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	<title>Worldend Syndrome &#8211; iCrewPlay.com</title>
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		<title>Worldend Syndrome: Recensione &#8211; visual novel per eccellenza!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Vercellese]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Jun 2019 15:30:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PlayStation Vita]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 4]]></category>
		<category><![CDATA[Switch]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Oggi parleremo di Worldend Syndrome, una visual novel con una forte componente story driven sviluppata da Arc System Works e pubblicata da PQube Games il 14 giugno 2019 su PlayStation 4, PlayStation Vita e Nintendo Switch. Il titolo è quindi già disponibile al prezzo di €49.99 sugli store. I dialoghi sono doppiati in giapponese e [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi parleremo di <strong><em>Worldend Syndrome</em></strong>, una <strong><em>visual novel</em></strong> con <strong>una forte componente <em>story driven</em></strong> sviluppata da <a href="https://arcsystemworks.com/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Arc System Works</strong></a> e pubblicata da <strong><a href="https://pqube.co.uk/" target="_blank" rel="noopener">PQube Games</a></strong> il <strong>14 giugno 2019 su PlayStation 4, PlayStation Vita e Nintendo Switch</strong>. Il titolo è quindi già disponibile al <strong>prezzo di €49.99</strong> sugli store. I dialoghi sono doppiati in giapponese e<strong> i sottotitoli sono esclusivamente in inglese</strong>, ma non temere: si tratta di un inglese spesso colloquiale e semplice da capire. Se però questa lingua non è il tuo forte ti sconsiglio vivamente di iniziare quest&#8217;avventura poiché le conversazioni e gli approfondimenti sono completamente necessari per vivere un&#8217;esperienza di gioco completa, proprio perché si tratta di una <em>visual novel</em>. Dopo queste brevi premesse, iniziamo insieme l&#8217;analisi di <strong><em>Worldend Syndrome</em></strong>!</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-162141" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2019/06/Worldend-Syndrome-Recensione-Review-PS4-Playstation-4-PS-Vita-Nintendo-Switch-3.jpg" alt="Worldend Syndrome: Recensione - visual novel per eccellenza!" width="1920" height="1080" title="Worldend Syndrome: Recensione - visual novel per eccellenza!"></p>
<h2><strong>La trama, componente principale della <em>visual novel</em></strong></h2>
<p>Ti trovi nei panni di un giovane ragazzo che, dopo un lutto, si trasferisce a <strong><em>Mihate Town</em></strong>, una cittadina nota per i suoi misteri e le sue leggende. <strong>La più gettonata è quello dello <em>Yomibito</em></strong>: ogni 100 anni un morto ritorna in vita rompendo la quiete della città marittima. Nella prima ora di narrazione introduttiva scoprirai la tua casa e <strong>farai le tue prime conoscenze</strong> grazie al tuo primo giorno nella nuova scuola. Nonostante la durata di questo <em>incipit</em>, si riescono già a riconoscere i temi principali che ti toccheranno nel corso del gioco:<strong> l&#8217;amore e il mistero</strong>. Questi si alterneranno senza mai prendere il sopravvento sulla controparte: dovrai <strong>organizzare le uscite</strong> e prepararti per gli appuntamenti, ma allo stesso tempo dovrai <strong>cercare indizi</strong> sul segreto nascosto dietro a questa città. Se preferisci una sola di queste due attività, l&#8217;altra non ti prenderà mai troppo tempo in modo da annoiarti.</p>
<h2>Uno svolgimento interattivo della trama!</h2>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-162142" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2019/06/Worldend-Syndrome-Recensione-Review-PS4-Playstation-4-PS-Vita-Nintendo-Switch-4.jpg" alt="Worldend Syndrome: Recensione - visual novel per eccellenza!" width="1920" height="1080" title="Worldend Syndrome: Recensione - visual novel per eccellenza!"></p>
<p><strong>L&#8217;andamento della trama sarà una conseguenza delle tue scelte</strong>, ti anticipo che ci saranno <strong>diversi finali</strong> possibili che cambieranno in base alla <em>partner</em> che sceglierai alla fine. Non tutti ti permetteranno di  comprendere a pieno il segreto di <em>Mihate</em>, e proprio per questo motivo <strong>sono disponibili molti slot di salvataggio</strong>. Il mio consiglio è quello di salvare i dati in uno slot differenteprima di una decisione che, a tuo avviso, potrebbe stravolgere completamente la storia. <strong>In questo modo portai tornare indietro</strong> per scoprire &#8220;<em>cosa sarebbe successo se&#8230;</em>&#8220;. Questa possibilità aumenta notevolmente il fattore <strong><em>rigiocabilità</em> </strong>di <em>Worldend Syndrome</em>.</p>
<h2><strong>Il <em>gameplay</em>, minimale ma minuzioso</strong></h2>
<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-162143" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2019/06/Worldend-Syndrome-Recensione-Review-PS4-Playstation-4-PS-Vita-Nintendo-Switch-5.jpg" alt="Worldend Syndrome: Recensione - visual novel per eccellenza!" width="1920" height="1080" title="Worldend Syndrome: Recensione - visual novel per eccellenza!"></p>
<p>Se scegli di giocare una <em>visual novel</em>, sicuramente non ti aspetterai un <em>gameplay </em>vario, versatile e impegnativo. Questo discorso vale anche per <em>Worldend Syndrome</em>:<strong> i dialoghi e la narrazione predomineranno sempre</strong>, ed è giusto così! Tuttavia, nel suo piccolo, il gameplay riesce a bene nel suo scopo: <strong>farti prendere decisioni e darti la sensazione di guidare completamente la storia del gioco</strong>. Tramite la mappa puoi scegliere dove recarti e a che ora del giorno farlo (ci saranno circa 15 destinazioni selezionabili a <em>Mihate Town</em>) per incontrare chi ti interessa, o anche solamente per farti un giro in cerca di indizi. Alcuni dialoghi ovviamente avranno delle risposte a scelta multipla e gli appuntamenti con gli altri personaggi possono esser pianificati (<em>orario, luogo, motivo ecc </em>ecc&#8230;).</p>
<h2><strong>Il comparto grafico, ambientazioni mozzafiato</strong></h2>

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<p><em>Worldend Syndrome</em>, sin dal primo giorno a <em>Mihate</em>, offre <strong>scenari costruiti nel dettaglio e molto piacevoli alla vista</strong>. La prima alba sul mare all&#8217;inizio della storia è straordinaria. Gli sviluppatori sanno di questo punto forte, infatti hanno reso possibile l&#8217;<strong>occultamento dei dialoghi</strong> in alcuni casi, in modo da poter contemplare a schermo intero la bellezza delle immagini. Questa modalità è anche utile per analizzare attentamente gli scenari in cerca di possibili indizi o curiosità. <strong>Anche i personaggi sono realizzati minuziosamente</strong> in pose e animazioni che spesso li rendono caratteristici e ben riconoscibili. In fin dei conti, uno dei tuoi obiettivi <em>in-game</em> è quello di <strong>trovare la tua partner</strong>, perciò è indispensabile ritrovare personaggi particolari e ben differenziati.</p>
<h2><strong>I dialoghi e le musiche</strong></h2>
<p><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-162139" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2019/06/Worldend-Syndrome-Recensione-Review-PS4-Playstation-4-PS-Vita-Nintendo-Switch-1.jpg" alt="Worldend Syndrome: Recensione - visual novel per eccellenza!" width="1920" height="1080" title="Worldend Syndrome: Recensione - visual novel per eccellenza!"></p>
<p>Un altro asso nella manica di <em>Worldend Syndrome</em> sono<strong> i dialoghi</strong>: riescono spesso a <strong>coinvolgerti emotivamente</strong> strappandoti un sorriso o facendoti capire perfettamente lo stato emotivo di un personaggio. Insieme a essi, anche <strong>la narrazione in terza persona riesce a spezzare bene l&#8217;intensità delle conversazioni.</strong> Se ti piace leggere, questo titolo fa per te, <strong>giocando a <em>Worldend Syndrome</em> mi è sembrato realmente di avere davanti un libro illustrato</strong>. Un tasto dolente sono<strong> le musiche che non riescono nel tener testa ad ambientazioni e scene</strong>, queste appaiono sempre sottotono e anche poco azzeccate in certe condizioni. Lo stesso discorso vale per gli effetti sonori: i classici comuni rumori anonimo come il suono dei passi, la porta che si chiude e via dicendo.</p>
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