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	<title>Unlife &#8211; iCrewPlay.com</title>
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		<title>Unlife &#8211; Recensione Nintendo Switch</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Aversano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Mar 2024 15:00:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nintendo]]></category>
		<category><![CDATA[Switch]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Sviluppato e pubblicato da Diedemor Studio Games in sinergia con Ratalaika Games (gli stessi di Hirilun), Unlife è un platform action survival in 2D a scorrimento orizzontale a tema horror distopico post apocalisse nucleare. Noi abbiamo affrontato gli orrori della fine del mondo su Nintendo Switch e questa è la nostra recensione! Unlife e gli [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sviluppato e pubblicato da Diedemor Studio Games in sinergia con Ratalaika Games (gli stessi di <a href="https://www.icrewplay.com/hirilun-recensione-nintendo-switch/" target="_blank" rel="noopener">Hirilun</a>), Unlife è un platform action survival in 2D a scorrimento orizzontale a tema horror distopico post apocalisse nucleare. Noi abbiamo affrontato gli orrori della fine del mondo su <a href="https://www.nintendo.it/" target="_blank" rel="noopener">Nintendo</a> Switch e questa è la nostra <strong>recensione</strong>!</p>
<div class="rb-videoresp"><iframe title="Unlife - Official trailer" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/yXVspuXZGhg?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
<h2>Unlife e gli orrori post nucleare</h2>
<p>La <strong>trama</strong> di Unlife è abbastanza<strong> scontata e fatica non poco a offrire qualche spunto originale o degno di nota</strong>. In poche parole, siamo dinanzi all’ennesima fine del mondo. Viviamo in un futuro distopico a seguito di un enorme e stupido conflitto nucleare.</p>
<p><strong>Tutto, o quasi, è morto.</strong> Quello che è sopravvissuto si è mutato in creature orribili e assetate di distruzione e sangue. Noi siamo un sopravvissuto, l’unico appartenente a un equipaggio di una piattaforma in mezzo al mare. Probabilmente, è merito del nostro stesso sangue (ti ricorda qualcosa?) e questa consapevolezza dona all’anonimo protagonista un peso non di poco conto.</p>
<p>Lui può essere la chiave di svolta per<strong> trovare una cura al male che attanaglia il mondo</strong>, un mondo pieno di infetti. Il problema, però, è che deve sopravvivere e trovare altri esseri umani. Ecco quindi che dagli abissi in cui ci troviamo relegati, dobbiamo trovare un modo di salvarci e poi salvare lo stesso pianeta Terra e l’umanità tutta.</p>
<p>Un compito non da poco per un<strong> omino anonimo</strong>, privo di qualsivoglia tipologia di carisma e con cui è molto difficile creare una qualche forma di empatia. In effetti, tutto ciò che avviene a schermo è abbastanza piatto, prevedibile e già visto in centinaia di altre opere. Non c’è qualcosa che ci emoziona davvero.</p>
<p>Bisogna però segnalare qualche<strong> sporadico momento jump scare</strong> ben riuscito, così come l’aspetto estetico dei vari orrori e creature deformate dalle scorie radioattive non è completamente da buttare, anzi. In effetti, l’atmosfera, seppur non originale, è comunque ben riuscita e la sensazione di solitudine è tanto prepotente quanto efficace.</p>
<p>Il problema è il<strong> ritmo della storia in sé</strong>, ricca di vuoti, silenzi e incentrata su un tipo di esplorazione che, seppur interessante, non trova un valido riscontro nel gameplay che risulta poco preciso e altrettanto poco divertente. E a tal proposito, sei pronto a scoprire come sopravvivere in Unlife?</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-475707" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2024/02/unlife-recensione-687.webp" alt="unlife recensione" width="1280" height="720" title="Unlife - Recensione Nintendo Switch"></p>
<h2>Guida alla sopravvivenza</h2>
<p>Unlife è principalmente un <strong>platform 2D con rudimentali elementi da survival horror</strong> e un sistema di combattimenti impreciso e brutto. Ma procediamo con ordine. L’esplorazione di Unlife è decisamente lineare, costellata da piccole trappole, banali enigmi ambientali, oggetti da scoprire e raccogliere e soprattutto piattaforme su cui saltare.</p>
<p>L’eroe di turno ha un <strong>salto</strong> abbastanza generoso e il suo movimento a schermo, seppur dinoccolato, non crea enormi problemi. Il problema reale è il dannato <strong>puntatore</strong>. Il protagonista, infatti, è costantemente accompagnato da un puntatore a schermo che ne direziona l’andamento e l’attacco.</p>
<p>Questo significa che se vuoi indietreggiare, il personaggio procederà lentamente e in stile gambero almeno che non andrai a spostare il puntatore. Se questo risulta <strong>scomodo e inutilmente legnoso</strong>, la situazione si aggrava nei combattimenti.</p>
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<p>Il motivo è semplice ed è legato soprattutto alle<strong> armi ravvicinate</strong>: oltre alla direzione del personaggio dovrai anche settare manualmente il puntatore per regolare l’angolazione del colpo dell’arma. Centrare il bersaglio, mentre questi ti attacca con notevole aggressività, crea situazioni frustranti e scomode.</p>
<p><strong>Una scomodità che aumenta all’aumentare dei nemici</strong> per non parlare quando si viene circondati… lì è complesso giostrare il puntatore e attaccare. Tutto ciò crea situazioni inutilmente frustranti che si sommano a un sistema di checkpoint vecchio stile e poco user friendly.</p>
<p>Tradotto: ti ritroverai a <strong>morire tanto e a ripercorrere taaaante volte lunghe e noiose fasi di gioco</strong>. Il tutto per un’esperienza che va a stancare presto nonostante un buon sistema di oggetti e la presenza di due finali condizionati dal nostro comportamento in merito a un particolare fattore (che poi è l’unico realmente importante).</p>
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<p>Uccidere le <strong>creature</strong>, infatti, ci fornirà del materiale genetico che potrebbe agevolarci nel trovare una cura. Oltre a ciò, potremo recuperare medikit con cui curare le ferite e armi di vario genere. Non mancano le fasi dove ti ritroverai ad andare avanti e indietro con tanto di nemici che cambiano a quasi ogni passaggio.</p>
<p>Il titolo non è molto lungo ed è diviso in <strong>episodi</strong> ma, come detto, la sua natura ostica e i comandi imprecisi rendono l’esperienza poco gradevole e potrebbe allontanare subito i meno pazienti. Un peccato considerando che qualche buona idea, anche di level design, c’è.</p>
<h2>Grafica e sonoro</h2>
<p><strong>Graficamente</strong> parlando, Unlife oscilla costantemente. A un protagonista brutto e anonimo e a un mondo di gioco che varia abbastanza poco, si contrappongono delle creature ben realizzate e dal retrogusto quasi Lovecraftiano e un’atmosfera ben delineata.</p>
<p>Purtroppo non è comunque abbastanza per dare un’identità forte a un titolo abbastanza timido e che prova quasi a nascondere se stesso. Lo fa soprattutto nell’impianto ludico stesso con una visuale complessiva orizzontale estremamente <strong>piccola</strong> in stile quasi <strong>Fallout Shelter</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-475710" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2024/02/unlife-recensione.webp" alt="unlife recensione" width="1280" height="720" title="Unlife - Recensione Nintendo Switch"></p>
<p>Il problema è che non è ben trasportato e in <strong>modalità portatile</strong> dell’ibrida Nintendo, alcune cose sono troppo piccole. E questo complica non solo leggere alcuni sottotitoli ma anche identificare gli oggetti da raccogliere o alcuni elementi con cui interagire, senza contare che va a complicare ulteriormente la precisione del combattimento.</p>
<p>Il <strong>sonoro</strong> è abbastanza anonimo, non fastidioso ma quasi accessorio, faticando a lasciare traccia e diventando facilmente dimenticabile. Gli effetti sonori fanno da complice all’atmosfera generale del titolo. Da segnalare infine la totale assenza della lingua italiana anche se la mole di testo a schermo è abbastanza scarsa.</p>
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