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	<title>Without Escape &#8211; iCrewPlay.com</title>
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		<title>Recensione di Without Escape, l&#8217;horror anni &#8217;90 vive ancora</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Angela Pignatiello]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jan 2020 16:30:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[PlayStation Vita]]></category>
		<category><![CDATA[Steam]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 4]]></category>
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					<description><![CDATA[Without Escape è un titolo indie horror sviluppato e pubblicato da Bumpy Trail Games ed Eastasiasoft rilasciato il 24 aprile 2018 per PC, Linux, Mac mentre per PlayStation 4 e Nintendo Switch rispettivamente il 15 e 16 gennaio 2020. Questo videogioco si rifà agli horror vecchio stile, con una forte influenza da parte della serie [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Without Escape è un titolo <strong>indie horror</strong> sviluppato e pubblicato da <strong>Bumpy Trail Games ed Eastasiasoft</strong> rilasciato il 24 aprile 2018 per <strong>PC, Linux, Mac</strong> mentre per <strong>PlayStation 4 e Nintendo Switch</strong> rispettivamente il 15 e 16 gennaio 2020. Questo videogioco si rifà agli horror <strong>vecchio stile</strong>, con una forte influenza da parte della serie creata da Capcom, <strong>Resident Evil</strong>.</p>
<p>Potrebbe sembrare abbastanza sempliciotto a causa del suo appartenere al genere <strong>punta e clicca</strong>, ma non farti ingannare: posso assicurarti che i suoi <strong>enigmi possono mettere alla prova</strong>. Ma vediamone i dettagli insieme, partendo dalla trama.</p>
<h2><strong>Resident Evil… letteralmente</strong></h2>
<p>Sono le due e quarantacinque del mattino, un suono disturba il nostro sonno, decidiamo di andare a controllare e qui inizia il nostro <strong>incubo</strong>. Perché è solo un incubo, no? O forse…?</p>
<p>Nel corso della nostra avventura horror, enigma dopo enigma, scenderemo sempre di più nel mondo del <strong>male</strong>, stanza dopo stanza tutto diventerà più <strong>illogico e violento</strong>, con scene che potrebbero disturbare chi non è <strong>duro di stomaco</strong>. Tutto questo per prendere una <strong>decisione finale</strong>. Una domanda ci verrà posta, ed il <strong>futuro sarà nelle nostre mani</strong>. Ma attenzione: i finali sbloccabili non sono<strong> solo due</strong>, ma bensì sei.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-201986" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2020/01/rpl3cidonw2mjpixcjwn.png.jpg" alt="Recensione di Without Escape, l&#039;horror anni &#039;90 vive ancora" width="619" height="348" title="Recensione di Without Escape, l&#039;horror anni &#039;90 vive ancora"></p>
<h2>Punta-Clicca-Cerca-Risolvi</h2>
<p>Come già detto Without Escape è un <strong>videogioco punta e clicca</strong>. Quindi principalmente si cliccherà ovunque per capire dove sarà possibile effettuare una <strong>interazione</strong> – ovviamente, è presente un cursore a schermo che cambierà quando sarà possibile interagire con l’ambiente circostante – ma non solo.</p>
<p>Sono presenti vari<strong> enigmi da risolvere</strong>. E per completarli bisognerà entrare nelle stanze della nostra casa, questo significa chiavi da trovare. Esattamente come nei videogiochi capostipite del genere horror: porta bloccata, trova la chiave giusta, usala; ecco l&#8217;enigma, cerca gli oggetti giusti per risolverlo. Queste sono le azioni che compirai <strong>per la maggior parte del tempo</strong>.</p>
<p>Una particolarità del videogioco è una parte degli enigmi cambia di <strong>partita in partita</strong>. In modo che, quando si rigioca nuovamente, ci sarà qualcosa di diverso. La stessa cosa che capita nel titolo free-to-play <strong>Cry of Fear</strong>.</p>
<p>Per quanto riguarda la <strong>mappa di gioco</strong>, la casa è formata da queste stanze, tutte (alcune prima, altre dopo) esplorabili:</p>
<ul>
<li>Stanza da letto dei genitori;</li>
<li>Camera del protagonista;</li>
<li>Ufficio del padre;</li>
<li>Bagno;</li>
<li>Salotto;</li>
<li>Atrio;</li>
<li>Giardino posteriore;</li>
<li>Cucina;</li>
<li>Seminterrato;</li>
</ul>
<p>Non pochissime per quante volte ci dovremmo tornare. Il che potrebbe stancare, ma per semicitare Harry Potter:“<em>Alle stanze piace cambiare</em>”.</p>
<p>L’enorme differenza tra Without Escape ed i giochi anni ’90 è la possibilità di <strong>poter salvare la partita in qualunque momento</strong>, basterà interagire con un quadro vicino alla stanza del nostro protagonista ed il prompt si avvierà.</p>
<p>Purtroppo il titolo è completabile in <strong>davvero poco tempo</strong> (la mia prima partita è durata solo un’ora e qualche minuto), ma ha un tasso di <strong>rigiocabilità niente male</strong>, a causa della presenza di <strong>molteplici finali</strong>. Inoltre, una volta capiti tutti gli enigmi, eseguire una speedrun è fattibile. Anzi, è davvero divertente cercare di risolvere i puzzle nel minor tempo possibile. Data la <strong>mancanza di nemici</strong>, si ha solo l’ansia di fare in fretta.</p>
<p>Un altro dettaglio che ho trovato incredibilmente strano, è  l&#8217;essere riuscita a<strong> platinarlo durante la mia prima partita</strong>, e come è anche segnato dalla sezione trofei della console, il platino di Without Escape è etichettato come “<em>Comune</em>”. Qualcosa di davvero particolare.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-201957" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2020/01/without-escape-platino.jpg" alt="Recensione di Without Escape, l&#039;horror anni &#039;90 vive ancora" width="619" height="348" title="Recensione di Without Escape, l&#039;horror anni &#039;90 vive ancora"></p>
<p>Pad alla mano, il cursore per selezionare si muove davvero bene, ma ovviamente se si avesse avuto un mouse sarebbe stato <strong>molto più comodo</strong>.</p>
<p>Durante l’avventura si avrà a disposizione un <strong>inventario</strong>, che personalmente ho trovato davvero inutile, in quanto ogni puzzle è <strong>consecutivo</strong> – finisci enigma numero uno, passi al successivo, fino alla fine – quindi è ovvio che qualsiasi oggetto che si troverà<strong> andrà perso nel giro di un paio di click</strong> perché utilizzato. Sinceramente non ho ben compreso il motivo della sua esistenza.</p>
<p>Come in ogni horror che si rispetti, ci sarà da leggere, ma lo sviluppatore di Without Escape è stato in un certo senso <strong>intelligente</strong>, in quanto non ci sono veri e propri documenti, ma il nostro protagonista ci dirà il sunto – ed ha anche senso – è casa sua, saprà di cosa parlano i libri negli scaffali. L’altro lato della medaglia è che a causa di questa scelta la <strong>trama non ha così tanto spessore </strong>quindi, quando ci si avvicinerà alla fine, non si avranno le <strong>idee chiare</strong> su quale scelta fare.</p>
<h2>Un mix di passato e presente</h2>
<p>A proposito di letture, conosci la lingua inglese? Per vincere ne avrai bisogno, dato che il videogioco <strong>non è tradotto in italiano</strong> e non è presente alcun tipo di doppiaggio.</p>
<p>Un ultimo dettaglio interessante è la <strong>sezione extra</strong> presente all&#8217;interno del menù principale che ti permetterà di <strong>rivedere le cutscene</strong>, e di leggere il racconto direttamente scritto dallo sviluppatore, il quale ti descriverà<strong> come si è arrivati al prodotto</strong> che si sta giocando.</p>
<p>Ma torniamo un attimo alle <strong>cutscene</strong>: sono poche ed abbastanza <strong>inutili</strong>, in quanto ti vanno a presentare solo determinate zone o eventi. Durano poco, l&#8217;unica particolarità è il ricordare i vecchi <strong>Final Fantasy</strong> (come l&#8217;VIII o il IX) perché utilizza come transizione il gioco, per poi passare alla <strong>computer grafica</strong>.</p>
<p>La musica è <strong>ben realizzata, davvero d&#8217;atmosfera</strong> ma si perde proprio al finale, nel quale è presente una traccia che ricorda<strong> fin troppo gli anni &#8217;90</strong> ed è totalmente diversa da quelle proposte durante il resto dell&#8217;avventura. Comunque <strong>gradevole</strong>, ma che va a cozzare con l&#8217;atmosfera.</p>
<p>La grafica di Without Escape è piuttosto ben fatta, anche se forse &#8211; essendo delle immagini &#8211; si poteva cercare di <strong>fare ancora di più</strong>, soprattutto con l&#8217;aggiunta di qualche animazione, invece di rendere animati solo gli oggetti nel momento in cui vengono raccolti. La staticità rendere tutta l&#8217;esperienza un po&#8217; piatta.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-201987" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2020/01/extwszonsvvltaa9vczg.png.jpg" alt="Recensione di Without Escape, l&#039;horror anni &#039;90 vive ancora" width="619" height="348" title="Recensione di Without Escape, l&#039;horror anni &#039;90 vive ancora"></p>
<h2>Ha funzionato?</h2>
<p>Unire il passato al presente è una mossa <strong>davvero d&#8217;azzardo</strong>, specialmente ora che i &#8220;classici&#8221; stanno tornando con vari remake (vedasi Resident Evil), ma posso dire con certezza che <strong>ha funzionato alla grande</strong>. Certo non è un gioco perfetto, ma il <strong>rapporto qualità-prezzo</strong> è davvero unico. Se ti manca un buon horror con tanti puzzle, Without Escape è il gioco che fa per te: l&#8217;ambientazione che cambia, la trama da film di serie B, ci sono tutti gli elementi per passare un po&#8217; di tempo <strong>in preda al gore</strong>.</p>
<p>L&#8217;unica vera grande pecca è il poco <strong>spessore della trama</strong>, che viene riassunta e &#8211; come già detto sopra &#8211; causa dei problemi nel finale. Ma davvero, ne vale la pena.</p>
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