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	<title>X-COM: Terror from the Deep &#8211; iCrewPlay.com</title>
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	<description>Portale di videogiochi, recensioni, speciali, anteprime e news!</description>
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		<title>Old But Gold #17 &#8211; X-COM: Terror from the Deep</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Davide Saietti]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jan 2021 18:00:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Steam]]></category>
		<category><![CDATA[Old But Gold]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
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					<description><![CDATA[Sull&#8217;onda del successo del mitico UFO: Enemy unknown (rilasciato in Nord America come X-COM: UFO Defense), MicroProse rilancia con un secondo capitolo a base di alieni e nel 1995 esce sul mercato il titolo che avrebbe confermato il nome di un&#8217;intera saga, ovvero X-COM: Terror from the deep, strategico a turni con una forte componente gestionale [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sull&#8217;onda del successo del mitico<strong> UFO: Enemy unknown</strong> (rilasciato in Nord America come <strong>X-COM: UFO Defense</strong>), <a href="https://www.microprose.com/" target="_blank" rel="noopener"><strong>MicroProse</strong></a> rilancia con un secondo capitolo a base di alieni e nel 1995 esce sul mercato il titolo che <strong>avrebbe confermato il nome di un&#8217;intera saga</strong>, ovvero <strong>X-COM: Terror from the deep</strong>, strategico a turni con una forte componente gestionale e un marcato tratto sci-fi.</p>
<p>La versione <strong>DOS</strong> e Windows spopola e in meno di un anno arriva anche il porting per <strong>Playstation</strong>. Un trionfo. Tanto che da quel momento in poi anche il primo UFO entra a far parte della famiglia <strong>X-COM</strong> nel gergo dei videogiocatori che eppure, nonostante il grandissimo impatto avuto da questo secondo capitolo sulla cultura del videogioco, il &#8220;terrore dal profondo&#8221; resta purtroppo<strong> il meno giocato dagli appassionati della saga X-COM</strong>.</p>
<p>I motivi sono molteplici: la grande popolarità del titolo precedente, <strong>una risoluzione grafica che oggi è difficile da digerire</strong>, ma soprattutto la sensazione che gli sviluppatori <strong>abbiano approfittato del successo del primo lavoro per farne una copia e spacciarla come la naturale continuazione del gioco</strong> uscito un anno prima.</p>
<p>In effetti, visto con occhio critico, il lavoro svolto dagli sviluppatori<strong> somiglia un po&#8217; troppo a un reskin di armi e tileset degli scenari</strong>, piuttosto che qualcosa di nuovo e fresco. Ma questo tipo di ragionamento si fa soltanto adesso, perché 24 anni fa chi aveva giocato e apprezzato &#8220;UFO&#8221; aveva una sola cosa in mente:<strong> giocare al capitolo successivo</strong>.</p>
<p>O sarebbe meglio dire che dopo un primo assaggio del brand, e non avendo a disposizione gli altri titoli che sarebbero arrivati da lì a qualche anno, si prendeva quello che proponeva MicroProse (i cui fondatori, è bene ricordarlo, sono <strong>Sid Meier e Bill Stealey</strong>) e si lasciava passare senza problemi il messaggio degli sviluppatori, che giustificavano l&#8217;assenza di novità di rilievo con un filmato introduttivo chiaro e semplice.</p>
<div class="rb-videoresp"><iframe title="X-Com 2: Terror from the Deep - Original DOS Intro Movie" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/KJ4u3aCeOMw?list=PL3Hfqo2_KOlfab7oDz4abWcCLAgMAA8Y0" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
<h2>X-Com incontra Lovecraft</h2>
<p>La storia di Terror from the Deep inizia proprio dove finisce il primo capitolo della saga, con la distruzione della base aliena su Marte da parte degli X-COM, un gruppo di combattenti paramilitari sovvenzionati dagli stati della Terra, che hanno pagato profumatamente ogni disco volante abbattuto.</p>
<p>Ma con un colpo di scena, al momento della sconfitta, i cattivissimi marziani lanciano un segnale verso il nostro pianeta, o meglio, <strong>nelle sue profondità più recondite</strong>: la Fossa delle Marianne. Dall&#8217;oscurità più cruda del freddo oceano <strong>ecco levarsi una nuova minaccia in cerca di morte e distruzione</strong>.</p>
<p>Siamo alla fine del 2039 e l&#8217;invasione aliena terrestre appena soffocata dagli X-COM non è ancora stata del tutto estinta. Questa volta andrà combattuta nelle insidiose acque del globo, nelle quali da milioni di anni &#8211; si capirà poi nel corso del gioco &#8211;<strong> gli alieni non aspettavano altro che il momento giusto per cominciare il loro attacco su scala globale e prendere possesso del pianeta</strong>. I sommergibili nemici fanno quindi strage di navi passeggeri nei mari terrestri e ancora una volta ecco gli eroi X-COM ergersi a paladini dell&#8217;umanità.</p>
<p>Gli alieni, dalle forme ben diverse rispetto ai loro cugini spaziali del gioco precedente, sono guidati da un&#8217;entità aliena semi-divina conosciuta come<strong> T&#8217;Leth</strong>, che si nasconde nei meandri degli oceani. Missione dopo missione, saremo pronti a sviluppare nuove armi e tecnologie subacquee all&#8217;altezza dei &#8220;nuovi&#8221; nemici allo scopo di rintracciare la base principale da cui partono gli attacchi e distruggerla, per far cessare questa nuova ondata di terrore una volta per tutte.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-281346 aligncenter" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2021/01/0000001863.1920x1080.jpg" alt="X-com terror form the deep" width="800" height="500" title="Old But Gold #17 - X-COM: Terror from the Deep"></p>
<h2>Un gameplay avvincente dalla semplicità imbarazzante</h2>
<p>I giochi di oggi cercano ancora di emulare &#8211; al meglio delle loro possibilità &#8211; titoli come questo, proprio perché MicroProse era riuscita a fare della <strong>semplicità del gameplay</strong> la sua arma più forte. A chi non avesse mai giocato questo titolo consiglio infatti di farci un pensiero, visto che su <a href="https://store.steampowered.com/app/7650/XCOM_Terror_From_the_Deep/#:~:text=About%20This%20Game&amp;text=a%20galactic%20battlefield.-,X%2DCOM%3A%20Terror%20from%20the%20Deep%20brings%20the%20alien%20terror,second%20front%20against%20planet%20Earth." target="_blank" rel="noopener"><strong>Steam</strong> </a>è possibile reperirlo a un prezzo irrisorio.</p>
<p>Si, perché se oggi siamo abituati a giochi strategici che si sforzano di non sembrare complessi, ma che richiedono ore di pratica per raggiungere una buona capacità di azione. All&#8217;epoca<strong> era la strategia a farla da padrona</strong>. Un&#8217;operazione svolta al meglio portava a vantaggi tangibili su tutto il percorso del gioco, mentre una singola sconfitta <strong>poteva far fallire un&#8217;intera campagna</strong>.</p>
<p>Il combattimento a turni, meccanica cardine di X-COM: Terror from the Deep, non era certo una cosa nuova per l&#8217;epoca, eppure il titolo era riuscito a combinarlo con un gestionale attivo che ci metteva nei panni <strong>di un dirigente in guerra contro gli alieni</strong> che, oltre a dover fermare gli attacchi, era chiamato a migliorare il proprio arsenale, reperire e addestrare il personale adatto ai vari settori (ricerca, combattimento, psicologia&#8230;), costruire veicoli che fossero adatti ai diversi scenari d&#8217;azione e tenere buoni i capi dei vari stati terrestri, <strong>pronti a dar la colpa agli X-COM in caso di fallimento</strong> di qualche operazione tattica sul loro territorio.</p>
<p>Questo ovviamente portava dei malus: pochi soldi da parte dei governi della Terra <strong>decretavano una difficoltà maggiore nella gestione delle basi e degli armamenti necessari</strong>. Il tutto centellinando il tempo a nostra disposizione per ottimizzare al massimo le strategie da seguire. Oppure si poteva decidere di fare a meno di alcuni stati e concentrarsi su altri maggiormente difendibili così che questi ultimi sborsassero i fondi necessari alla campagna militare in corso. Insomma, il destino del pianeta era nelle mani del giocatore.</p>
<h2>Purtroppo non tutto è &#8220;&#8216;oro&#8221;</h2>
<p>Terror from the Deep ovviamente ha anche qualche difettuccio. A decretare le pecche di questo titolo, purtroppo, è stato proprio il successo del primo X-COM. MicroProse ha infatti preso la palla al balzo e, <strong>senza risolvere le mancanze del primo gioco della saga ha semplicemente riproposto le stesse esatte meccaniche</strong>, mettendo mano <strong>soltanto alle grafiche</strong>.</p>
<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-281345 aligncenter" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2021/01/0000001858.1920x1080.jpg" alt="Old But Gold #17 - X-COM: Terror from the Deep" width="800" height="500" title="Old But Gold #17 - X-COM: Terror from the Deep"></p>
<p>La pixel art non basta e un po&#8217; di design in più non avrebbe certo guastato. Come non avrebbe dato fastidio un&#8217;AI più &#8220;sveglia&#8221; o <strong>nemici con abilità nuove o una maggiore attenzione agli ambienti di gioco</strong> (le esplosioni sul fondo dell&#8217;Oceano non danno soddisfazione, ma più che altro fastidio).</p>
<p>Insomma, non sarà il gioco più bello degli anni &#8217;90, ma X-COM: Terror from the Deep <strong>può ancora oggi divertire</strong> un pubblico<strong> in grado di andare oltre semplice aspetto</strong> del prodotto videoludico e che, magari, ha conosciuto la saga X-COM soltanto <a href="https://www.icrewplay.com/terra-invicta-spin-off-indipendente-dalluniverso-x-com/">per i suoi titoli più recenti,</a> senza mai aver esplorato le profondità oscure degli <strong>abissi oceanici</strong>.</p>
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