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	<title>Yerba Buena &#8211; iCrewPlay.com</title>
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	<description>Portale di videogiochi, recensioni, speciali, anteprime e news!</description>
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		<title>Yerba Buena, recensione (PlayStation 5)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Aversano]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 09:00:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Sviluppato da Mad About Pandas e pubblicato da Focus Entertainment, Yerba Buena è uno stravagante e originale puzzle platform game in prima persona 3D ambientato in un mondo surreale e imprevedibile ispirato agli anni ‘70. Par l’esattezza, nella San Francisco degli anni ‘70. Ma non lasciarti ingannare dall’ambientazione, Yerba Buena è un titolo che saprà [&#8230;]]]></description>
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<p>Sviluppato da <strong>Mad About Pandas</strong> e pubblicato da Focus Entertainment, Yerba Buena è uno stravagante e originale <a href="https://www.icrewplay.com/puzzle-di-videogiochi-si-con-good-loot/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">puzzle </a>platform game in prima persona 3D ambientato in un mondo surreale e imprevedibile ispirato agli anni ‘70. Par l’esattezza, nella San Francisco degli anni ‘70. Ma non lasciarti ingannare dall’ambientazione, Yerba Buena è un titolo che saprà sorprenderti grazie a una serie di trovate sia narrative che ludiche che ben concatenate tra loro, oltre che originali. Noi abbiamo vissuto l’avventura di Barb su <a href="https://direct.playstation.com/it-it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PlayStation 5</a> e questa è la <strong>nostra recensione</strong>!</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="rb-videoresp"><iframe title="Yerba Buena - Reveal Trailer" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/cZgim-KYkZQ?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<h2 class="wp-block-heading">Yerba Buena una città con dei glitch?</h2>



<p>Quanto andremo a raccontare di Yerba Buena può sembrare uno spoiler ma in realtà il gioco non ne fa segreto, anzi. Prima di tutto, parliamo di <strong>Barb</strong>, la nostra <strong>protagonista</strong>. Una ragazza disoccupata e priva di ruolo, alla perenne ricerca di un lavoro ma che sembra avere incredibili difficoltà a effettuare qualsivoglia colloquio. Insomma, una vita apparentemente vuota e in costante bilico sul nulla, una senza ruolo, come un <strong>PNG </strong>qualunque di qualsivoglia videogioco. Per sua fortuna, ha una piccola cerchia di amici tra cui spicca il tassiste Russell con cui condivideremo i primi momenti del gioco.</p>



<p>Ed è proprio mentre siamo nel taxi che diventiamo involontariamente protagonisti di una sorta di assalto con rapimento. Un <strong>motociclista rabbioso</strong> si avventa sulla vettura e rapisce il nostro amico Russell, lasciando dietro di sé una misteriosa valigetta con al suo interno un misterioso strumento, vero co-protagonista di tutto il titolo: <strong>l’Oscillatore</strong>. Inizia così un’avventura surreale, ironica e autoironica e che racchiude in sé diversi spunti di riflessione. Lasciando un attimo da parte l’Oscillatore, che andremo ad approfondire nel paragrafo del gameplay visto che da carattere all’intero titolo, c’è un altro punto su cui bisogna soffermarci: la consapevolezza dei personaggi di Yerba Buena.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/05/Yerba-Buena-recensione-45-1024x576.jpg" alt="Yerba Buena, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-559301" title="Yerba Buena, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Non è stato nascosto nella scheda di presentazione del gioco eppure noi lo scopriremo gradualmente nell’avventura. Dai primi glitch che si vedono tra un edificio e un altro, dai personaggi di contorno tutti uguali, dal misterioso T, un individuo fermo da settimane in una posizione che ricorda la lettera “T” e da tanti altri elementi che portano a un’unica devastante consapevolezza: <strong>Barb fa parte di un videogioco</strong>. Ed è così che la storia assume un ulteriore valore in quanto vivrai un videogioco nel videogioco con la protagonista che prende sempre più consapevolezza di sé.</p>



<p>Nascono così diversi interrogativi e gli eventi assumono sfumature sì ironiche ma anche in parte inedite. <strong>Il titolo gioca con la sua stessa natura</strong>, coi suoi stessi glitch e con il medium stesso autoparodizzandosi in modo efficace e sinceramente divertente. La storia di Barb e amici funziona da inizio alla fine, nonostante qualche dialogo verboso di troppo. Funziona grazie a un cast vario e stravagante che fa propria la natura dei classici PNG e non solo. E che dire dei collezionabili? Tra audio direttamente degli sviluppatori del gioco nel gioco ad elementi succosamente extra che sapranno plasmare una lore perennemente sopra le righe.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/05/Yerba-Buena-recensione-43346-1024x576.jpg" alt="Yerba Buena, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-559304" title="Yerba Buena, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Un puzzle game che sa impegnare e divertire</h2>



<p>Yerba Buena è un<strong> puzzle platform </strong>nonché <strong>adventure game in prima persona 3D</strong> interamente incentrato sull’Oscillatore. Il potere di questo strumento è quello di poter <strong>copiare e incollare i tratti e i movimenti fisici di determinati oggetti</strong>. Tradotto: il movimento di un’auto che va a destra può essere copiato e trasmesso a un pezzo di palazzo che si staccherà dalle fondamenta per seguire imperterrito il movimento copia-incollato dell’auto, andando così a destra. Ecco, tutto Yerba Buena si basa su questa meccanica.</p>



<p>Una meccanica solo apparentemente complessa ma in realtà perfettamente implementata e spiegata e che spinge, volutamente, sia alla creatività che a <strong>“rompere” letteralmente i livelli di gioco</strong>. Abbiamo uno scopo da raggiungere, di livello in livello, spesso in aree abbastanza aperte e con più di un percorso da seguire, salvo casi dove la soluzione è quasi univoca. Ecco, in queste aree siamo incitati a sperimentare di tutto e di più. Spostare oggetti copia-incollando movimenti altrui, muoverci e spostarci insieme ad essi, cambiargli lo &#8220;stato fisico&#8221; e tanto altro. Il tutto con un sistema comodo per individuare quali oggetti sono &#8220;copiabili&#8221; (in arancione) e quali invece &#8220;modificabili&#8221; (in blu). Decisamente intuitivo pad alla mano.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/05/Yerba-Buena-recensione-56363-1024x576.jpg" alt="Yerba Buena, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-559305" title="Yerba Buena, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Il bello di Yerba Buena è che si inizia con solo la possibilità di copiare determinati movimenti per poi ricevere, nel corso dell’avventura comunque lineare e suddivisa in capitoli, diversi stravaganti upgrade in livelli psichedelici difficili da dimenticare. Tra gli <strong>upgrade </strong>abbiamo la possibilità di copiare lo stato appiccicoso, lo stato rimbalzante o anche lo stato “fumoso”. Tutti e tre contribuiscono a dare maggiore profondità e ulteriore complessità al titolo che, soprattutto nelle ultime fasi, dona un concatenarsi di copia-incolla dove la logica la fa da padrona. Far sparire oggetti, fornirli dell&#8217;abilità di appiccicarti per poi sommare lo spostamento&#8230; sta a te decidere cosa copiare e cosa incollare, sommando più effetti o sovrascrivendoli man mano. <strong>Ci vuole ingegno e creatività.</strong></p>



<p>Ne escono una serie di <strong>sfide decisamente appaganti</strong>, forse non per tutti, ma che sapranno catturarti e coinvolgerti da inizio alla fine. Il tutto grazie a una varietà, fornita dai suddetti upgrade, che porta a ribaltare e rivalutare le precedenti <strong>strategie </strong>per svelare ulteriori percorsi. E che dire dei collezionabili? I già citati file audio che alimentano la surreale e ironica lore del gioco, sono spesso in zone più complesse da raggiungere e che richiedono ulteriori puzzle logici da svelare. Il tutto a favore di un divertimento puro e discretamente originale.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/05/Yerba-Buena-recensione-1024x576.jpg" alt="Yerba Buena, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-559306" title="Yerba Buena, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Ammettiamo che le fasi da <strong>puzzle </strong>sono superiori a quelle prevalentemente da <strong>platform</strong>. In quanto tale, Yerba Buena non spicca poi tantissimo se non in funzione sempre dell’Oscillometro come, appunto, copiare lo stato rimbalzante per dar vita a balzi più generosi. C’è qualche imprecisione tecnica, qualche fugace rallentamento e anche qualche sporadico crash, oltre a elementi di gioco che non sempre vengono copia-incollati come vorremmo, ma sono piccolezze a cui gli sviluppatori stanno già lavorando. Al netto di ciò, l’esperienza di Yerba Buena è più che positiva, fresca, divertente e che sa regalare un buon livello di sfida senza mai diventare frustrante, nonostante alcuni enigmi davvero complessi da districare.</p>



<p>Da segnalare che l’intera esperienza<strong> non è lunghissima</strong> e si può completare in un paio di pomeriggi anche se chi ama collezionare tutto, potrà spendere ulteriore tempo. Occhio però, non è presente il trofeo di platino (per chi ne fosse interessato). Sono presenti inoltre alcuni capitoli prettamente narrativi tra cui uno dove non dovrai far altro che leggere dialoghi e assistere a cut scene. Un modo per spezzare il ritmo ludico che noi abbiamo apprezzato nella sua stravagante ironia.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2026/05/Yerba-Buena-recensione-4455-1024x576.jpg" alt="Yerba Buena, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-559302" title="Yerba Buena, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Grafica e sonoro</h2>



<p><strong>Graficamente </strong>parlando, Yerba Buena spicca per stile e colore offrendo una San Francisco che realmente sembra uscita dagli anni ‘70. Peccato per alcune animazioni decisamente più grezze a cui però si somma un’interfaccia più accattivante del previsto. Buoni anche gli artwork in 2D presenti nel glossario mentre il diario, utile per tenere il passo degli eventi, spesso si aggiorna prima del tempo facendoci involontari spoiler o mancando proprio alcuni dettagli. Ma, ancora una volta, sono piccolezze. Il versante grafico ci sentiamo quindi di promuoverlo anche in funzione di quanto può essere modificato dalla nostra creatività, con trovate e risultati anche ironici. è sinceramente bello copiare-incollare pezzi di San Francisco! </p>



<p>Il <strong>sonoro </strong>è di buona fattura, coerente con lo stile e il periodo a cui punta Yerba Buena, nostalgico e in parte iconico. Mai ridondante o sfiancante ma utile accompagnatore da inizio alla fine. Molto buono anche il doppiaggio in inglese, in parte quasi caricaturale e quindi idoneo all&#8217;umorismo intrinseco del videogioco. Ottima, infine, la presenza dei <strong>sottotitoli in lingua italiana</strong> con cui è possibile godere al meglio dell’umorismo del gioco.</p>



<p></p>
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