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	<title>The fridge is red &#8211; iCrewPlay.com</title>
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	<title>The fridge is red &#8211; iCrewPlay.com</title>
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		<title>Recensione The fridge is red &#8211; Un horror&#8230; poco horror&#8230;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Regano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Dec 2022 17:30:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Steam]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Ricordi quella clip de I Griffin nella quale Stephen King, il leggendario re dell’orrore, sembra essere a corto di idee e davanti al suo editore tira fuori la strampalata idea del mostro lampada? La clip ironizza sul fatto che nel corso degli anni lo scrittore sia riuscito (con romanzi più o meno riusciti) a trasformare [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ricordi quella clip de I Griffin nella quale <strong>Stephen</strong> <strong>King</strong>, il leggendario re dell’orrore, sembra essere a corto di idee e davanti al suo editore tira fuori la strampalata idea del <strong>mostro lampada</strong>? La clip ironizza sul fatto che nel corso degli anni lo scrittore sia riuscito (con romanzi più o meno riusciti) a trasformare praticamente ogni oggetto in una minaccia mortale per gli i poveri protagonisti malcapitati.</p>
<p>Pagliacci, mastini, auto d’epoca… insomma, praticamente tutto in mano a Stephen King riesce a diventare inquietante e temibile, ma ci vuole anche del talento per farlo. Un dettaglio che sicuramente ha ignorato il team di sviluppo che si è occupato di <strong>The fridge is red</strong>, l’oggetto di questa recensione, un titolo che vorrebbe essere un <strong>horror psicologico</strong>, ma che, purtroppo, fallisce miseramente a causa di una trama talmente fumosa da risultare ermetica, un comparto tecnico che vorrebbe omaggiare il passato, ma si rivela un tentativo fallimentare di coprire un budget molto risicato, e un gameplay che riesce perfettamente nel suo intento, nel caso in cui questo fosse annoiare il giocatore.</p>
<p>Insomma, probabilmente avrei davvero preferito leggere il romanzo sul mostro lampada dello Stephen King dei Griffin, invece mi è capitato The Fridge is Red! Analizziamo nel dettaglio questo disastro che, a onor del vero, riesce comunque ad aver <strong>qualche barlume di lucidità</strong> e mostrare <strong>idee tutto sommato interessanti</strong>, ma sviluppate, purtroppo, nel peggiore dei modi…</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-433349 size-full" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2022/12/The-fridge-is-red.jpg" alt="The fridge is red" width="616" height="353" title="Recensione The fridge is red - Un horror... poco horror..."></p>
<h2>The fridge is red: quando le idee sono finite in partenza…</h2>
<p>Dal punto di vista della <strong>trama</strong>, The fridge is red è uno sfacelo, purtroppo. E dico purtroppo senza ironia, dal momento che, apparentemente, ci sono anche delle idee interessanti che vengono però gettate in un calderone confuso e confusionario che getta il giocatore in mezzo a una serie di <strong>livelli sconnessi tra loro</strong>, ma che vorrebbero ricostruire una storyline cucita su un protagonista con cui sarà impossibile empatizzare, non essendo minimamente tratteggiato.</p>
<p>Questi livelli, sei all’incirca, ma non è chiaro se uno dei due già sbloccati voglia fungere <strong>da tutorial o prologo</strong>, ci getteranno in ambientazioni diverse tra loro, ma il succo della questione sarà sempre quello: <strong>sfuggire al frigorifero rosso</strong> che prima o dopo farà capolino per tormentarci e inseguirci. Il vero problema è che non riusciremo praticamente mai a capire il perché di queste situazioni paradossali.</p>
<p>Probabilmente, gli sceneggiatori avevano voglia di <strong>tratteggiare una trama criptica</strong> e affidare al giocatore il compito di ricostruirla tramite indizi e appunti sparsi tra i vari livelli, ma è evidente che non ci siano riusciti dal momento che comunque le informazioni risulteranno sempre <strong>troppo sconnesse</strong> e non ci sarà un minimo di contesto che possa dare al giocatore la possibilità di contestualizzare e organizzare le informazioni in questione.</p>
<p>Quando parlavo di <strong>buone idee sprecate</strong> poi mi riferivo ad alcune delle tematiche che tentano di emergere in The fridge is red; i livelli nei quali è suddiviso infatti vogliono affrontare anche <strong>tematiche sociali</strong> importanti e di un certo peso come il mobbing e l’eutanasia, purtroppo però questi temi sociali affiorano nel più banale e generico dei modi, e non viene dato loro il giusto risalto, sembra anzi che siano stati buttati lì solo per tentare di dare risalto a una scrittura confusionaria e appena abbozzata, fallendo però miseramente.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-433355 size-full" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2022/12/20221209102700_1-1.jpg" alt="The fridge is red" width="1366" height="768" title="Recensione The fridge is red - Un horror... poco horror..."></p>
<h2>“Il gameplay che avanza mettilo in frigo”</h2>
<p>Nemmeno a livello di <strong>gameplay</strong> The fridge is red riesce a mostrare una direzione precisa e anzi, è palese come l’idea originale degli sviluppatori prenda una deriva molto più sbiadita, noiosa e disfunzionale rispetto alle intenzioni di partenza trasformando il più classico dei <strong>punta e clicca</strong> (che sarebbe stato anche convincente in alcuni frangenti) in un <strong>walking simulator</strong> nemmeno dei più riusciti.</p>
<p>In buona sostanza, nel corso dei vari livelli che compongono l’intera esperienza ludica, ci ritroveremo in <strong>diverse ambientazioni</strong> (che tendono sempre a risultare claustrofobiche per il giocatore così da accrescere il livello di ansia e inquietudine) nel quale, in teoria, dovremo proseguire risolvendo <strong>enigmi ambientali</strong>. Il problema è che questi “enigmi” si perderanno strada facendo, e si risolveranno sempre interagendo nell’ordine corretto con vari elementi dello scenario così da procedere e arrivare, nel più lineare dei modi ogni volta, a fine scenario.</p>
<p>A “movimentare” il tutto ci penseranno le apparizioni del nostro frigorifero rosso, che dovrebbe essere una <strong>minaccia costante</strong> e palpabile come il caro vecchio Nemesis di Resident Evil 3, ma che in realtà oltre a non inquietare (per ovvi motivi oserei dire) si limita ad <strong>apparizioni sporadiche</strong> e prescriptate andando anche a eliminare ogni minimo scampolo di rigiocabilità.</p>
<p>A rendere la situazione ancora più confusa, e a tratti delirante, ci pensano alcuni <strong>bug inspiegabili</strong> (ma a quanto pare molto frequenti), si passa dalle classiche compenetrazioni che bloccheranno il giocatore in un punto della mappa e lo costringeranno a <strong>riavviare il livello</strong> fino a un bug decisamente peculiare: a volte capita che un livello non inizi nel punto in cui è stato pensato dagli sviluppatori, ma più avanti; questa situazione porta a risvolti paradossali, se già di solito il gioco non fa nulla per guidare il giocatore o contestualizzare gli eventi, ritrovarsi a metà scenario senza nemmeno saperlo ci farà completamente perdere la bussola dell’esperienza complessiva.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-433356 size-full" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2022/12/20221209102816_1.jpg" alt="The fridge is red" width="1366" height="768" title="Recensione The fridge is red - Un horror... poco horror..."></p>
<h2>Comparto tecnico retrò, ma forse non per scelta…</h2>
<p>Non nascondiamoci dietro la scusa della nostalgia: c’è <strong>un retrò fatto bene e un retrò fatto male</strong>, e The fridge is red rientra sicuramente in quest’ultima categoria. Dal punto di vista <strong>grafico</strong> il titolo simula i giochi della gloriosa epoca di PlayStation 1, ma lo fa nella maniera più sgraziata e raffazzonata possibile, per nascondere evidenti limiti tecnici e di budget del team di sviluppo, a una prima occhiata lo stile può anche sembrare affascinante e voluto, ma giocando non mancheranno evidenti compenetrazioni e glitch grafici di ogni sorta che ci permetteranno di vedere oltre oggetti e pareti.</p>
<p>Nemmeno il <strong>comparto sonoro</strong> riesce a salvarsi, le poche tracce proposte dovrebbero generare inquietudine, ma risultano decisamente anonime e prive di carattere, il problema maggiore però sta nei rumori ambientali, sempre fuori luogo e desincronizzati; in un titolo horror l’audio riveste una parte fondamentale dell’esperienza, e in un horror che fa già fatica a inquietare a causa delle premesse, un audio non funzionale è davvero la goccia che fa traboccare il vaso.</p>
<p>In definitiva, vorrei poter dire che <strong>The fridge is red</strong> ha quantomeno un’idea buona alla base, ma non è così. Un conto è voler proporre qualcosa che tenda a spiazzare il giocatore, ma se un’idea, per quanto bizzarra sia, non è supportata a dovere può facilmente diventare il meme di sé stessa, e sembra proprio questo il caso. Se a dei <strong>presupposti confusionari</strong> aggiungiamo anche un comparto tecnico traballante e un gameplay fantasma, il disastro è servito.</p>
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