui dovremo recuperare dei pezzi della corona, un’oasi nel deserto dove vive un re dell’inganno (ricordate Belial?) oppure un malvagio colosso conosciuto come Primeval, assonante con Prime Evil (Primo Maligno), il modo in cui veniva soprannominato Diablo. Davanti ad alcuni avvenimenti che paiono parodizzare le vicende di Diablo III è difficile non rimanere incerti: perché se l’ambientazione attinge dai miti e dalla cultura slava, il copione così vicino a quello del gioco di Blizzard tende ad affievolire la spinta di novità fornita da un contesto così poco battuto. Nonostante le evidenti similitudini con il capolavoro di Blizzard, il sistema di gameplay di Pagan Online non ricalca quello di Diablo. Il giocatore si troverà catapultato in arene circoscritte e decisamente piccole, in cui dovrà affrontare ondate di nemici, finiti i quali si potrà avanzare all’arena successiva ed eventualmente al boss di turno. Scordati quindi le libere esplorazioni di dungeon sontuosi nei quali perdersi: tutto quello che c’è qui è un susseguirsi di combattimenti.

Otto eroi pronti a salvare il mondo

Pagan Online mette a disposizione ben otto classi di eroi aderenti ad archetipi diversi. Per il primo avvio, tuttavia, è concesso scegliere solo fra tre di essi (non sappiamo se questo cambierà dopo l’early access, ma ci auguriamo di sì). Kingewitch è un erede al trono che ha rifiutato d’indossare la corona per impugnare un’ascia: è il classico berserker focalizzato su abilità melee e sull’attributo forza. Anya, un imbarazzante connubio tra Lollipop Chainsaw e Furia di Darksiders 3, ha invece un passato da accolita in un culto d’orientazione arcana e marziale. Usa la frusta ed esegue incantesimi di magia del sangue. Istok è un monaco-tank pensato per la cooperativa: incapace di infliggere grossi quantitativi di danno, ma dotato di grande difesa. La scelta va fatta accuratamente (vi consigliamo di lasciar perdere Istok, visto che in questa build è assente la co-op), perché in seguito sarà impossibile ritornare sui propri passi e ricominciare con una classe differente. Una volta scelto uno dei tre campioni, nel nostro caso Anya, gli altri due verranno bloccati, così come i restanti cinque che vanno a comporre il roster al completo. Per essere utilizzati nell’avventura dovranno essere sbloccati raccogliendo degli specifici cristalli associati ad ogni tipo d’eroe: cristalli di Kingewitch, di Istok e di qualsiasi altro personaggio presente nel gioco.

Il problema? L’altissimo ammontare di cristalli richiesti a fronte della possibilità di drop. Per intenderci: durante l’avventura ho trovato un numero scarsissimo di queste risorse, solamente una tipologia di missione mi ha permesso di procurarmene qualcuna in più, al prezzo di tediose sessioni di grinding. La scelta di limitare l’accesso alle classi, non solo non ha assolutamente senso nell’ottica di genere, che si fonda proprio sulla varietà di build e personaggi a fronte di un’elevatissima ripetitività strutturale, ma risulta anche offensiva nella sua sfacciataggine. Ci auguriamo che gli sviluppatori rinsaviscano ed eliminino questo grottesco espediente che pare essersi ispirato ai più squallidi sistemi di monetizzazione (e sappiamo che in Pagan Online non dovrebbe esserci nessun tipo di microtransazione).

Gli otto eroi non hanno un sistema di progressione delle abilità: salendo di livello sbloccano degli incantesimi aggiuntivi (al livello 12 hanno tutto il set completo), ma non possono sfruttare build differenti, come invece avviene in praticamente tutti gli action RPG. L’unica maniera per migliorare le abilità è quella di interagire con un NPC che consente di attribuire bonus passivi alle varie skill, i quali modificano il danno inflitto e pochi altri fattori: a dir poco deludente. Gli eroi non godono, peraltro, di uno sviluppo estetico attraverso l’ottenimento di oggetti (solo l’arma impugnata ha un aspetto diverso). Mad Head Games ha provato a “mettere una pezza” con un’idea incomprensibile: skin differenti (e costosissime) che vanno acquisite con gli stessi cristalli utili a sbloccare gli eroi, tuttavia questo finisce inevitabilmente per indispettire tutti quelli che considerano importante l’aspetto estetico del proprio avatar. Davvero, non riesco a giustificare queste scelte, che sono dannose per l’ecosistema di Pagan Online, laddove la personalizzazione del proprio eroe dovrebbe essere il fattore più importante nel percorso di sviluppo.

Sistema di controllo e grafica

Quando ho scoperto mio malgrado che Pagan Online avrebbe sfruttato un sistema di movimento basato sui tasti WASD mi ha pervaso un avvertibile brivido d’inquietudine. È scomodo, complica artificialmente le interazioni (per dire, nel 1996 Diablo l’aveva già capito), soprattutto non è motivato da alcunché. Tra le altre cose, sfruttare WASD rende difficilissimi gli spostamenti diagonali: per colpa di ciò ho dovuto accantonare Anya, un personaggio molto rapido e che necessita di movimenti continui, in favore di una classe mago più statica e “controllabile”. Cosa abbia spinto gli sviluppatori ad abbandonare un control system rodato e funzionante in favore di una soluzione rozza ed altamente inadeguata, forse, non verrà mai rivelato.

Dal punto di vista grafico Pagan Online è bello a vedersi, pur puntando su uno stile leggermente cartoon che potrebbe non piacere. Il gioco è infatti molto colorato nonostante le ambientazioni tetre e arricchito di svariati effetti visivi legati alle magie che lanciamo e ci sono lanciate contro. Modelli 3D e texture sono comunque definiti e gli sviluppatori hanno scelto uno stile sobrio ma comunque apprezzabile. Peccato però per qualche rallentamento di troppo nelle fasi più concitate.

In conclusione

È davvero difficile scorgere qualcosa di positivo nel marasma di problemi: la situazione è tragica, anche considerando che il gioco è in Early Access. Siamo comunque riusciti a cogliere qualche baluginio nella nebulosa creazione di Mad Head Games: le bossfight sono ad esempio congegnate abbastanza bene, e riescono a donare sensazioni piacevoli di sfida e divertimento. L’interfaccia è pulita, funzionale e già perfettamente funzionante, adatta a molte delle esigenze dei giocatori di action RPG. Ecco, forse si dovrebbe far qualcosa per rimuovere la fastidiosissima freccia che indica l’obiettivo (la mappa è quasi lineare, non serve!).
Lo stato dell’early access di Pagan Online è senza mezzi termini disastroso. Non perché il gioco sia piagato da problemi tecnici o bug, anzi, il titolo sembra già prestante. Quel che al titolo di Mad Head Games mancano sono le idee, o meglio, le buone idee, perché quelle impiegate per costruire la struttura e i sistemi sono spesso incomprensibili. Il control system basato su WASD è pessimo, il ritmo della campagna e delle varie missioni è martellato da una malriuscita struttura ad arene, i personaggi non godono di una soddisfacente personalizzazione e per di più vanno sbloccati a seguito di dense sessioni di grinding. Solo con una tabula rasa i ragazzi del team serbo riuscirebbero a risollevare la situazione: una prospettiva che ci sembra quanto mai irrealistica.

  • Commento finale

Grafica accattivante

Abbastanza lungo

6.3

Trama riciclata da Diablo III

Sistema di controllo imbarazzante

Sistema di crafting quasi inesistente

Manca l'online

Longevità 7

Grafica 7

Impatto 5

Sonoro 6.5

Pagan Online è normalissimo un hack ‘n’ slash. Non brilla per originalitàma a tratti diverte. Poiché lo sviluppo è ancora in corso, il feedback dei giocatori sarà fondamentale per definirne il futuro ma già da ora i contenuti non mancano e qualche idea interessante è comunque presente. Se siete fan di questo genere, l’acquisto fin da ora non è affatto sconsigliato e potrebbe tenervi impegnati per ore, magari in attesa del prossimo Warhammer: Chaosbane.
Pagan Online è disponibile in Accesso Anticipato su Steam.

Non sono presenti trofei da sbloccare all’interno del gioco

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