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	<title>TERRORHYTHM &#8211; iCrewPlay.com</title>
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	<description>Portale di videogiochi, recensioni, speciali, anteprime e news!</description>
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		<title>TERRORHYTHM: la recensione di un picchiaduro musicale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gabriele Rocca]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Aug 2019 20:15:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Indie]]></category>
		<category><![CDATA[Switch]]></category>
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					<description><![CDATA[TERRORHYTHM è un indie molto originale, che unisce i rhythm game con i beat &#8216;em up, creando un gameplay che propone un mix divertente. Tuttavia, nonostante le ottime premesse iniziali, il titolo non è perfetto e alcune piccole ingenuità abbassano inevitabilmente la valutazione finale. La trama? TERRORHYTHM non ha una vera e propria trama, ma [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>TERRORHYTHM è un indie molto originale</strong>, che <strong>unisce i rhythm game con i beat &#8216;em up</strong>, creando un gameplay che propone un mix divertente. Tuttavia, nonostante le ottime premesse iniziali, il titolo non è perfetto e alcune piccole ingenuità abbassano inevitabilmente la valutazione finale.</p>
<h2>La trama?</h2>
<p><strong>TERRORHYTHM non ha una vera e propria trama</strong>, ma soltanto un contesto che fa da collante per gli stage che compongono la modalità campagna. Quest&#8217;ultima è ambientata in un futuro lontano e distopico, in cui il mondo è caduto sotto il dominio di un governo totalitario che ha deciso di proibire la musica per legge. In una città gettata nel silenzio totale, il giocatore impersonerà l&#8217;avatar di <strong>un uomo che cerca di lottare per riportare la musica in auge.</strong></p>
<p>Come accennato, non si tratta di un vero e proprio intreccio, ma solo di una giustificazione per ogni livello in cui lottiamo a ritmo di musica. Peraltro, nulla di tutto questo viene approfondito nel gioco, quindi è chiaro come il punto focale di TERRORHYTHM sia il gameplay.</p>
<h2>La lotta diventa una danza</h2>
<p><strong>Il gameplay di TERRORHYTHM unisce il genere dei beat &#8216;em up con quello dei giochi musicali</strong>. Per fare ciò, il titolo impone al giocatore di lottare a ritmo di musica, unendo la necessità di seguire le note con quella di linciare orde di nemici. Ecco quindi che il nostro avatar si trova <strong>al centro dello schermo</strong>, con ondate di avversari provenienti dai lati. Attorno al nostro personaggio vediamo <strong>un&#8217;area blu</strong>. Quest&#8217;ultima è la zona in cui i nostri attacchi vanno a segno, colpendo i nostri avversari. Attaccare troppo presto o troppo tardi significa subire danno e perdere il ritmo. In pratica, quest&#8217;area è il classico punto dei rhythm game in cui le note vanno premute.</p>
<figure id="attachment_170428" aria-describedby="caption-attachment-170428" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-170428 size-large" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2019/08/TERRORHYTHM-recensione-gioco-Nintendo--1024x576.jpg" alt="TERRORHYTHM recensione gioco Nintendo Switch" width="1024" height="576" title="TERRORHYTHM: la recensione di un picchiaduro musicale"><figcaption id="caption-attachment-170428" class="wp-caption-text">Non è sempre facile avere il giusto tempismo</figcaption></figure>
<p>In ogni partita il <strong>nostro protagonista è fermo</strong> e l&#8217;unico compito del giocatore è quello di <strong>attaccare i nemici prima che possano raggiungere il personaggio</strong>. Tutto questo va fatto a ritmo di musica, cercando di far <strong>combaciare ogni singola azione con i <em>beat</em> musicali</strong> udibili in sottofondo. Ogni avversario, di fatto, è una nota da colpire con il giusto tempismo, in modo da coniugare la necessità di non farsi attaccare con quella di muoversi a tempo.</p>
<p><strong>I controlli</strong> di gioco sono molto semplici. Abbiamo due tasti dorsali assegnati ai colpi nella direzione corrispondente (quindi, L a sinistra ed R a destra) e altri due comandi.</p>
<p><strong>Il primo</strong> ci permette di aumentare la già citata area blu, dando ai nostri attacchi <strong>un raggio maggiore</strong> e facilitandoci la necessità di seguire il ritmo.</p>
<p><strong>Il secondo</strong> consente di <strong>caricare l&#8217;attacco successivo,</strong> al fine di infliggere danno doppio e di uccidere eventuali nemici vicini al bersaglio. In alcuni casi è necessario utilizzare questo tasto per contrastare degli avversari particolari.</p>
<p><img decoding="async" class="size-large wp-image-170429 aligncenter" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2019/08/TERRORHYTHM-recensione-gioco-Nintendo-Switch-1024x576.jpg" alt="TERRORHYTHM: la recensione di un picchiaduro musicale" width="1024" height="576" title="TERRORHYTHM: la recensione di un picchiaduro musicale"></p>
<p>Di fatto, <strong>i nemici affrontati sono di tipologie diverse</strong>. Questa scelta dona un pizzico di profondità alla componente beat &#8216;em up, che sarebbe altrimenti lasciata in secondo piano. Possiamo vedere bruti che richiedono due colpi per essere abbattuti, nemici con lo scudo che impongono di usare (o di non usare) l&#8217;attacco caricato oppure piccoli mostri che si teletrasportano nella direzione opposta a quella di arrivo. La varietà sembra non mancare nei primi momenti di gioco (quando si scoprono pian piano le meccaniche), tuttavia dopo qualche livello si avverte una certa costanza nei <strong>mostri</strong> che, in fondo, <strong>si reiterano sempre</strong>.</p>
<p>In alcuni casi i nemici uccisi rilasciano delle <strong>armi che modificano parzialmente lo stile di gioco</strong>. Per esempio, la spada consente di infliggere più danni o i chakram permettono degli attacchi a distanza. Ciononostante, <strong>la componente beat &#8216;em up sembra comunque meno rilevante rispetto a quella da rhythm game</strong> ed è minata dal limitato numero di armi e avversari. Il gameplay risulta comunque divertente, soprattutto durante le prime ore, ma a lungo andare potrebbe annoiare i giocatori più esigenti.</p>
<figure id="attachment_170431" aria-describedby="caption-attachment-170431" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" class="wp-image-170431 size-large" src="https://www.icrewplay.com/wp-content/uploads/2019/08/TERRORHYTHM-recensione-gioco-Nintendo-Switch-1-1024x576.jpg" alt="TERRORHYTHM: la recensione di un picchiaduro musicale" width="1024" height="576" title="TERRORHYTHM: la recensione di un picchiaduro musicale"><figcaption id="caption-attachment-170431" class="wp-caption-text">Le armi sono potenti, ma hanno usi limitati</figcaption></figure>
<p>In ogni caso, <strong>l&#8217;interfaccia di gioco è molto intuitiva e aiuta moltissimo a unire i due generi,</strong> rendendo leggibili anche le situazioni più concitate. Ogni mostro, infatti, è accompagnato da linee che aiutano a identificare immediatamente l&#8217;azione da svolgere per contrastarlo: il nemico base ne ha solo una, il bruto due e così via.</p>
<p>Purtroppo <strong>anche la parte puramente musicale di TERRORHYTHM non è esente da difetti.</strong> Anche in questo caso, infatti, siamo di fronte a una penuria di contenuti: gli stage disponibili sono pochi e alcuni di essi riutilizzano la stessa canzone più volte. Non è tutto: per sbloccare i livelli successivi occorre ripetere più volte quelli precedenti, al fine di accumulare dei punti. Una scelta discutibile, che aumenta la ripetitività in un titolo già minato da questo difetto.</p>
<p>In poche parole, il gameplay di TERRORHYTHM è divertente e immediato durante le prime ore, grazie all&#8217;originale mix di generi che lo contraddistingue. Tuttavia, la carenza di contenuti e la ciclicità di alcune meccaniche fanno abbassare il suo appeal molto in fretta, regalando ben presto una spiacevole sensazione di &#8220;già visto&#8221;.</p>
<h2>La realizzazione tecnica</h2>
<p><strong>Questa è sicuramente la parte migliore del titolo</strong>. Il comparto tecnico è eccellente e gestisce in modo egregio anche grandi numeri di nemici su schermo senza nessun calo di frame. Inoltre, <strong>le animazioni sono davvero curate e</strong> rendono ogni scontro molto bello da vedere.</p>
<p><strong>Il comparto artistico</strong> è ottimo e presenta al giocatore degli scenari splendidi e un protagonista stiloso. Lo stesso, purtroppo, non si può dire dei nemici, troppo simili tra loro.</p>
<p><strong>Chiude il cerchio un comparto sonoro ottimo, ma non eccellente</strong>, composto da canzoni orecchiabili (nonché perfette per il gameplay), ma molto <strong>similari tra loro.</strong></p>
<h2>In sintesi</h2>
<p><strong>TERRORHYTHM è un buon gioco</strong>, che vanta un gameplay formato da un mix originale. Purtroppo, nonostante l&#8217;idea alla base della struttura sia ottima, alcuni difetti riducono inevitabilmente la valutazione finale. In primo luogo, i contenuti proposti sono troppo pochi: nemici, armi, canzoni e stage.</p>
<p>Il comparto tecnico è sicuramente molto curato e il titolo diverte, come detto, per le prime ore di gioco. Tuttavia, a lungo andare rischia di essere monotono.</p>
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