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	<title>Tri Breaker: A Sacred Symbols Odyssey &#8211; iCrewPlay.com</title>
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		<title>Tri Breaker: A Sacred Symbols Odyssey, recensione (PlayStation 5)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Aversano]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Dec 2024 17:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sony]]></category>
		<category><![CDATA[PlayStation 5]]></category>
		<category><![CDATA[Piattaforme]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Sviluppato e pubblicato da Lillymo Games, Tri Breaker: A Sacred Symbols Odyssey è un viaggio allucinante e intergalattico che parte da un gameplay “rompi-mattoni” per poi deviare la formula continuamente, offrendo un’esperienza veloce, appagante e impegnativa. Noi abbiamo affrontato l’importantissima missione spaziale su PlayStation 5 e questa è la nostra recensione. Pronto a partire insieme [&#8230;]]]></description>
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<p>Sviluppato e pubblicato da <strong>Lillymo Games</strong>, Tri Breaker: A Sacred Symbols Odyssey è un viaggio allucinante e intergalattico che parte da un gameplay “rompi-mattoni” per poi deviare la formula continuamente, offrendo un’esperienza veloce, appagante e impegnativa. Noi abbiamo affrontato l’importantissima missione spaziale su <a href="https://direct.playstation.com/it-it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PlayStation 5</a> e questa è la <strong>nostra recensione</strong>. Pronto a partire insieme a noi?</p>



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<div class="rb-videoresp"><iframe title="Tri Breaker: A Sacred Symbols Odyssey Reveal Trailer" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/53fw2SlkzD8?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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<h2 class="wp-block-heading">Tri Breaker: A Sacred Symbols Odyssey una storia strappasorrisi</h2>



<p>Per chi non lo sapesse, Tri Breaker: A Sacred Symbols Odyssey è il <strong>sequel diretto di Twin Breaker: A Sacred Symbols Adventure </strong>ed entrambi sono collocabili nel genere di videogiochi rompicapo, per l’esattezza in quelli italianamente definiti come “rompi-mattoni”. Banalmente, per tradurre in gameplay tale definizione, si muove uno o più piattaforme orizzontali su cui si fa rimbalzare una palla che deve poi colpire una serie di mattoncini. <strong>L’evoluzione del pong in chiave single player</strong>.</p>



<p>Ecco, un titolo del genere poteva mai avere una narrazione con tanto di <strong>campagna che oscilla fra le 3 e le 4 ore</strong> e disciolta in ben <strong>40 sfide</strong>? Ebbene, la risposta è: sì. E si tratta anche di una storia in grado di divertire e persino far riflettere. Inutile dire che è un titolo che non si prende mai troppo sul serio nonostante l’inserimento di tematiche politiche e riguardanti sia la fantascienza in generale che prodotti cinematografici e videoludici.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2024/12/Tri-Breaker-A-Sacred-Symbols-Odyssey-recensione-1024x576.jpg" alt="Tri Breaker: A Sacred Symbols Odyssey, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-534888" title="Tri Breaker: A Sacred Symbols Odyssey, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Nel dettaglio, i due precedenti eroi del prequel,<strong> Colin e Chris</strong>, si stanno godendo una sorta di pensione dopo anni dalle vicende di Twin Breaker quando vengono raggiunti da un tale di nome Dustin, funzionario governativo e viaggiatore spaziale. Tale <strong>Dustin</strong>, riesce a convincere, con non molti sforzi, a far rientrare in azione i due eroi formando così un tris da cui il titolo Tri Breaker. La storia si sviluppa in una serie di dialoghi tra un livello e un altro e quello che colpisce maggiormente è proprio l’umorismo.</p>



<p>Dalle immancabili <strong>battute </strong>sulla forma fallica della navicella di Dustin fino a citazioni e lievi cenni parodistici di altri titoli e della realtà stessa, Tri Breaker: A Sacred Symbols Odyssey regala un canovaccio surreale, fantascientifico e comico che sorprende per la leggerezza e per una stravagante coerenza personale e che si dimostra funzionale ed efficace. Per chi non fosse interessato alla storia, c’è comunque la possibilità di skipparli (ma sarebbe un peccato).</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2024/12/Tri-Breaker-A-Sacred-Symbols-Odyssey-recensione-48658959867-1024x576.jpg" alt="Tri Breaker: A Sacred Symbols Odyssey, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-534887" title="Tri Breaker: A Sacred Symbols Odyssey, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Non solo un rompi-mattoni</h2>



<p>Tri Breaker: A Sacred Symbols Odyssey prende la formula base del prequel e la migliora fino a stravolgerla, rompendo il proprio schema di base e riuscendo a offrire un’esperienza sorprendentemente<strong> varia e appagante</strong>, nonostante qualche lieve inciampo. Procedendo con ordine, il titolo, come detto più volte, esordisce come classico rompi-mattoni. </p>



<p>Questo ci porta ad avere il comando di due barre orizzontali con cui incassare i rimbalzi della navicella-fallica di Dustin che funge da proiettile con cui <strong>colpire i mattoncini</strong>. Ogni livello ha uno scopo principale e una missione opzionale secondaria oltre a un accumulo di punteggio legato alle nostre azioni. Inoltre, avremo a disposizione uno o più vite dopo le quali, per evitare il game over e quindi di ripetere il livello, potremo decidere di sacrificare parte del punteggio accumulato (la cui quantità sacrificabile aumenta all’aumentare dei nostri decessi). </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2024/12/Tri-Breaker-A-Sacred-Symbols-Odyssey-recensione-56485986-1024x576.jpg" alt="Tri Breaker: A Sacred Symbols Odyssey, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-534885" title="Tri Breaker: A Sacred Symbols Odyssey, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<p>Non finisce qui, oltre a governare le due barre orizzontali, avremo anche il <strong>comando del proiettile</strong> potendolo, tramite i tasti dorsali, indirizzare e roteare durante lo stesso volo. Quindi, riassumendo, dovremo coordinare ben tre elementi su schermo. Inutile dire che tutto ciò richiede pratica e molto allenamento, soprattutto per coordinare le inclinazioni del proiettile, non sempre intuitive. A ciò si aggiunge un caos a schermo spesso indomabile tra elementi da schivare e la velocità stessa del proiettile, con rispettive angolazioni.</p>



<p>L’esperienza di Tri Breaker: A Sacred Symbols Odyssey sorprende già solo su come varia il gameplay stesso da rompi-mattoncini, con <strong>power up</strong> (non sempre innovativi) e <strong>malus </strong>di vario genere ma anche con boss fight discretamente impegnative a cui si somma una curva di difficoltà non sempre accessibile a tutti ma che farà la gioia degli appassionati del genere. </p>



<p>La vera chicca ludica la troviamo però nel momento in cui cambiano si le carte in tavola ritrovandoci a vivere interi livelli con uno stile di gioco alla <strong>Snake </strong>o eseguendo percorsi come una navicella volante in <strong>livelli 2D a scorrimento orizzontale</strong>. Ci sono persino livelli in cui prenderemo il comando di “cannoni” (che rievocano i barili di <a href="https://www.icrewplay.com/donkey-kong-land-si-unisce-al-catalogo-nintendo-switch-online/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Donkey Kong</a>) e in cui dovremo coordinare i vari spari per tutto il livello. E tanto, tanto altro. Il tutto per un’esperienza che sorprende, diverta e regala anche discrete soddisfazioni risultando più impegnativo del previsto. </p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2024/12/Tri-Breaker-A-Sacred-Symbols-Odyssey-recensione-5865867-1024x576.jpg" alt="Tri Breaker: A Sacred Symbols Odyssey, recensione (PlayStation 5)" class="wp-image-534882" title="Tri Breaker: A Sacred Symbols Odyssey, recensione (PlayStation 5)"></figure>



<h2 class="wp-block-heading">Grafica e sonoro</h2>



<p><strong>Graficamente </strong>parlando, Tri Breaker: A Sacred Symbols Odyssey si chiude nella nostalgia retrò con aree in pixel e abbastanza semplici. Certo, non sempre gli elementi a schermo regalano grandi dettagli e molti vengono anche riciclati, ma svolgono il loro ruolo restando fedeli al genere di appartenenza senza osare più di tanto. Il <strong>sonoro</strong>, invece, offre chicche acustiche di un certo livello, accompagnando l’esperienza videoludica con grande efficacia e nostalgia.</p>



<p>Nota finale, invece, per la <strong>mancanza dei sottotitoli in lingua italiana</strong>. Normalmente, considerando il genere, non avremmo dato grande importanza a questa assenza ma, considerando la presenza di un buon numero di dialoghi con diverse battute divertenti, è un peccato non poterle godere nella nostra lingua.</p>
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