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	<title>The Vale &#8211; Shadow of the Crown &#8211; iCrewPlay.com</title>
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	<description>Portale di videogiochi, recensioni, speciali, anteprime e news!</description>
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	<title>The Vale &#8211; Shadow of the Crown &#8211; iCrewPlay.com</title>
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	<item>
		<title>The Vale e The Last of us: quando disabilità sta per innovazione</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/disabilita-e-videogiochi-the-vale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Benedetta Sclano]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Sep 2021 10:30:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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					<description><![CDATA[Da sempre concepiamo il videogioco come un prodotto digitale interattivo composto da immagini e suoni. La creatività dei team di sviluppo prende forma sempre partendo da questa definizione, ma forse è il momento di andare oltre: come potrebbe essere ridefinito il videogioco? E soprattutto, ce n&#8217;è davvero bisogno? Si pensa che più il titolo venga [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Da sempre concepiamo il videogioco come un <strong>prodotto digitale interattivo</strong> composto da <strong>immagini</strong> e <strong>suoni</strong>. La creatività dei team di sviluppo prende forma sempre partendo da questa definizione, ma forse è il momento di <strong>andare oltre</strong>: come potrebbe essere ridefinito il videogioco? E soprattutto, ce n&#8217;è davvero bisogno?</p>
<p>Si pensa che <strong>più il titolo venga curato in tutti gli aspetti tecnici</strong> (dalla grafica al comparto audio) <strong>più sarà immersivo;</strong> alcuni titoli in particolare, possono mettere in dubbio questa ferrea convinzione e forse portarci a vedere da un&#8217;<strong>altra prospettiva</strong> il videogioco, forse anche più <strong>inclusiva</strong>. Da <em><strong>The Vale</strong></em> a <em><strong>The Last of Us part 2</strong></em> vediamo alcuni esempi diversi di come un titolo può essere accessibile ai più, anche andando oltre vari aspetti convenzionali.</p>
<h2>The Vale: originale e d&#8217;ispirazione</h2>
<p><a href="https://www.icrewplay.com/the-vale-shadow-of-the-crown-la-recensione/" target="_blank" rel="noopener"><em><strong>The Vale</strong></em></a> è uno dei titoli in questione, firmato <strong>Falling Squirrel</strong>: un&#8217;avventura ricca di azione <strong>basata interamente sull&#8217;audio</strong>. Questa volta il giocatore veste i panni di <strong>Alex</strong>, udite udite una <strong>principessa guerriera non vedente</strong>, tratto che determina l&#8217;intero gameplay. Infatti per tutto il titolo, il giocatore ha davanti a sé nient&#8217;altro che uno schermo nero: per procedere nell&#8217;avventura dovrà<strong> basarsi sull&#8217;intero comparto audio</strong>, dalle conversazioni, agli effetti sonori e sul controller (joypad o tastiera che sia).</p>
<figure id="attachment_241008" aria-describedby="caption-attachment-241008" style="width: 800px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-large wp-image-241008" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2020/07/3712439-thevalescreenshotpast-1024x577.png" alt="the vale: shadow of the crown" width="800" height="451" title="The Vale e The Last of us: quando disabilità sta per innovazione"><figcaption id="caption-attachment-241008" class="wp-caption-text">La schermata del titolo</figcaption></figure>
<p>La cosa che più mi ha colpito di <em><strong>The Vale </strong></em>è proprio che <strong>Alex</strong> fa della sua <strong>disabilità</strong> <strong>un vantaggio da utilizzare</strong> contro i nemici, non solo in termini di trama ma anche in termini di <strong>gameplay</strong>. Mi ha dato l&#8217;occasione di riflettere sul fatto che, per chi ha un certo tipo di disabilità (che sia non vedente, non udente o altro), i videogiochi siano un&#8217;esperienza a metà. <strong>Falling Squirrel Inc </strong>ha trasformato il limite di <strong>Alex</strong> in un gameplay originale e comunque immersivo e piacevole: che alcuni tipi di <strong>disabilità</strong> siano proprio occasioni per ripensare anche la tradizionale esperienza videoludica?</p>
<h2>The Last of Us Part 2: un punto di riferimento</h2>
<p><strong>Emilia Schatz</strong>, <strong>lead gameplay designer</strong> ha dichiarato, a proposito di <em><strong>The</strong></em> <em><strong>Last of Us Part 2</strong></em>, che accrescere l&#8217;accessibilità di un prodotto significa <b>mettere ogni giocatore nella posizione di poter vivere l&#8217;esperienza</b>, <strong>a prescindere dalla sua condizione</strong>. E così, implementando più di <b>60 impostazioni di accessibilità</b>, tutti troveranno una <strong>potenziale soluzione ai propri problemi</strong>. Questo fa di <em><strong>The Last Of Us Part 2</strong></em> un assoluto punto di riferimento in ambito videoludico per l&#8217;accessibilità offerta.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-347571 size-large" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2021/09/49986314092_a7241c15e9_o-scaled-1-1024x576.jpg" alt="The Vale e The Last of us: quando disabilità sta per innovazione" width="800" height="450" title="The Vale e The Last of us: quando disabilità sta per innovazione"></p>
<p>Il titolo permette di <b>intervenire sui sottotitoli</b>, impostandone colori, sfondo e dimensioni, o di alterare la tonalità dell&#8217;interfaccia per adattarla ai propri gusti o bisogni; è possibile impostare il contrasto elevato per far risaltare in maniera particolare nemici ed elementi interattivi. è possibile <b>ingrandire gli elementi a schermo</b> e attivare la lettura di qualsiasi testo presente in caso di necessità tramite la sintesi vocale.</p>
<h2>L&#8217;esempio di Electronic Arts</h2>
<p>Il mese scorso <a href="https://www.ea.com/it-it/news/using-our-patents-to-drive-positive-play" target="_blank" rel="noopener"><strong>Electronic Arts</strong></a> ha annunciato che avrebbe <strong>reso disponibili gratuitamente i brevetti e le tecnologie</strong> relative all&#8217;<strong>accessibilità</strong>, con la speranza che questa apertura incoraggi a creare videogiochi più accessibili per chi presenta alcune <strong>disabilità</strong>. I cinque brevetti coprono tecnologie progettate per aiutare i giocatori con<strong> disabilità visive</strong>, <strong>linguistiche</strong>, <strong>uditive</strong> e <strong>cognitive</strong>.</p>
<p><img decoding="async" class="size-large wp-image-347566 aligncenter" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2021/09/copy-of-copy-of-ex-1-normal-as-seen-with-deuteranopia_4zvd-1024x575.png" alt="electronic arts" width="800" height="449" title="The Vale e The Last of us: quando disabilità sta per innovazione"></p>
<p>Fra questi è incluso il brevetto per il suo popolare <i>&#8220;<strong>Ping System</strong>&#8220;, </i>che supporta la comunicazione tra giocatori: la tecnologia consente di comunicare attraverso <strong>input di controller semplici e mappabili</strong> anziché tramite auricolare e microfono, ed è stato accolto con grande entusiasmo dai giocatori di <strong><i>Apex Legends</i></strong>. Non solo rende i titoli più accessibili, ma contribuisce ad arginare il fenomeno del linguaggio tossico nelle chat online.</p>
<figure id="attachment_347568" aria-describedby="caption-attachment-347568" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-347568 size-full" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2021/09/Electronic-arts-brevetti-accessibilita-apex-legends-1024x576-1.jpg" alt="Il Ping System" width="1024" height="576" title="The Vale e The Last of us: quando disabilità sta per innovazione"><figcaption id="caption-attachment-347568" class="wp-caption-text">il Ping System</figcaption></figure>
<p>Tre dei brevetti disponibili coprono la tecnologia che rende i videogiochi più accessibili ai giocatori con problemi di vista, già implementati in <i><strong>Madden</strong> <strong>NFL</strong></i> e <strong><i>FIFA</i></strong>. Le tecnologie brevettate <strong>rilevano e modificano automaticamente i colori</strong>, la <strong>luminosità</strong> e il <strong>contrasto</strong> in un gioco per migliorare la visibilità di oggetti con luminosità simili.</p>
<p>Ciò consente ai giocatori di percepire e interagire meglio con il contenuto. Il quinto brevetto coperto dall&#8217;impegno riguarda una tecnologia audio personalizzata che mira ad aiutare i giocatori con problemi di udito <strong>modificando o creando musica in base alle loro preferenze uditive</strong>.</p>
<h2>La disabilità come occasione</h2>
<p>Rendere i videogiochi più inclusivi per chi ha una <strong>disabilità</strong> rappresenta un duplice vantaggio: quello per i videogiocatori è evidente ma c&#8217;è anche da dire, &#8220;cinicamente&#8221; parlando, che per le aziende significa sia raggiungere nuovi clienti sia mostrarsi &#8220;socialmente impegnata&#8221;, proprio come nel caso di <strong>Electronic Arts</strong>. Le persone che presentano un tipo di <strong>disabilità</strong> legata alla percezione, visiva o uditiva che sia, sono una sfida e un&#8217;occasione al tempo stesso anche per il settore videoludico: la chiave sta proprio nel considerare la disabilità come un&#8217;opportunità.</p>
<p><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-347572 aligncenter" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2021/09/3561013.png" alt="The Vale e The Last of us: quando disabilità sta per innovazione" width="650" height="523" title="The Vale e The Last of us: quando disabilità sta per innovazione"></p>
<p>Solo così si può mettere in discussione e riformulare anche il concetto stesso di videogame nell&#8217;ottica dell&#8217;inclusività. Perché non inserirla nel gameplay proprio come un &#8220;tratto speciale&#8221;, alla stregua di <em><strong>The Vale</strong></em>? O magari, sfruttare le nuove tecnologie e proporre un nuovo approccio al videogioco, proprio come ha fatto <a href="https://docs.microsoft.com/en-us/gaming/accessibility/guidelines" target="_blank" rel="nofollow noopener"><strong>Microsoft</strong></a>, proponendo un &#8220;<strong>controller adattivo</strong>&#8220;. Insomma la sfida è aperta e sicuramente c&#8217;è ancora molto su cui lavorare.</p>
<div class="rb-videoresp"><iframe loading="lazy" title="Xbox Adaptive Controller Review" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/MHOYQQTvQu4?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
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			</item>
		<item>
		<title>The Vale: Shadow of the Crown, la recensione</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/the-vale-shadow-of-the-crown-la-recensione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Damiano Barci]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Aug 2021 12:00:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Epic Games Store]]></category>
		<category><![CDATA[Steam]]></category>
		<category><![CDATA[Xbox One]]></category>
		<category><![CDATA[Xbox One X]]></category>
		<category><![CDATA[Xbox Series X|S]]></category>
		<category><![CDATA[Microsoft]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Quella che segue è certamente di una frase trita e ritrita, utilizzata tanto tra appassionati quanto tra addetti al settore dell&#8217;arte videoludica, eppure sempre attuale: &#8216;Nel mondo degli indie, quando non si hanno troppe risorse, bisogna puntare sull&#8217;originalità&#8216;. Falling Squirrel Inc. questo lo sa bene, e si è attenuta totalmente a questo principio dando vita a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quella che segue è certamente di <strong>una frase trita e ritrita</strong>, utilizzata tanto tra appassionati quanto tra addetti al settore dell&#8217;arte videoludica, eppure sempre attuale: &#8216;<strong>Nel mondo degli indie, quando non si hanno troppe risorse, bisogna puntare sull&#8217;originalità</strong>&#8216;.</p>
<p><strong>Falling Squirrel Inc. </strong>questo lo sa bene, e si è attenuta totalmente a questo principio dando vita a <strong>The Vale: Shadow of the Crown</strong>, un titolo che non si fa fatica a definire &#8216;<strong>per intenditori</strong>&#8216;, eppure, fruendone, si percepisce subito che esso ha un valore molto più profondo: <strong>si tratta probabilmente di uno dei pochi videogiochi fruibili in toto da chi non vede, in grado di proporsi ottimamente anche a chi vede</strong>.</p>
<figure id="attachment_342240" aria-describedby="caption-attachment-342240" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-342240 size-large" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2021/08/The-Vale-Landscape-Clean-1024x640.png" alt="The Vale: Shadow of the Crown protagonista" width="1024" height="640" title="The Vale: Shadow of the Crown, la recensione"><figcaption id="caption-attachment-342240" class="wp-caption-text"><strong>Alex</strong>, la protagonista del gioco, nell&#8217;<strong>unica immagine</strong> che di lei si possiede</figcaption></figure>
<p>Non è la prima volta che noi di <strong>iCrewPlay</strong> parliamo di questo raro (ma non troppo) esemplare di <strong>audiogame</strong>. Già l&#8217;anno scorso gli dedicammo infatti un&#8217;<strong>anteprima</strong>, che puoi leggere <strong><a href="https://www.icrewplay.com/abbiamo-provato-the-vale-shadow-of-the-crown/" target="_blank" rel="noopener">qui</a></strong>.</p>
<p>Ogni elemento di questo titolo, che <strong>riesce sorprendentemente a mantenere ogni singola caratteristica del genere in cui si auto-colloca</strong>, ovvero l&#8217;<strong>RPG</strong>, è concepito su misura per divertire le persone prive del dono della vista, e al contempo tali attenzioni non penalizzano minimamente l&#8217;esperienza del pubblico vedente. Vedremo in seguito perché. Diamo prima un&#8217;occhiata alla storia che <strong>The Vale: Shadow of the Crown </strong>racconta.</p>
<h2>The Vale: Shadow of the Crown, una storia di resilienza e di coraggio</h2>
<p>Le vicende narrate in <strong>The Vale: Shadow of the Crown </strong>si collocano in un<strong> ambientazione medievale</strong> scevra di elementi magici, piuttosto legata alla <strong>realmente esistita media aetas europea</strong>, dura e cruenta.</p>
<p>In questa situazione nasce e vive <strong>Alex</strong>, figlia del sovrano del regno fittizio di <strong>Glades</strong>, la quale è tuttavia<strong> salvata dall&#8217;emarginazione sociale</strong> <strong>solo grazie al proprio sangue reale</strong>, essendo non vedente fin dalla sua venuta al mondo.</p>
<p>Oltre a questa condizione ci sono anche <strong>altre due avversità</strong> che complicano la sua vita: <strong>l&#8217;essere donna e l&#8217;essere secondogenita</strong>.</p>
<p>A fronte di un padre impietoso e assente, <strong>la ragazza cresce con l&#8217;affetto sia del fratello Theo</strong>, erede al trono, <strong>che dello zio Ivor</strong>, che <strong>le farà da mentore nell&#8217;arte del combattimento</strong>, ritenendo ingiusto trattarla diversamente da come avrebbe fatto se gli occhi di lei fossero stati in grado di vedere.</p>
<p>Alla morte del distante genitore, <strong>Theo </strong>gli succede, mentre per la nostra protagonista viene disposto che dimori in <strong>una</strong> <strong>fortezza ai margini del regno</strong> con una schiera di servitori al seguito, compreso lo zio <strong>Ivor</strong>, che la scorta durante la lunga traversata.</p>
<p>Tale viaggio si rivela non solo lungo, ma anche<strong> pericoloso</strong>, infatti viene interrotto dall&#8217;<strong>attacco delle avanguardie di un temibile esercito invasore che si dirige verso</strong> <strong>Nobell</strong>, capitale del regno di <strong>Glades </strong>e città natale di <strong>Alex</strong>.</p>
<figure id="attachment_342242" aria-describedby="caption-attachment-342242" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-342242 size-large" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2021/08/The-Vale-ScreenShot-Map-1024x576.png" alt="The Vale: Shadow of the Crown screen" width="1024" height="576" title="The Vale: Shadow of the Crown, la recensione"><figcaption id="caption-attachment-342242" class="wp-caption-text">La <strong>mappa di gioco</strong>, che si limita a mostrare<strong> il percorso dalle Terre di confine alla capitale Nobell</strong></figcaption></figure>
<p><strong>Sopravvissuta</strong> <strong>all&#8217;attacco</strong>, la giovane, seppur malmessa da questa peripezia, <strong>deve tornare verso casa onde dare man forte a suo fratello</strong>. Ad aiutarla ci sarà<strong> Abdelrashid</strong>, un pastore incontrato lungo la strada che sarà i suoi occhi. Il lungo percorso si rivelerà anche<strong> una via verso verità nascoste</strong>.</p>
<h2>&#8216;Fidati dell&#8217;istinto, Alex!&#8217;</h2>
<p>Come anticipato sia nella già menzionata anteprima dedicata al titolo che nel primo paragrafo di questa recensione, <strong>The Vale: Shadow of the Crown </strong>è un esempio di <strong>audiogame</strong>, ovverosia <strong>un&#8217;opera videoludica concepita per essere fruita anche</strong>, se non principalmente, <strong>dalle persone non vedenti</strong>.</p>
<p>L&#8217;<strong>esperienza visiva di gioco</strong> è infatti, con poche eccezioni consistenti solo nei <strong>vari menù</strong> e <strong>nella mappa di gioco</strong>, la quale peraltro non richiede interventi in cui l&#8217;occhio umano rivesta particolare importanza,<strong> ridotta ad un immutabile schermo nero</strong>, intervallato solo dalle schermate di caricamento (ragionevolmente molto brevi), e <strong>punteggiato da lucciole</strong> che cambiano colore da giallo a blu a secondo dell&#8217;ora del gioco, a uso e consumo del giocatore vedente, che potrebbe non percepire che il gioco stia effettivamente andando avanti.</p>
<figure id="attachment_342241" aria-describedby="caption-attachment-342241" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-342241 size-large" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2021/08/The-Vale-Screenshot-Night-1024x575.png" alt="The Vale: Shadow of the Crown screen" width="1024" height="575" title="The Vale: Shadow of the Crown, la recensione"><figcaption id="caption-attachment-342241" class="wp-caption-text">Le lucciole summenzionate come appaiono <strong>durante la notte</strong></figcaption></figure>
<p>Una <strong>voce fuori campo viene in aiuto del fruitore non vedente</strong> quando compaiono <strong>scritte a schermo rilevanti</strong> per l&#8217;avanzamento (al solito <strong>limitate ai soli menù</strong>).</p>
<p><strong>Udito e tatto divengono fondamentali durante le fasi di combattimento</strong>, piuttosto numerose e cadenzate. <strong>I nuovi controller aptici giocano un ruolo preminente</strong>, sebbene <strong>The Vale: Shadow of the Crown</strong> sia fruibile tranquillamente anche con <strong>la sola tastiera</strong> (la configurazione controlli è peraltro orchestrata<strong> in maniera anatomica</strong>, cosicché <strong>il giocatore non vedente può trovare facilmente i tasti da premere mantenendo le mani rilassate</strong>).</p>
<p>Qualora si utilizzi un controller per giocare, esso coadiuverà l&#8217;udito nell&#8217;individuare la direzione degli attacchi. Il <strong>combat</strong> è infatti basato su <strong>un sistema di contrattacchi</strong> richiedente estremo tempismo. <strong>Da escludere nel modo più assoluto lo spamming</strong>, visto che <strong>Alex ha una stamina limitata</strong>,<strong> il cui esaurimento è percepibile dal solo affannare della ragazza</strong> (ribadiamo, non è visibile a schermo nessuna barra, né di salute né di stamina).</p>
<p><strong>Il controller vibra in posizioni diverse a seconda della direzione da cui provengono gli attacchi</strong> (davanti, sinistra o destra). Dalla medesima direzione arrivano i rumori fatti dagli avversari, anch&#8217;essi<strong> indicatori di un attacco in arrivo</strong>.</p>
<figure id="attachment_342243" aria-describedby="caption-attachment-342243" style="width: 1024px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-342243 size-large" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2021/08/The-Vale-ScreenShot-Stats-1024x576.png" alt="The Vale: Shadow of the Crown screen" width="1024" height="576" title="The Vale: Shadow of the Crown, la recensione"><figcaption id="caption-attachment-342243" class="wp-caption-text">Scheda di una delle armi. Anche in questo caso interviene la<strong> voce fuori campo</strong></figcaption></figure>
<p>L&#8217;udito serve anche ad<strong> orientarsi nelle situazioni di calma</strong>, in cui il gioco assume totalmente i tratti di un <strong>RPG</strong>. <strong>L&#8217;equipaggiamento</strong> <strong>è infatti personalizzabile</strong>, per quanto<strong> abbastanza elementare nella varietà</strong> (sono presenti <strong>solo livelli nudi e crudi</strong>,<strong> privi di statistiche eccessivamente complesse</strong>). Non mancano le <strong>quest secondarie</strong>, fondamentali per <strong>guadagnare rame</strong> <strong>onde migliorare lo stesso equipaggiamento</strong>.</p>
<p>Un altro elemento che è ormai quasi una costante per il genere è parimenti presente: <strong>la caccia</strong>. Da compiersi<strong> con arco e frecce</strong> affidandosi ancora una volta all&#8217;<strong>udito</strong> per mandare i colpi a segno.</p>
<h2>Anche (e soprattutto) l&#8217;orecchio vuole la sua parte</h2>
<p>Essendo <strong>la componente uditiva il cardine di <a href="https://store.steampowered.com/app/989790/The_Vale_Shadow_of_the_Crown/" target="_blank" rel="noopener">The Vale: Shadow of the Crown</a></strong>, tanto l&#8217;<strong>effettistica</strong> quanto la<strong> colonna sonora</strong> sono <strong>curate eccellentemente e piacevoli</strong>, riuscendo nell&#8217;arduo compito di<strong> far dimenticare al giocatore vedente di possedere cinque sensi</strong>.</p>
<p>L&#8217;<strong>audio binaurale </strong>garantisce un&#8217;esperienza d&#8217;ascolto videoludica paragonabile in qualità ed efficacia a quella proposta in <b>Hellblade: Senua&#8217;s Sacrifice </b>(2018) di <strong>Ninja Theory</strong>.</p>
<p>Il tutto è <strong>coronato da un doppiaggio d&#8217;eccezione</strong> che annovera<strong> diversi nomi importanti di quest&#8217;arte</strong>. Da citare obbligatoriamente: <strong>Karen Knox</strong>, voce del personaggio di <strong>Melanie </strong>in <strong>Watch Dogs 2</strong>; <strong>Samer Salem</strong>, che proviene dalla televisione e ha interpretato il <strong>Guardiano della Fede David </strong>nella serie televisiva <strong>Il racconto dell&#8217;ancella</strong>; infine, <strong>Steve Cumyn</strong>, il cui ruolo più importante in ambito videoludico è stato quello di <strong>Hoyt Volker </strong>in <strong>Far Cry 3 </strong>(2012).</p>
<p>L&#8217;unica critica, per quanto irrisoria, che si potrebbe muovere al titolo riguarda <strong>la necessità di utilizzare cuffie per godere al meglio di quanto esso offre</strong>: esistono gamer che amano ancora <strong>l&#8217;audio in diffusione</strong>, dopotutto.</p>
<div class="rb-videoresp"><iframe loading="lazy" title="The Vale: Shadow of the Crown (Blind Accessible Audio Game) -- Launch Trailer" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/Zf5sAmloov4?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Abbiamo provato The Vale: Shadow of the Crown</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/abbiamo-provato-the-vale-shadow-of-the-crown/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Barberini]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Jul 2020 14:00:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Anteprime]]></category>
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					<description><![CDATA[Iniziamo con il premettere che The Vale: Shadow of the Crown è un audiogame, per cui qualcuno potrebbe non sapere di che cosa stiamo parlando.  Gli audiogame sono dei giochi sviluppati per ipovedenti e non vedenti. Attraverso questi infatti, persone con difetti gravi alla vista possono giocare su PC e console. Si tratta di un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Iniziamo con il premettere che <strong>The Vale: Shadow of the Crown</strong> è un <strong>audiogame</strong>, per cui qualcuno potrebbe non sapere di che cosa stiamo parlando. </p>
<p>Gli audiogame sono dei <strong>giochi sviluppati per ipovedenti e non vedenti</strong>. Attraverso questi infatti, persone con difetti gravi alla vista <strong>possono giocare su PC e console</strong>. Si tratta di un titolo per il quale lo schermo è inutile. Gli input audio saranno gli unici indizi per sopravvivere in The Vale. </p>
<figure id="attachment_241010" aria-describedby="caption-attachment-241010" style="width: 1710px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-241010 size-full" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2020/07/The-Vale-Player.jpg" alt="tecnologia inclusiva" width="1710" height="900" title="Abbiamo provato The Vale: Shadow of the Crown"><figcaption id="caption-attachment-241010" class="wp-caption-text">Un giocatore non vedente impegnato in una partita di The Vale.</figcaption></figure>
<p>Gli audiogame sono un genere pensato ovviamente per chi ha problemi alla vista, sviluppati da piccolissime realtà che offrono spesso i titoli gratis. Una realtà che sta prendendo piede anche tra i normovedenti; molte volte sono audiogame dalla <strong>trama veramente interessante</strong>, un modo differente di intrattenimento.</p>
<p>Si tratta di un modo diverso di giocare; possiamo esplorare gli ambienti o combattere con la spada solo basandoci sul nostro udito. <strong>L&#8217;audio 3d</strong> <strong>ricrea perfettamente la direzione dei rumori</strong>, dandoci un&#8217;idea dello spazio in cui ci muoviamo.</p>
<h2>The Vale</h2>
<p>La storia parla di una ragazza di nobile discendenza che viene mandata a supervisionare un piccolo castello, mentre il fratello maggiore eredita il trono. La protagonista è rimasta per la maggiora parte della sua vita nel castello reale, difesa dal mondo ed esiliata da esso. </p>
<p>Questa potrebbe essere la prima avventura per una <strong>nobildonna non vedente</strong>; accettato l&#8217;incarico, la giovane nobile viene assalita durante il viaggio da un esercito nemico; si ritrova così in terra ostile, senza nessuno su cui poter contare e senza vista. Riuscirai a riportare la fanciulla al sicuro senza vedere il sentiero?</p>
<p>Questa è la sorprendente introduzione, narrata dalla voce della protagonista; durante il gioco infatti noi vestiremo i panni della ragazza non vedente. Il gioco e il gameplay sono interamente basati sull&#8217;ascolto, dall&#8217;esplorazione ai combattimenti. </p>
<figure id="attachment_241008" aria-describedby="caption-attachment-241008" style="width: 1833px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-241008 size-full" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2020/07/3712439-thevalescreenshotpast.png" alt="the vale: shadow of the crown" width="1833" height="1032" title="Abbiamo provato The Vale: Shadow of the Crown"><figcaption id="caption-attachment-241008" class="wp-caption-text">Per chi volesse provare a giocare vedendo lo schermo, ebbene ecco a voi una vista di The Vale, in particolare qui siamo in un bosco in cui a breve verremo assaliti da dei lupi provenienti da destra.</figcaption></figure>
<p>I nostri passi sull&#8217;erba bagnata, il ruscello alla nostra sinistra. Due corvi gracchiano e spiccano il volo a destra, qualche voce debole dietro di noi. </p>
<p>L&#8217;audio 3d crea un&#8217;atmosfera unica, facendoci immergere nel mondo di chi non ha mai visto la luce. Sarà solo grazie al nostro udito se riusciremo ad attraversare la distanza che ci riporterà al sicuro tra le mura del nostro castello.</p>
<p>Inutile dire che il comparto audio è studiato nel minimo dettaglio. La nostra sola risorsa per identificare la posizione dei nemici, il fiume o il crepitio di un focolare sarà appunto l&#8217;udito. Delle cuffie di qualità saranno quasi indispensabili per poter riconoscere la provenienza dei rumori nei paraggi, e non sarà affatto facile.</p>
<h2>Le domande</h2>
<p>Giocare questa demo <strong>è un&#8217;esperienza particolare</strong> per usare un eufemismo. Per riuscire a concentrarmi su tutti i rumori ho dovuto bendarmi ed abituarmi a muovermi nel buio di <strong>The Vale</strong> per riuscire ad avanzare. Probabilmente l&#8217;assenza della vista rende questo gioco molto più difficile per certi aspetti.</p>
<p>La trama è certamente un punto di forza di <strong>The Vale</strong>. La progressione tramite le diverse voci fa vivere in prima persona l&#8217;avventura in un modo che non credevo fosse possibile. La nostra immaginazione darà un volto alle voci, un aspetto ai nemici o al paesaggio in cui ci muoviamo. </p>
<p>Giocare a The Vale, anche solo la demo, è stata una vera avventura, qualcosa di veramente diverso dal solito. Un&#8217;esperienza che raccomando di provare almeno una volta; capire cosa sente chi non può vedere sarà qualcosa di veramente diverso. </p>
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