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	<title>Tunnel of Doom &#8211; iCrewPlay.com</title>
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		<title>Tunnel of Doom: la recensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Rocca]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Dec 2021 15:00:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Tunnel of Doom è uno di quei titoli che mischia il tipico loop dei roguelike con meccaniche appartenenti ad altri generi, in questo caso i tower defense. Il gioco punta infatti a trasformare le classiche stanze dei dungeon in vere e proprie arene da difendere, a volte anche con piccoli obiettivi da proteggere. Anche se [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Tunnel of Doom</strong> è uno di quei titoli che mischia il <a href="https://www.icrewplay.com/roguelike-roguelite-differenza/" target="_blank" rel="noopener">tipico loop dei roguelike</a> con meccaniche appartenenti ad altri generi, in questo caso i tower defense. Il gioco punta infatti a <strong>trasformare le classiche stanze dei dungeon in vere e proprie arene da difendere</strong>, a volte anche con piccoli obiettivi da proteggere.</p>
<p>Anche se le premesse sembrano interessanti, <strong>questi due generi sono molto difficili da unire</strong> e persino giochi come <a href="https://www.icrewplay.com/dungeon-of-the-endless-apogee-recensione/" target="_blank" rel="noopener">Dungeon of the Endless</a> hanno avuto difficoltà nel farlo. Siamo quindi davanti a <strong>un&#8217;impresa ardua</strong> che, in questo caso, è riuscita solo a metà.</p>
<h2>Una storia semplicemente buttata</h2>
<p><strong>La storia di Tunnel of Doom</strong> narra di una <strong>miniera che viene invasa da mostri spaventosi</strong>, i quali uccidono i minatori. Data la misteriosa <strong>scomparsa degli uomini</strong>, il sindaco decide di <strong>chiudere il luogo fino all&#8217;arrivo dei soccorsi</strong>. Una donna, però, prende in mano la situazione e <strong>si butta a capofitto nelle buie gallerie della miniera</strong>, in modo da salvare più persone possibile durante l&#8217;attesa.</p>
<figure id="attachment_372578" aria-describedby="caption-attachment-372578" style="width: 1920px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-372578 size-full" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2021/12/Tunnel-of-Doom.png" alt="tunnel of doom recensione" width="1920" height="1080" title="Tunnel of Doom: la recensione"><figcaption id="caption-attachment-372578" class="wp-caption-text">Tutto inizia da questa breve introduzione.</figcaption></figure>
<p><strong>Esplorando</strong>, però, <strong>la protagonista scopre che la miniera è stata invasa da una misteriosa razza senziente, </strong>il cui mondo si è unito con il nostro per puro caso. Da questo punto in poi, purtroppo,<strong> la trama non viene approfondita più</strong> <strong>di tanto</strong> e il tutto dà una spiacevole sensazione di &#8220;spreco&#8221;. Dato che Tunnel of Doom presenta una vera e propria <strong>modalità storia</strong>, e viste le ottime premesse, sarebbe stato lecito aspettarsi <strong>qualche sviluppo narrativo più consistente</strong>.</p>
<h2>Tunnel of Doom: meccaniche difficili da convogliare</h2>
<p><strong>Il gameplay di Tunnel of Doom è sicuramente il cavallo di battaglia del titolo</strong>. Questo cerca infatti di <strong>unire il tipico loop di morti e rinascite con delle meccaniche da tower defense</strong>. La generazione procedurale, quindi, ha lo scopo di <strong>creare interi dungeon</strong> e, in misura ridotta, <strong>le singole arene che ospitano la parte da tower defense</strong>.</p>
<p>Ogni partita si svolge nello stesso modo: <strong>all&#8217;ingresso del dungeon si ottiene una mappa che mostra tutto il piano</strong>, evidenziando anche i punti d&#8217;interesse. Il dungeon è composto da <strong>stanze singole che occupano l&#8217;intera schermata</strong>, staccate tra loro in modo simile a quanto visto con <a href="https://www.icrewplay.com/the-binding-of-isaac-rebirth-ecco-la-recensione/" target="_blank" rel="noopener">The Binding of Isaac</a>. Muovendosi tra di esse abbiamo la possibilità di <strong>trovare oggetti o risorse</strong> e, in maniera randomica, di <strong>trovarci davanti a delle battaglie</strong>, la parte tower defense del titolo.</p>
<p>Entrando in una stanza, infatti, <strong>abbiamo una piccola probabilità di far avviare un battle stage</strong>. In questo caso, non è possibile uscire dalla stanza stessa fino alla risoluzione dello scontro. Abbiamo quindi una <strong>prima fase</strong> dove possiamo <strong>spostare gli oggetti</strong> nello scenario, <strong>creare barricate</strong> di vari materiali e <strong>posizionare torrette</strong>, tenendo conto dei <strong>punti d&#8217;ingresso</strong> dei nemici.</p>
<figure id="attachment_372575" aria-describedby="caption-attachment-372575" style="width: 1920px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="wp-image-372575 size-full" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2021/12/Tunnel-of-Doom-2.jpg" alt="tunnel of doom recensione" width="1920" height="1080" title="Tunnel of Doom: la recensione"><figcaption id="caption-attachment-372575" class="wp-caption-text">Prima di cominciare le battaglie, è importante piazzare le torrette in modo strategico, proteggendole con le barricate e con i vari oggetti. Una buona idea, che però si riduce a poche variabili.</figcaption></figure>
<p>Dopo questa prima fase preparatoria, poi, <strong>arriveranno le ondate di mostri</strong>, che verranno ingaggiate dalle torrette posizionate in precedenza. A questo si aggiunge la <strong>nostra presenza sul campo:</strong> possiamo infatti utilizzare il <strong>piccone</strong> come arma a corto raggio, oppure <strong>sfruttare le varie risorse come armi improvvisate</strong> ed eventuali armi da fuoco.</p>
<p>Proprio <strong>le risorse hanno una gestione interessante</strong>: queste vengono utilizzate per la creazione di <strong>barricate</strong> varie, ma fungono anche da <strong>munizioni</strong> per le torrette stesse e possono persino essere <strong>utilizzate come armi improvvisate</strong> (per esempio i frammenti di vetro possono essere lanciati come fossero coltelli).</p>
<p>Nonostante sulla carta questo funzioni bene, nella realtà dei fatti ci troviamo davanti a <strong>un gameplay che unisce diversi aspetti, senza però riuscire a farne eccellere nessuno</strong>. Le <strong>stanze</strong>, infatti, non riescono a essere delle arene interessanti per la difesa e, in generale, i nemici <strong>sciamano negli ambienti senza direzioni</strong> ben precise. Per questo motivo, le <strong>strategie adottabili</strong> per piazzare le torrette si <strong>riducono</strong> allo sfruttamento dei muri esterni e <strong>manca una certa varietà</strong> negli scontri stessi.</p>
<p><strong>Questa ripetitività</strong> è poi accentuata dalla <strong>poca varietà di nemici</strong>, i quali si riducono a pochissimi tipi. Se quindi uniamo questo a delle <strong>stanze molto simili tra loro</strong> e tendenzialmente <strong>prive di percorsi interni</strong>, ci rendiamo conto di come il risultato finale parta da buone basi, ma <strong>finisca con l&#8217;essere ripetitivo e poco appagante</strong> nel lungo periodo.</p>
<p><strong>Lo stesso utilizzo delle risorse come armi si rivela spesso poco utile</strong>, tolti pochi momenti occasionali. Troviamo poi delle idee interessanti, come lo <strong>sfruttamento delle fonti di luce per influenzare la direzione dei mostri</strong>, ma purtroppo <strong>nulla che riesca a risollevare</strong> la sensazione generale di <strong>eccessiva semplicità</strong>.</p>
<figure id="attachment_372577" aria-describedby="caption-attachment-372577" style="width: 1920px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="wp-image-372577 size-full" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2021/12/tunnel-of-doom-recensione.jpg" alt="tunnel of doom recensione" width="1920" height="1080" title="Tunnel of Doom: la recensione"><figcaption id="caption-attachment-372577" class="wp-caption-text">La schivata permette di saltare vere e proprie buche. Peccato che questa meccanica venga sfruttata pochissimo nelle stanze.</figcaption></figure>
<p><strong>Anche lo stesso dungeon non riesce a dare un&#8217;esplorazione degna di questo nome</strong>: le stanze senza battaglie non offrono troppe interazioni e si rivelano spesso dei <strong>semplici luoghi di passaggio</strong>. Ci sono alcune location dove possiamo trovare risorse, scelte da compiere o negozi, ma ancora una volta <strong>non siamo davanti a qualcosa che possa risollevare un gameplay</strong> piatto e poco coinvolgente.</p>
<p><a href="https://store.steampowered.com/app/1361840/Tunnel_of_Doom/" target="_blank" rel="noopener">Tunnel of Doom</a>, quindi, si rivela <strong>una commistione di generi poco riuscita</strong>, che in fin dei conti non riesce a portare la <strong>stessa profondità</strong> vista, per esempio, in Dungeon of the Endless, oppure una <strong>rigiocabilità che possa giustificare la generazione procedurale</strong> di interi dungeon. Il risultato finale non è tutto da buttare, ma non siamo nemmeno davanti a un titolo da tenere d&#8217;occhio.</p>
<h2>Artisticamente piacevole</h2>
<p><strong>Tunnel of Doom vanta un ottimo comparto tecnico</strong>. Sprite, ambientazioni ed effetti sono davvero belli da vedere e le animazioni sono sempre ben fatte. A questo <strong>si aggiunge una pixel art decisamente piacevole</strong>, che rende il comparto artistico del titolo una gioia per gli amanti di questo stile.</p>
<p><strong>Il comparto sonoro si limita a fare il suo lavoro</strong>, con poche tracce musicali, affiancate però da effetti sonori davvero ben fatti, che accompagnano gli scontri e l&#8217;esplorazione delle stanze.</p>
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