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	<title>The Free Ones &#8211; iCrewPlay.com</title>
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	<description>Portale di videogiochi, recensioni, speciali, anteprime e news!</description>
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		<title>The Free Ones : la storia di un&#8217;idea che voleva volare alto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Carlo Alberto Iocco]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Jul 2018 13:30:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Microsoft]]></category>
		<category><![CDATA[PC]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[Non si scommette sulle idee perchè queste sono infide, arrivano quando vogliono e sono difficili da concretizzare. Se c&#8217;è un posto in cui queste fanno veramente la differenza però è quello in cui ci sono bassi investimenti, gli sviluppatori sono prima di tutto appassionati e i poligoni sono pochi: il mercato dei videogiochi indie. In [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Non si scommette sulle idee perchè queste sono infide, arrivano quando vogliono e sono difficili da concretizzare. Se c&#8217;è un posto in cui queste fanno veramente la differenza però è quello in cui ci sono bassi investimenti, gli sviluppatori sono prima di tutto appassionati e i poligoni sono pochi:<strong> il mercato dei videogiochi indie</strong>. In questa magica cornice tutto può accadere, parliamo infatti di un mondo capace di sfornare un capolavoro come &#8220;Cuphead&#8221; e allo stesso modo donare la vita a &#8220;Tree simulator&#8221;.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-91917 size-full" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2018/07/Screen4.png" alt="Recensione The Free Ones" width="1366" height="768" title="The Free Ones : la storia di un&#039;idea che voleva volare alto"></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>I ragazzi di FarSky Interactive però un&#8217;idea l&#8217;hanno avuta</strong> e, una volta equipaggiata con tuta alare e un guanto spara-rampini, l&#8217;hanno spinta con tutta la loro forza in modo che potesse liberarsi dalle leggi del mercato in cui era incatenata.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E&#8217; da qui che nasce The Free Ones: dalla voglia di provare a fare qualcosa di nuovo.</strong></p>
<h2 style="text-align: justify;">Minando si impara: The Free Ones</h2>
<p style="text-align: justify;">Il protagonista dell&#8217;avventura è Theo, un ragazzo dal passato oscuro, che viene rapito e rinchiuso su un&#8217;isola sperduta. L&#8217;isola sembra abitata esclusivamente da prigionieri costretti ai lavori forzati e senza apparenti vie di fuga. Per sua fortuna però Theo troverà all&#8217;inizio dell&#8217;avventura un <strong>messaggio accompagnato da uno strano guanto</strong> capace di farlo fuggire dalla miniera. <strong>Qualcuno lo vuole fuori da lì e quel qualcuno sarà il motore di tutta la vicenda</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Scopriremo infatti che <strong>Theo è il tassello mancante per il piano di fuga</strong> organizzato da Lana, una schiava nata sull&#8217;isola che non ha mai potuto vedere la terra ferma. Il gioco è strutturato in <strong>quattro grosse macro aree</strong> ognuna finalizzata al compimento di uno specifico incarico. Gli obiettivi saranno però solo un pretesto per farci spostare dal punto A al punto B e lo stesso può essere detto per gli eventi messi in scena dagli sviluppatori.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-91952 size-full" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2018/07/c82f2c_00745744d70a429aa9abd37c93302d9b_mv2.png" alt="Recensione The Free Ones" width="850" height="478" title="The Free Ones : la storia di un&#039;idea che voleva volare alto"></p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; chiara la volontà dei ragazzi di FarSky Interactive di <strong>creare tramite la storia un mero pretesto per il gameplay, vera sostanza del gioco</strong>. Detto ciò qualcosa in più sul piano narrativo sarebbe potuto essere stato fatto: The Free Ones è molto scarso sotto questo aspetto e <strong>porta con se</strong> <strong>una fra le peggiori boss fight, se possiamo definirla tale, mai viste in un videogioco</strong>.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Mangia, prega, plana</h2>
<p style="text-align: justify;">Passiamo alla sostanza: il Gameplay. Il gioco è una sorta di <strong>platform 3D in prima persona capace di mettere a dura prova i riflessi del giocatore</strong>. Fin da subito ci verrà dato un rampino che ci permetterà di agganciarci agli oggetti e di effettuare balzi sovrumani, questo verrà poi potenziato permettendoci di lanciare 3 ganci per salto e, oltre a ciò, ci verrà fornita una tuta alare per allungare ulteriolmente il tempo passato in aria.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-91916 size-full" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2018/07/Screen3.png" alt="Recensione The Free Ones" width="1366" height="768" title="The Free Ones : la storia di un&#039;idea che voleva volare alto"></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il nostro compito sarà quello di superare le ambientazioni concatenando dei salti pazzeschi</strong> da effettuare con precisione certosina. Se ciò non bastasse sappiate che i ganci si potranno attaccare soltanto agli oggetti di legno e che quest&#8217;ultimi, nella stragande maggioranza dei casi, si sposteranno di continuo.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto ciò si traduce in <strong>un sistema di movimento veramente fuori dal comune</strong> necessario ad affrontare degli scenari altrettanto fuori dal comune. Vera peculiarità del gioco infatti è l&#8217;ambientazione che dovremo &#8220;affrontare&#8221; salto dopo salto e dico &#8220;affrontare&#8221; perché è lei la vera nemica dell&#8217;avventura. Un&#8217;ostile isola abbandonata dalla vegetazione lussureggiante ricca di macchinari, treni, corsi d&#8217;acqua e gallerie.</p>
<p style="text-align: justify;">Sull&#8217;oasi vengono trasportati continuamente i minerali estratti dagli schiavi attraverso fiumi, cavi e quant&#8217;altro. E&#8217; questo l&#8217;escamotage che ha permesso agli sviluppatori di creare degli <strong>ambienti dominati da un movimento perpetuo di oggetti e casse</strong>, setting perfetto per permetterci di concatenare salti e planate da capogiro.</p>
<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-91951 size-full" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2018/07/c82f2c_3dd002a825934d24a05dcafd1a99e6f0_mv2.png" alt="Recensione The Free Ones" width="850" height="478" title="The Free Ones : la storia di un&#039;idea che voleva volare alto"></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Riuscire a superare i vari stage risulta esaltante e impegnativo</strong>, è vero che a volte si sfiora la frustrazione, ma <strong>la consapevolezza che permane</strong>, morte dopo morte, <strong>è che stiamo migliorando continuamente</strong>. La struttura è quella del trial and error e, alla lunga, le soluzioni ludiche e il design dei livelli tendono a ripetersi ma<strong> l&#8217;epicità di molte situazioni messe in scena è encomiabile</strong>. Interessante anche come, in ogni area, venga sempre aggiunta una nuova meccanica che svecchia l&#8217;andamento del gioco non discostandosi mai troppo dal core di conoscenze che abbiamo acquisito in precedenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Ultima aggiunta è la presenza di alcuni collezionabili in-game: sparse per le mappe ci saranno delle <strong>bandiere infuocate</strong> da poter raccogliere. Questa sembrerebbe un extra da nulla se non fosse che i posti in cui si trovano le bandiere risultano estremamente difficili da raggiungere. Questi collezionabili diventeranno quindi una vera e propria sfida per chi si appassionerà al gioco e vorrà completarlo al 100%.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Ruscelli e montagne</h2>
<p style="text-align: justify;"><strong>Parlando della direzione artistica il gioco si difende dignitosamente</strong>. Le ambientazioni sono dettagliate e belle da vedere, l&#8217;illuminazione fa la sua parte e le texture sono quasi sempre di buona qualità. Tutt&#8217;altra storia invece per quanto riguarda i volti e le espressioni facciali dei personaggi che risultano un po&#8217; troppo grezze.</p>
<p style="text-align: justify;">Il gioco ha il grande merito di <strong>riuscire a trasmettere la sensazione di velocità e vertigine</strong> durante i nostri pericolosi spostamenti. Il lavoro grafico e sonoro svolto in questo senso è ottimo e alla base della riuscita di un gioco come questo.</p>
<p style="text-align: justify;"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter wp-image-91913 size-full" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2018/07/Screen0.png" alt="Recensione The Free Ones" width="1366" height="768" title="The Free Ones : la storia di un&#039;idea che voleva volare alto"></p>
<p style="text-align: justify;">Dal punto di vista del sonoro il <strong>gioco tende a essere molto silenzionso</strong> e a lasciar risuonare gli effetti ambientali come lo scorrere dell&#8217;acqua e il rumore dei passi del protagonista. In alcuni specifici frangenti entrano in scena dei brani musicali veri e propri che accompagnano l&#8217;azione esaltandola. Peccato che questi segmenti di gioco siano pochi dato che <strong>la soundtrack è curata e molto piacevole da ascoltare</strong>. <strong>Il doppiaggio dal parte sua è di qualità altalenante</strong> rompendo a volte l&#8217;immersione nel gioco, <strong>stessa cosa vale per le cut-scenes</strong> e tanti altri dettagli stilistici che risultano solo abbozzati.</p>
<p style="text-align: justify;">Tutto sommato<strong> le magagne tecniche e visive non sono pochissime ma non riescono mai ad inficiare l&#8217;andamento del gioco</strong>. Detto ciò, The Free Ones, per essere un prodotto sviluppato quasi interamente da sole 2 persone e per il prezzo contenuto a cui viene venduto <strong>mostra molte più idee originali di tanti altri titoli moderni</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">
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