    <?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>The Eyes of Ara &#8211; iCrewPlay.com</title>
	<atom:link href="https://www.icrewplay.com/giochi/the-eyes-of-ara/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.icrewplay.com</link>
	<description>Portale di videogiochi, recensioni, speciali, anteprime e news!</description>
	<lastBuildDate>Mon, 14 Oct 2019 11:19:27 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2024/03/logo_bianco_mobile-2.svg</url>
	<title>The Eyes of Ara &#8211; iCrewPlay.com</title>
	<link>https://www.icrewplay.com</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>The Eyes of Ara &#8211; la recensione</title>
		<link>https://www.icrewplay.com/the-eyes-of-ara-la-recensione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Luigi Galletti]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Oct 2019 14:00:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Switch]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.icrewplay.com/?p=179114</guid>

					<description><![CDATA[Il genere punta e clicca è forse uno dei più antichi nel mondo dei videogiochi: uno dei titoli più apprezzati della storia che si rifà a questo genere è sicuramente Myst, capolavoro del 1993 creato dai fratelli Robyn e Rand Miller. Il gioco, oltre ad essere un successo commerciale grazie alle sue circa 10 milioni [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il genere punta e clicca è forse uno dei più antichi nel mondo dei videogiochi: uno dei titoli più apprezzati della storia che si rifà a questo genere è sicuramente<strong> Myst</strong>, capolavoro del 1993 creato dai fratelli Robyn e Rand Miller.<br />
Il gioco, oltre ad essere un successo commerciale grazie alle sue circa 10 milioni di copie vendute nel mondo, è stato e continua a essere una fonte d&#8217;ispirazione per tutti quegli sviluppatori che sognano di lasciare la propria impronta nella storia videoludica.</p>
<p>Il videogioco <strong>The Eyes of Ara</strong>, nonostante parta da idee e concept totalmente diversi, strizza l&#8217;occhio a quella piccola perla che fu Myst: <strong>Ben Droste</strong>, level designer e ideatore di The Eyes of Ara, non ha mai nascosto la celata connessione che c&#8217;è fra i due titoli e quanto il titolo più anzianotto sia stato d&#8217;ispirazione a quello più recente.<br />
Noi di iCrewPlay abbiamo provato la versione per Nintendo Switch di The Eyes of Ara, e in questa recensione non sarà insolito trovarmi a spiegare quello che accomuna questi due punta e clicca, tanto simili e al contempo diversi, entrambi parte di passato e presente dell&#8217;industria videoludica.<br />
Non perdiamoci in ulteriori chiacchiere e analizziamo questo titolo.</p>
<div class="rb-videoresp"><iframe title="The Eyes of Ara - Nintendo Switch Release Date Trailer" width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/uIEPemjbjQs?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
<h2>The Eyes of Myst</h2>
<p>L&#8217;incipit narrativo di The Eyes of Ara <strong>è uno dei più classici</strong>: una sorta d&#8217;interferenza radiofonica a larga scala disturba persistentemente i segnali elettromagnetici e i ponte radio di qualsiasi tipo di apparecchiatura.<br />
Danneggiata dalla continua assenza di rete, l&#8217;azienda<strong> Sheey Contracting</strong> decide di consultare uno specialista affinché possa risolvere il problema alla radice: il disturbo sembra provenire da un castello abbandonato anni or sono, il quale, a detta di molti, dovrebbe essere infestato dai fantasmi: il nostro tecnico, il quale non pecca di mancanza di coraggio, si addentra in questo antiquato maniero.</p>
<p>Per comprendere la storia di The Eyes of Ara nella sua compiutezza, sarà necessario <strong>prestare attenzione e interagire con gli oggetti</strong> che riempiono le sale, e poiché la struttura della trama è impostata sulla <strong>narrativa ambientale,</strong> fogli, libri e appunti di coloro che abitarono quelle mura ci racconteranno, attraverso le loro righe, cosa è successo in quel luogo.<br />
Questo <strong>crea nel giocatore un senso di smarrimento</strong> che, personalmente, ho apprezzato: esattamente come in Myst, fin dalle prime fasi il gioco concede al giocatore l&#8217;idea di essere da solo in un mondo del quale non si conosce praticamente nulla, il che trasmette a chi gioca la voglia di andare oltre il mero compito di riparare il guasto e <strong>cercare di carpire la verità più profonda</strong> che si cela dietro allo scenario.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-179242 size-full" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2019/09/the-eyes-of-ara-screen.jpg" alt="The Eyes of Ara - la recensione" width="960" height="540" title="The Eyes of Ara - la recensione"></p>
<h2>Pensa, punta e clicca</h2>
<p>In questo titolo, come tutti gli altri giochi che attingono al genere, si dovrà puntare il cursore e cliccare sulla zona desiderata per muoversi: in questa versione per Nintendo Switch<strong> basterà premere sullo schermo per riuscire a giocare</strong>, il che rende tutto molto più immediato.<br />
Il fulcro principale di The Eyes of Ara sono <strong>gli enigmi</strong>: dal momento che il titolo tende verso l&#8217;esplorazione, la maggior parte di questi saranno ambientali, richiamandoci all&#8217;attenzione su tutto quello che ci circonda.<br />
Fin dalle prime battute di gioco, si prende consapevolezza del fatto che <strong>gli enigmi impegnativi sono il pane quotidiano</strong> in questo titolo: The Eyes of Ara richiede concentrazione e perspicacia, cosa non sempre avvezza in questa generazione videoludica, che <strong>potrebbe donare soddisfazione</strong> nel risolvere un determinato puzzle, ma <strong>al contempo potrebbe risultare frustrante</strong> per il giocatore che è alle prime esperienze con il genere e non è abituato a questo tipo di gameplay.</p>
<p>Possiamo dire che, anche se è un mondo esplorabile a piacimento, The Eyes of Ara subisce una sorta di struttura a binari: ogni zona è composta da <strong>una stanza centrale con una porta da aprire</strong> per proseguire e delle camere secondarie nelle quali si svilupperanno i vari enigmi da risolvere in modo tale da sbloccare la porta.<br />
In ognuno di questi &#8220;livelli&#8221; sarà possibile <strong>reperire dei collezionabili</strong> che si suddivideranno in fotografie, monete e action figure: questi saranno opzionali per il conseguimento finale della storia, ma <strong>aggiungono un ulteriore divertente senso di sfida</strong>, considerato che la maggior parte degli oggetti sarà sapientemente posizionata e ben nascosta.</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone wp-image-179241 size-full" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2019/09/the-eyes-of-ara-screen-2.jpg" alt="The Eyes of Ara - la recensione" width="960" height="540" title="The Eyes of Ara - la recensione"></p>
<h2>Tecnicamente non ci siamo</h2>
<p>Purtroppo le note dolenti arrivano principalmente dal comparto tecnico: sia chiaro, per essere un progetto indipendente stanziato con i fondi ricavati attraverso il crowfounding, il gioco possiede la sua dignità, ma non possiamo dire che sia completamente esente da errori.<br />
Il comparto grafico, seppur con scorci interessanti soprattutto nelle zone aperte, <strong>non brilla particolarmente</strong>: all&#8217;occhio del giocatore meno attento potrebbe risultare un&#8217;ottima grafica, ma che in realtà è dovuta dall&#8217;artificio delle zone buie, che oscurano le texture e i modelli poligonali facendoli risultare sufficienti grazie alla penombra.</p>
<p>Per quanto riguarda la colonna sonora, 100 Stones Interactive sceglie di non impegnarsi tanto, inserendo come brani soltanto un <strong>accennato sottofondo di musiche prettamente ambientali</strong>, senza infamia e senza lode.</p>
<p>Il peggio lo troviamo però nella solidità del prodotto: il gioco non è esente da bug, <strong>che a volte hanno addirittura compromesso la mia partita</strong>: quando si completa un enigma correttamente e il gioco non attiva il &#8220;trigger&#8221;, costringendoti a riavviare la partita e incrociare le dita, non si sta certamente discutendo di un buon comparto tecnico.</p>
<p>Nonostante il discutibile valore tecnico, quello artistico non è stato completamente influenzato da questi grossolani errori: <strong>l&#8217;atmosfera che si respira nel castello è tanto affascinante</strong> quanto misteriosa, riuscendo ad avvolgere il giocatore e coinvolgerlo in un&#8217;<strong>ambientazione obsoleta, ma ispirata</strong>.</p>
<figure id="attachment_179248" aria-describedby="caption-attachment-179248" style="width: 960px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-179248 size-full" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2019/09/the-eyes-of-ara-screen-4.jpg" alt="The Eyes of Ara - la recensione" width="960" height="540" title="The Eyes of Ara - la recensione"><figcaption id="caption-attachment-179248" class="wp-caption-text">Ho passato 30 minuti a capire cosa stessi sbagliando&#8230; quando in realtà l&#8217;engima si era &#8220;solo&#8221; buggato, impedendomi di proseguire.</figcaption></figure>
<h2>In conclusione</h2>
<p>The Eyes of Ara su Nintendo Switch è sicuramente un buon titolo, che presenta anche delle leggere migliorie rispetto alla versione rilasciata per PC nel 2016.<br />
La sua ripida curva di difficoltà forse potrebbe renderlo <strong>meno accessibile al giocatore odierno</strong>, grazie agli enigmi ben strutturati ma abbastanza complessi che hanno caratterizzato il genere negli anni &#8217;90.<br />
Pertanto, <strong>consiglio l&#8217;acquisto agli appassionati</strong> o a chiunque abbia voglia d&#8217;immergersi nel genere delle avventure grafiche punta e clicca: stiamo comunque parlando di <strong>un titolo tutto sommato godibile, seppur con le sue carenze e difetti</strong>.</p>
<p><img loading="lazy" loading="lazy" decoding="async" class="alignnone wp-image-179240 size-full" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2019/09/the-eyes-of-ara-screen-3.jpg" alt="The Eyes of Ara - la recensione" width="960" height="540" title="The Eyes of Ara - la recensione"></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
