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	<title>Warfare 1944 &#8211; iCrewPlay.com</title>
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	<description>Portale di videogiochi, recensioni, speciali, anteprime e news!</description>
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		<title>Warfare 1944 &#8211; La recensione di uno sparatutto che ancora non c&#8217;è</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gioele Maria Pignati]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2020 09:00:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Steam]]></category>
		<category><![CDATA[Microsoft]]></category>
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					<description><![CDATA[Warfare 1944 è stato realizzato da Drakeling Labs ed ha trovato in Microprose il suo publisher. Drakeling Labs è un piccolo studio indie fondato dallo youtuber americano Bluedrake42, che un bel giorno ha deciso di buttarsi nello sviluppo di videogiochi. Al momento, a parte uno shooter spaziale di nome Iron Armada, il team si è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Warfare 1944</strong> è stato realizzato da <a href="https://drakelings.bluedrake42.com/" target="_blank" rel="noopener">Drakeling Labs</a> ed ha trovato in <a href="https://www.microprose.com/" target="_blank" rel="noopener">Microprose</a> il suo publisher. <strong>Drakeling Labs</strong> è un piccolo studio indie fondato dallo <strong>youtuber americano Bluedrake42</strong>, che un bel giorno ha deciso di buttarsi nello sviluppo di videogiochi. Al momento, a parte uno <strong>shooter spaziale </strong>di nome <strong>Iron Armada</strong>, il team si è concentrato soprattutto sullo sviluppo di <strong>sparatutto in prima persona</strong>, tra cui troviamo <strong>Operation Harsh Doorstop, Blood Metal</strong> e appunto <strong>Warfare 1944</strong>.</p>
<p>Il gruppo di sviluppatori si dice concentrato sull&#8217;utilizzo dell&#8217;<strong>Unreal Engine 4</strong> e sul voler creare dei <strong>giochi aperti al concetto di community</strong>. <strong>Microprose</strong> è una software house famosa per aver dato vita a giochi classici e di culto. <strong>Nata nel 1982</strong>, fondata da <strong>Sid Meier e Bill Stealey</strong>, va ricordata per titoli di culto come <strong>Grand Prix 2, Railroad Tycoon, Civilization o X-COM</strong>.</p>
<p>Il <strong>successo</strong> arrivò <strong>negli anni novanta</strong>, poi ci fu l&#8217;<strong>acquisizione da parte di Hasbro Interactive</strong>, marchio che cessò di esistere nei primi anni del 2000 con l&#8217;<strong>acquisizione da parte di Infogrames</strong>. Dopo una parentesi fatta di alti e bassi <strong>Microprose dichiara di voler tornare in attività nell&#8217;agosto del 2019</strong>, arrivando a presentare un sito rinnovato e nuovi giochi, tra i quali appunto degli fps.</p>
<h2>Manca ancora molto</h2>
<figure id="attachment_238410" aria-describedby="caption-attachment-238410" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-238410 size-large" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2020/07/3-1024x478.png" alt="Warfare 1944" width="1024" height="478" title="Warfare 1944 - La recensione di uno sparatutto che ancora non c&#039;è"><figcaption id="caption-attachment-238410" class="wp-caption-text">Demo tecnica o gioco?</figcaption></figure>
<p>La prima cosa che appare quando si apre <strong>Warfare 1944</strong> è una <strong>schermata che ci ricorda come il gioco sia ancora in fase di sviluppo</strong>. La <strong>versione attuale</strong> è una <strong>pre alpha</strong>. I <strong>contenuti sono davvero ridotti all&#8217;osso</strong> e si può dire che quasi quasi manchi persino il nucleo centrale dell&#8217;esperienza. Dopo un <strong>breve filmato di presentazione</strong> ti troverai di fronte ad un menù piuttosto schematico.</p>
<p>C&#8217;è davvero poco da fare: la <strong>modalità single player ancora non esiste</strong>, ci sono le <strong>opzioni</strong> che permettono di regolare audio, video e controlli, una <strong>mappa tutorial</strong> e <strong>due mappe multiplayer online</strong>. Mentre queste ultime sono tutto sommato rifinite, con due ambientazioni ben distinte, <strong>Carentan e Wake Island</strong>, l&#8217;<strong>ambientazione di addestramento</strong> è ancora <strong>largamente incompleta</strong> e sambra <strong>piuttosto uno showcase di elementi</strong> che andranno a comporre il gioco completo.</p>
<p>Si parte <strong>in mezzo alla campagna senza</strong> <strong>nessuna guida</strong>, se non qualche timido cartello sparso qua e là che spiega a cosa serve una determinata zona. C&#8217;è un fossato da attraversare, un paio di tronchi sotto cui accovacciarsi, una zona di decollo senza aerei, una rimessa con <strong>qualche veicolo</strong>, tra cui <strong>due jeep</strong> complete, due <strong>camion guidabili ma non texturizzati</strong> e diversi <strong>carri armati</strong> nelle stesse condizioni, ma <strong>neanche utilizzabili</strong>.</p>
<p>La cosa bella dei veicoli è che danno vita a dei <strong>gustosi bug</strong>. Mi è capitato di uscire dal camion finendo catapultato in aria insieme al mezzo per poi ricadere a terra morendo. O ancora, con la jeep ho sperimentato l&#8217;ebrezza di attraversare il mare, correndoci sopra, nemmeno fosse fatto di cemento armato.</p>
<p>Ci sono zone di tiro prive di bersagli, un edificio distruttibile di prova, tante abitazioni grandi e vuote e, <strong>man mano che ci si allontana dal centro della mappa, si incontrano sempre meno elementi scenici</strong>. Un malinconico <strong>senso di vuotezza</strong> pervade un po&#8217; ogni luogo.</p>
<h2>Ispirandosi ai classici</h2>
<figure id="attachment_238411" aria-describedby="caption-attachment-238411" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="wp-image-238411 size-large" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2020/07/4-1024x482.png" alt="Warfare 1944" width="1024" height="482" title="Warfare 1944 - La recensione di uno sparatutto che ancora non c&#039;è"><figcaption id="caption-attachment-238411" class="wp-caption-text">Un goffo combattimento</figcaption></figure>
<p><strong>Il sistema di gioco vuole fare il verso a giochi classici basati sulla seconda guerra mondiale come Battlefield 1942 e Red Orchestra</strong>. Scopo del <strong>multiplayer</strong> è catturare i <strong>punti di controllo</strong> rappresentati da bandiere. <strong>Si sceglie una classe</strong> tra soldato polivalente, cecchino, medico e mitragliere e <strong>si decide in che punto della mappa spawnare</strong>.</p>
<p>Le intenzioni sarebbero pure buone, c&#8217;è infatti <strong>spazio per ben 64 giocatori a partita</strong>, <strong>peccato soltanto che manchino gli avversari</strong>: non c&#8217;è ancora nessuno che giochi a Warfare 1944 e <strong>non è stata prevista una modalità con i bot</strong>. Ho miracolosamente avuto la fortuna di incontrare un giocatore e ripeto un giocatore, connessosi probabilmente per errore e ho potuto così &#8220;ammirare&#8221; il <strong>gunplay</strong> del titolo in azione.</p>
<p>Quando si spara non si capisce se si sta colpendo o meno l&#8217;avversario, anche a causa della <strong>mancanza di un mirino</strong>, e <strong>non c&#8217;è nemmeno un indicatore che segnali se si viene colpiti e da che direzione provengano i colpi</strong>. Potrebbe essere una scelta o una mancanza, non so che dire.</p>
<p>Per il resto tutto è abbastanza classico. <strong>I comandi sono quelli tipici da fps con la combinazione standard di mouse e tastiera.</strong> Ci sono una <strong>bussola</strong>, un <strong>contatore di colpi</strong>, una <strong>barra della vita</strong> <strong>e una della resistenza</strong>. Quest&#8217;ultima si consuma correndo e va ricaricata per tornare a scattare. Si salta, ci si accovaccia, si spara con le armi del periodo, che differiscono da classe a classe, e si lanciano bombe. Bisogna aprire una parentesi a parte per queste ultime. Anche qui infatti c&#8217;è qualcosa che ancora non va.</p>
<p><strong>La fisica delle granate è da mal di testa</strong>: cadono dritte e scivolano a terra nella stessa posizione. Improvvisamente scattano avanti di un metro ed infine esplodono. <strong>Le granate fumogene sono inutili</strong>, fanno giusto il fumo di un fuocherello da campeggio, mentre <strong>le granate esplosive sono pericolosissime, non tanto per l&#8217;avversario quanto per te stesso</strong>, poiché non è mai chiaro il raggio di azione dell&#8217;esplosione e rischi dunque di ritrovarti morto in maniera inaspettata.</p>
<p><strong>Non esistono munizioni nel mondo di gioco</strong>: una volta esauriti i colpi è tutto finito. <strong>Gli unici equipaggiamenti presenti sono quelli che possono essere raccolti dai nemici uccisi.</strong> Questo è quanto. Forse più avanti avremo modo di vedere in azione una modalità single player con una trama o almeno avremo la possibilità di giocare contro l&#8217;intelligenza artificiale. Per adesso quello che ci resta è un fps desolato ambientato nella seconda guerra mondiale.</p>
<h2>Graficamente retrò oppure no?</h2>
<figure id="attachment_238412" aria-describedby="caption-attachment-238412" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" class="wp-image-238412 size-large" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2020/07/5-1024x478.png" alt="Warfare 1944" width="1024" height="478" title="Warfare 1944 - La recensione di uno sparatutto che ancora non c&#039;è"><figcaption id="caption-attachment-238412" class="wp-caption-text">Pixel o vegetazione 3d? Vintage o moderno?</figcaption></figure>
<p>Il motore grafico utilizzato per Warfare 1944 è l&#8217;<strong>Unreal Engine 4</strong>.<strong> Lo stile visivo scelto per il gioco è onestamente un po&#8217; strano</strong> perchè se <strong>da una parte l&#8217;ambientazione sembra piuttosto dettagliata</strong>, con modelli poligonali abbastanza rifiniti, abbondante vegetazione 3d, riflessioni ed effetti di luce ed ombra tutto sommato convincenti, <strong>dall&#8217;altra le texture sono volutamente pixelate</strong> e grezze, nemmeno fossero uscite da un gioco per la prima Playstation.</p>
<p><strong>Credo di capire che lo sviluppatore desiderasse richiamare alla mente le grafiche meno dettagliate dei primi anni del 2000</strong>, epoca a cui il gioco si ispira. Il problema risiede però nel fatto che, con dei buoni dettagli per certi elementi, alla fine quel tipo di texture risulta un po&#8217; un pugno nell&#8217;occhio. <strong>Sembrerebbe più un difetto piuttosto che una feature vera e propria</strong>. La grafica di per sé sarebbe anche piacevole, se non fosse per il suo essere indecisa negli intenti da perseguire e <strong>non ben amalgamata</strong>.</p>
<p><strong>Ci sono persino dei problemi di ottimizzazione</strong>. E&#8217; assurdo che un gioco visivamente abbastanza semplice sia così pesante e che in certi frangenti ci sia pure dello stuttering. Inutile ripetere che <strong>mancano interi pezzi di ambientazione</strong> e che <strong>certe zone risultano ancora estremamente spoglie</strong> ed incomplete. Poi, se proprio dovessi fare un altro appunto, <strong>sarebbe da calibrare meglio l&#8217;illuminazione di Wake Island</strong>, in qualche modo un po&#8217; troppo surreale.</p>
<p>Infine <strong>le animazioni sono ancora rivedibili</strong>: le mani del nostro personaggio danno l&#8217;impressione di muoversi in maniera a volte un po&#8217; strana, soprattutto durante le transizioni tra corsa e camminata e, in generale, le movenze degli avversari danno l&#8217;impressione di una certa <strong>goffaggine di fondo</strong>.</p>
<h2>Poco da dire sull&#8217;audio</h2>
<figure id="attachment_238413" aria-describedby="caption-attachment-238413" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-238413 size-large" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2020/07/6-1024x477.png" alt="Warfare 1944" width="1024" height="477" title="Warfare 1944 - La recensione di uno sparatutto che ancora non c&#039;è"><figcaption id="caption-attachment-238413" class="wp-caption-text">L&#8217;essenza di Warfare 1944 riassunta in un&#8217;immagine</figcaption></figure>
<p>Non c&#8217;è poi molto da sentire in Warfare 1944. <strong>A livello di musiche c&#8217;è giusto la melodia di sottofondo del menù iniziale</strong>, ispirata ai tipici temi bellici che ti aspetteresti di trovare in un gioco di guerra. <strong>Durante la partita invece non si sente nulla</strong>: non c&#8217;è musica e addirittura non c&#8217;è un sottofondo ambientale. Sarebbe bastato inserire il fruscio delle onde, il rumore del vento o il cinguettio degli uccellini, invece niente di niente.</p>
<p><strong>Almeno i rumori delle armi e dei veicoli sono abbastanza diversificati ed interessanti</strong>. <strong>Lo stesso non si può dire invece dell&#8217;effetto dei passi sul terreno</strong>: ad esempio, quando si entra in acqua, il rumore prodotto dagli scarponi è lo stesso di quando si cammina a terra. Infine <strong>non c&#8217;è parlato</strong> o doppiaggio di alcun tipo. Anche in questo caso tutto sembra pervaso da un <strong>senso di desolazione e vuoto</strong>.</p>
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