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	<title>Verlet Swing &#8211; iCrewPlay.com</title>
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		<title>Verlet Swing: poco ambizioso, ma riuscito</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Andrea Scibetta]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Jun 2019 09:00:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 4]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Verlet Swing è un curioso esperimento di gioco platform, anche se di piattaforme non ce ne sono, calato in un&#8217;atmosfera onirica a tinte vaporwave. In quest&#8217;esperienza viviamo appesi a un filo, letteralmente: dobbiamo oscillare usando un rampino di appiglio in appiglio, sfruttando i vari elementi presenti nelle ambientazioni, in totale libertà. Verlet Swing si è [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Verlet Swing è un curioso esperimento di gioco platform</strong>, anche se di piattaforme non ce ne sono, calato in un&#8217;<strong>atmosfera onirica a tinte vaporwave</strong>. In quest&#8217;esperienza viviamo appesi a un filo, letteralmente: dobbiamo oscillare usando un rampino di appiglio in appiglio, sfruttando i vari elementi presenti nelle ambientazioni, in totale libertà. Verlet Swing si è rivelato davvero <strong>un buon gioco da intervallare a lunghe sessioni su altri titoli</strong>, magari dopo ore e ore di partite multiplayer. Uscito su PC a settembre 2018, ha da pochissimo raggiunto gli store digitali delle console Sony, Microsoft e Nintendo, e noi abbiamo recensito la versione PlayStation 4.</p>
<h2>Perduti in un mondo alienante</h2>
<p>Quest&#8217;opera indie <strong>non ha una vera e propria trama</strong>, ma riesce a catturare il giocatore nei suoi livelli grazie a uno <strong>scenario straniante accompagnato da musiche calzanti</strong>. <strong>Il gioco è composto da 100 stage</strong>, suddivisi in blocchi tematici di 20 livelli. Nei primi, <i><strong>Scacco matto, storia</strong>,</i> oscilliamo tra enormi statue e colonne greche, così come architetture egizie, intervallate da palme digitali e blocchi di materia virtuale. Si continua poi nel secondo gruppo tematico, <strong><i>Fondali oceanici</i></strong>. Qui possiamo oscillare appesi a enormi pesci che saltano fuori dall&#8217;acqua e lanciarci giù per il water per raggiungere la fine di alcuni stage.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-161828 size-full" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2019/06/qEd3ZsLg.png" alt="Verlet Swing Pesci" width="1920" height="1080" title="Verlet Swing: poco ambizioso, ma riuscito"></p>
<p>Continuando si arriva al blocco a tema cibo, <strong><i>Nimis Non Laute</i></strong>: qui si può fare Tarzan appesi a enormi hamburger e tranci di pizza. Molto bello il penultimo gruppo di livelli, <strong><i>Wondercon 1998</i></strong>, dalle atmosfere cyberpunk: missioni stimolanti immerse in riferimenti agli arcade anni &#8217;80 e accompagnate da tracce synthwave. Infine <strong><i>Tribunale cremisi</i></strong>: gli ultimi 20 stage sembrano una rivisitazione in chiave vaporwave dell&#8217;inferno, tra enormi scheletri di creature irriconoscibili e montagne terrose a cui non ci si può agganciare.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-161831 size-full" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2019/06/YqIORqMg.png" alt="Verlet Swing Scheletri" width="1920" height="1080" title="Verlet Swing: poco ambizioso, ma riuscito"></p>
<h2>Giocare è semplice&#8230; All&#8217;inizio</h2>
<p>Uno dei punti di forza di Verlet Swing è la sua difficoltà equilibrata. Di livello in livello si migliora senza accorgersene e ogni volta bisogna affrontare situazioni sempre più complesse per arrivare alla fine.<strong> I comandi sono pochi, semplici e immediati: si usa il dorsale destro per appendersi, l&#8217;analogico destro per ruotare la telecamera e il sinistro per modificare la traiettoria dell&#8217;oscillazione e del volo</strong>, per quanto possibile.</p>
<p>Se all&#8217;inizio dobbiamo soltanto mettere in fila pochi semplici swing per arrivare in fondo al livello, andando avanti le cose si complicano parecchio. <strong>Per completare alcuni stage dobbiamo barcamenarci in acrobazie aeree complicatissime, lanciandoci ad altissima velocità attraverso fessure, cunicoli, pale rotanti e tanto altro</strong>. Il titolo offre inoltre alcune challenge aggiuntive per gli amanti della difficoltà e la possibilità di consultare la leaderboard mondiale e vedere i propri piazzamenti. <strong>In ogni caso, è già una bella sfida riuscire a ottenere il punteggio massimo in tutti i livelli</strong>. Garantito. Infatti <strong>alla fine di ogni stage otteniamo un punteggio in base al tempo di completamento: da una fino a quatto teiere, che equivalgono al perfect score</strong>.</p>
<p><strong>Se il gioco di per sé riesce a tenere compagnia per 10-15 ore, il tasso di rigiocabilità è elevatissimo,</strong> tanto quanto è ampia la curva di apprendimento.</p>
<p>Ma Verlet Swing ha saputo conquistarci anche grazie a un altro suo punto di forza, e cioè il suo <strong>lato sandbox</strong>. Infatti, <strong>anche se ogni livello è stato pensato per essere superato in un modo preciso, moltissimi possono essere affrontati in totale libertà</strong>, ingegnandosi per trovare un appiglio utile oppure per aggirare un ostacolo, magari<strong> riuscendo ad andare al di là delle idee degli sviluppatori</strong>. Il titolo offre quindi una certa possibilità di lasciarsi andare alla creatività e al pensiero laterale, senza seguire necessariamente gli schemi tracciati. Bisogna dire però che <strong>per ottenere un perfect score va seguito il percorso stabilito, sempre: tutti gli altri sono più lunghi, anche se spesso più semplici</strong>.</p>
<h2>Vaporwave e cultura pop: quando la musica finisce guai a chi si muove</h2>
<p>Verlet Swing si presenta davvero bene: <strong>l&#8217;impatto riesce a intrigare il giocatore e suscitare curiosità e stupore, alienando quanto basta nella sua atmosfera da sogno disturbante</strong>. Non è tutto oro quel che luccica, purtroppo, e andando oltre l&#8217;impatto iniziale si palesano alcuni difetti: <strong>qualche sfondo mal disegnato e appiccicato, delle texture sbavate e poligoni a vista</strong>, una serie di piccolezze che nell&#8217;insieme restituiscono un <strong>comparto grafico migliorabile</strong>.</p>
<p>In verità questo si può dire del comparto estetico in generale, soprattutto alla luce del fatto che <strong>in Verlet Swing è tutto fermo</strong>. Non letteralmente, ma <strong>non esistono animazioni</strong>. Tutti gli oggetti presenti nel gioco ruotano, si muovono avanti o indietro, verso l&#8217;alto o verso il basso, ma sono tutti rigorosamente inanimati. E se per i tranci di pizza o le statue greche la cosa è comprensibile, non lo è per tanti altri elementi, come ad esempio i pesci.</p>
<p>Per quanto riguarda il comparto sonoro il titolo si distingue in positivo: <strong>musiche piacevoli e suoni sempre azzeccati</strong>. Verlet Swing mescola le atmosfere del vaporwave al cyberpunk e sfrutta i relativi generi musicali, vaporwave e synthwave, per costruire una <strong>colonna sonora davvero ben riuscita e trascinante</strong>. Inoltre, <strong>i suoni elettronici del gioco contribuiscono perfettamente a tirarci dentro a questo mondo virtuale</strong>, un po&#8217; come in Tron, e a tenerci lì incollati a dondolare sempre più veloci.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-162024 size-full" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2019/06/DK0PWz0Q.png" alt="Verlet Swing Arcade" width="1920" height="1080" title="Verlet Swing: poco ambizioso, ma riuscito"></p>
<h2>In sintesi</h2>
<p>Sicuramente <strong>la mancanza di un filo conduttore da seguire rende Verlet Swing poco scorrevole</strong>, non esattamente un titolo a cui dedicare lunghe sessioni di gioco. D&#8217;altro canto <strong>se fruito in piccole dosi,</strong> qualche livello ogni tanto per riempire i tempi morti<strong>, risulta senza dubbio un prodotto interessante e piacevole</strong>. Il gameplay intuitivo e ben realizzato sa catturare nella classica situazione &#8220;<strong>ancora<em> un altro po&#8217;</em></strong>&#8221; e <strong>l&#8217;impatto visivo è decisamente ben riuscito</strong>. Peccato che il gioco si limiti a poche meccaniche, senza nessuna trama, rendendolo <strong>semplice quasi quanto un gioco mobile</strong>. Questo, unito ad alcuni difetti sotto il fronte tecnico, minano la riuscita finale di un titolo comunque valido. <a href="https://youtu.be/AHdhKrT291s" target="_blank" rel="noopener">Qui</a> trovate anche la video recensione.</p>
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