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	<title>Theatre of Sorrows &#8211; iCrewPlay.com</title>
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	<description>Portale di videogiochi, recensioni, speciali, anteprime e news!</description>
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		<title>Theatre of Sorrows: recensione di un titolo riuscito a metà</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/theatre-of-sorrows-recensione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Rocca]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Jan 2022 16:30:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Switch]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Theatre of Sorrows è uno di quei titoli che a un primo impatto sembrano davvero interessanti, grazie alla tipica atmosfera Lovecraftiana, ormai abusata da tantissimi sviluppatori di videogiochi. Allo stesso tempo, siamo davanti a un roguelite, che a sua volta si pone come un genere fin troppo abusato. Dato che i roguelite interessanti sono davvero [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Theatre of Sorrows</strong> è uno di quei titoli che a un primo impatto sembrano <strong>davvero interessanti</strong>, grazie alla tipica atmosfera <strong>Lovecraftiana</strong>, ormai abusata da tantissimi sviluppatori di videogiochi. Allo stesso tempo, siamo davanti a un <a href="https://www.icrewplay.com/roguelike-roguelite-differenza/" target="_blank" rel="noopener">roguelite</a>, che a sua volta si pone come un genere fin troppo abusato.</p>
<p><strong>Dato che i roguelite interessanti sono davvero pochi</strong> e, allo stesso tempo, <strong>non troppe opere rendono davvero giustizia a Lovecraft</strong>, vale la pena chiedersi se questo Theatre of Sorrows sia riuscito nel suo intento. Vediamolo insieme nella nostra recensione.</p>
<h2>Tra macabro, terrori e sanità mentale</h2>
<p><strong>La storia di Theatre of Sorrows si apre con un incipit già inquietante</strong>. Due gemelli restano orfani dei genitori e sono costretti a crescere insieme, contando l&#8217;uno sull&#8217;altra. <strong>La sorella del protagonista</strong>, però, viene <strong>rapita da un culto misterioso</strong>, con intenzioni sconosciute. Al fratello, invece, viene <strong>inviata una lettera con delle istruzioni</strong>: dovrà recarsi su un&#8217;isola sperduta, seguendo le indicazioni che gli verranno fornite in loco.</p>
<p>Rassegnato, <strong>il nostro protagonista prende un traghetto e arriva nell&#8217;inquietante isola</strong>, dove iniziano le vicende del gioco. Qui viene accolto da un <strong>misterioso individuo</strong>, che lo costringe a compiere i primi, <strong>macabri rituali</strong>: raccogliere gli ingredienti per creare un talismano e, allo stesso tempo, <strong>trovare i cuori di due esseri viventi e unirli</strong> insieme in un rituale oscuro.</p>
<p>Da qui in poi <strong>la trama del titolo non decolla mai</strong>, <strong>adagiandosi fin troppo sull&#8217;atmosfera macabra</strong> e non proponendo svolte che possano essere davvero interessanti. A questo si aggiunge <strong>un altro fattore che si interseca con il gameplay</strong>: visitando i vari luoghi veniamo accolti da un <strong>box di testo</strong> che descrive brevemente l&#8217;atmosfera e, in alcuni casi, ci pone <strong>davanti a una scelta</strong>. Inizialmente queste descrizioni danno una piacevole <strong>sensazione di inquietudine</strong> ma continuando a giocare tendono a ripetersi più e più volte, risultando noiose.</p>
<p><strong>La scelta di rendere Theatre of Sorrows un roguelike</strong>, infatti, è <strong>controproducente</strong>, quando si cerca di creare un&#8217;esperienza così tanto <strong>improntata su descrizioni narrative</strong>. Questo perché <strong>buona parte del mistero va scemando</strong>, diventando inevitabilmente <strong>poco interessante e perdendo tutta l&#8217;inquietudine iniziale</strong>. Sarebbe stato meglio sfruttare gli ottimi muri di testo per un&#8217;avventura testuale relativamente lineare, che si presta molto meglio a questo tipo di narrazione.</p>
<h2>Tra risorse, talismani e instabilità mentale</h2>
<p><strong>Il gameplay di Theatre of Sorrows si basa su un loop che punta tutto sulla gestione delle risorse</strong>. Ogni partita inizia infatti dall&#8217;albergo in cui il protagonista ha trovato alloggio e, partendo da qui, è necessario <strong>muoversi verso diverse location</strong>, che variano in base al punto della storia. A ogni <strong>partita</strong> o a ogni <strong>morte</strong> la mappa viene <strong>generata casualmente</strong> ma <strong>le location e i momenti della storia principale restano invariati.</strong></p>
<p>Questo, in soldoni, vuol dire che <strong>la storia prosegue sempre nello stesso modo</strong>, con gli stessi obiettivi principali, ma il modo in cui questi <strong>sono posizionati</strong> muta di volta in volta. Allo stesso modo, gli <strong>incontri e gli oggetti trovati nelle location sono parzialmente lasciati al caso.</strong></p>
<p>Theatre of Sorrows, però, <strong>non ci mette davanti a veri e propri ambienti da esplorare</strong> ma, al contrario, <strong>tutto si basa su scelte e box di testo</strong>. Per muoverci tra le varie location, infatti, <strong>si utilizza una mappa</strong>, dove queste sono disseminate con l&#8217;aspetto di semplici icone. <strong>Cliccando</strong> su una di esse, possiamo <strong>muoverci in quel luogo</strong> e, successivamente, <strong>scegliere se continuare a spostarci verso le icone circostanti oppure esplorare il luogo stesso.</strong></p>
<figure id="attachment_382502" aria-describedby="caption-attachment-382502" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-382502 size-large" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2022/01/Theatre-of-Sorrows-recensione-switch-1024x576.jpg" alt="Theatre of Sorrows recensione" width="1024" height="576" title="Theatre of Sorrows: recensione di un titolo riuscito a metà"><figcaption id="caption-attachment-382502" class="wp-caption-text">L&#8217;esplorazione si riduce a questa mappa di gioco, da cui si può accedere agli ambienti rappresentati dalle varie icone. Ogni icona può poi essere &#8220;esplorata&#8221; utilizzando un apposito menù, in modo tale da cercare le eventuali risorse che può offrire.</figcaption></figure>
<p>In quest&#8217;ultimo caso, ci imbatteremo in <strong>una breve descrizione</strong>, in una <strong>scelta</strong> o in un <strong>combattimento</strong>. Le scelte possono permetterci di <strong>esplorare ulteriormente</strong> il posto, oppure possono <strong>riguardare oggetti particolari trovati dal protagonista</strong>. In alcuni casi, poi, possiamo <strong>aprire un menù apposito per selezionare le varie stanze del luogo in questione</strong> che, a loro volta, possono presentare nuove scelte o nuove risorse da trovare.</p>
<p><strong>Il combattimento</strong>, invece, è semplice e banale. <strong>All&#8217;apparizione di un mostro</strong>, possiamo scegliere se scappare, perdendo <strong>stamina</strong>, o se scacciarlo con un incantesimo appreso, perdendo invece <strong>sanità mentale</strong>. Qualora questo fallisse, il mostro ci attaccherebbe, facendoci perdere <strong>salute</strong>. In questo caso, possiamo scegliere <strong>se tentare una delle azioni appena descritte o se utilizzare un talismano monouso</strong>.</p>
<p>Come avrai notato, i <strong>combattimenti sono soltanto un modo per costringerci a gestire le statistiche del protagonista</strong>: Sanità, Salute e Stamina. Compiere <strong>qualsiasi azione in gioco costa una o più di queste</strong>: muoversi nella mappa, scegliere di esplorare un edificio, assistere a un rituale oscuro e così via. Anche molti oggetti trovati nei vari luoghi sono dei <strong>consumabili necessari a</strong> <strong>ricaricare una delle statistiche.</strong></p>
<figure id="attachment_382503" aria-describedby="caption-attachment-382503" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="wp-image-382503 size-large" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2022/01/Theatre-of-Sorrows-recensione-1024x576.jpg" alt="Theatre of Sorrows recensione" width="1024" height="576" title="Theatre of Sorrows: recensione di un titolo riuscito a metà"><figcaption id="caption-attachment-382503" class="wp-caption-text">La gestione delle statistiche diventa centrale anche negli incontri con i mostri: è meglio sacrificare la sanità mentale, oppure la stamina?</figcaption></figure>
<p><strong>Proprio qui arriva il primo problema di Theatre of Sorrows</strong>. Dopo un&#8217;oretta di gioco, u<strong>n giocatore attento inizia a vedere dei pattern ben precisi nel reperimento di oggetti.</strong> Ad esempio, nelle chiese si trovano spesso delle candele, necessarie a ripristinare la sanità mentale. Dopo averlo capito, diventa <strong>facilissimo gestire l&#8217;esplorazione</strong> in modo da visitare prima i posti in cui sono disponibili gli oggetti che ci servono per ricaricare la statistica più bassa.</p>
<p>Di fatto, <strong>se nei primi momenti Theatre of Sorrows dona parecchia tensione</strong>, data dalle <strong>statistiche che inevitabilmente scendono</strong> costantemente con le varie azioni, proseguendo nel gioco questa sensazione scema, fino a scomparire del tutto. Questo è dovuto principalmente alla scarsa varietà di location disponibili e, allo stesso modo, alla scarsa varietà di oggetti consumabili.</p>
<p>Lo stesso discorso si applica al <strong>crafting</strong>. Uno degli obiettivi principali delle varie partite, è infatti <strong>quello di creare un talismano</strong>. Per farlo bisogna necessariamente <strong>esplorare i vari luoghi, reperire i materiali, e unirli in un unico talismano</strong> necessario per proseguire nella storia principale o per aumentare le nostre statistiche. Il problema è che il reperimento di oggetti non sembra avere un <strong>equilibrio</strong>: in alcuni casi si trova tutto ciò serve, mentre in altri frangenti si esplora la mappa per diverso tempo senza imbattersi nell&#8217;ingrediente necessario e proseguire.</p>
<p>A tutto questo, si aggiunge la <strong>natura prettamente descrittiva dell&#8217;esplorazione</strong>. Ogni luogo, evento o interazione è infatti affidata a <strong>descrizioni e a scelte multiple</strong> che, anche in questo caso, <strong>dopo un&#8217;oretta di gioco tendono a ripetersi</strong>. Il risultato è la completa distruzione della sensazione di inquietudine iniziale, che <strong>dopo aver visto per l&#8217;ennesima volta la stessa descrizione scema inevitabilmente</strong>.</p>
<p><strong>Theatre of Sorrows parte quindi da idee interessanti</strong>, che vedono il protagonista gestire diverse risorse per proseguire l&#8217;avventura, ma <strong>unite insieme da una struttura di gioco troppo ripetitiva e poco interessante</strong>: ci sono poche location, pochi oggetti, poche situazioni e tanti muri di testo troppo simili tra loro. Se poi ci aggiungiamo <strong>una storia principale con poco mordente</strong> e, a sua volta, con degli <strong>obiettivi principali da ripetere inevitabilmente a ogni morte</strong>, capiamo che il titolo <strong>avrebbe beneficiato immensamente di una struttura narrativa lineare</strong>, dove le varie situazioni si sarebbero susseguite con un crescendo di tensione e non con un senso di ripetitività costante.</p>
<p><strong>La struttura da roguelike</strong>, infatti, dovrebbe essere affiancata <strong>da una complessità abbastanza elevata</strong> da offrire una curva di <strong>apprendimento</strong> al giocatore, in modo da <strong>non scadere ben presto nella ripetitività</strong>. In questo caso, invece, il titolo propone pochissime meccaniche, che vengono date in pasto al giocatore in un loop fin troppo stretto e poco stimolante.</p>
<p>In ogni caso, <strong>il<a href="https://store.steampowered.com/app/1720760/Theatre_of_Sorrows/" target="_blank" rel="noopener"> titolo</a> riesce a offrire un&#8217;esperienza sufficientemente interessante</strong> che, nonostante la sua ripetitività, può <strong>incuriosire gli appassionati del macabro</strong> e delle avventure testuali. Non sarà un gioco memorabile, ma sicuramente si lascia finire una volta se apprezzi il genere e se pensi che questa struttura di gioco possa piacerti.</p>
<h2>La parte migliore del titolo</h2>
<p><strong>Il comparto tecnico di Theatre of Sorrows non è troppo elaborato e si limita a presentare poche animazioni</strong>. La mappa di gioco resta fin troppo scialba, le ambientazioni sono schermate statiche e i dialoghi sono semplici box di testo con le immagini dei personaggi. Allo stesso modo, le animazioni presenti non sono mai troppo elaborate.</p>
<p>Tuttavia, il risultato finale riesce a essere comunque interessante. <strong>Questo grazie allo splendido comparto artistico</strong>, in grado di presentare disegni decisamente d&#8217;impatto, personaggi sempre inquietanti e creature dall&#8217;aspetto raccapricciante. Nonostante ci siano poche animazioni, infatti, <strong>la sensazione di inquietudine</strong> regalata da Theatre of Sorrows è dovuta in larga parte all&#8217;atmosfera creata dall&#8217;artistista dietro le illustrazioni.</p>
<p>A questo, poi, <strong>si aggiunge un comparto audio a sua volta ottimo</strong>. Le musiche e gli effetti sonori sono infatti perfetti per completare l&#8217;atmosfera macabra e inquietante che caratterizza i luoghi e le vicende, che vengono arricchiti molto dalla cura posta in questo frangente. Il gioco, di fatto, si risolleva proprio grazie a questo.</p>
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<p>Nonostante il gameplay sia banale, <strong>l&#8217;atmosfera regalata dal comparto artistico e sonoro può essere un valido motivo per considerare l&#8217;acquisto del titolo</strong>, per i giocatori che proprio non possono fare a meno di esperienze a tema Lovecraftiano. Sia chiaro, non raggiungiamo livelli di eccellenza, ma il risultato finale resta comunque degno di nota.</p>
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